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UN INCONTRO PER LA VITA

dottor Aurelio Prino

Trecate - Un incontro per la vita: era questo il titolo della serata che giovedì 9 febbraio si è svolta nel salone del Teatro Comunale di  Trecate,  che  aveva come tema l’”HOSPICE” e, in particolare, l’Hospice di Galliate.

All’evento  promosso, con il patrocinio della città di Trecate, dall’Ispettorato del Comitato Femminile della CRI locale, erano presenti i Commissari Augusto Galli e Ferdinanda Zanaria, il pubblico, tra cui un folto gruppo di volontarie.

Ha aperto la serata il dott. Aurelio Prino, direttore Cure Palliative e Hospice di Galliate  presente con tutto il suo staff che opera nella suddetta struttura e che,  nel corso della serata, a turno, ha avuto modo di illustrare sia il proprio operato  nonché fornire  molte informazioni correlate alla   struttura stessa. All’inizio del suo discorso, il dott. Prino ha innanzitutto spiegato cosa sono le cure palliative, precisando anche l’etimologia della parola; questo termine infatti deriva da “pallium” che, nell’antica Roma,  era il mantello che si portava sopra la tunica. Quindi, da qui, il termine palliativo che dovrebbe voler dire nascondere, coprire. In termini pratici le cure palliative si occupano in maniera attiva e totale dei pazienti colpiti da una malattia che non risponde più a trattamenti specifici e la cui diretta conseguenza è la morte. Il controllo del dolore, di altri sintomi e degli aspetti psicologici, sociali e spirituali è di fondamentale importanza.

Quindi obiettivo principale delle cure palliative e primaria finalità dell’Hospice (che è una parola inglese, derivante dal termine latino “hospitium”, che da noi viene tradotta con: “luogo di accoglienza e ricovero per malati verso il termine della vita, in particolare, ma non esclusivamente, malati di cancro”) è il raggiungimento della miglior qualità di vita possibile per i pazienti e le loro famiglie dando senso e dignità alla vita del malato fino alla fine, alleviando prima di tutto il suo dolore, e aiutandolo con i supporti non di ambito strettamente medico.

I partecipanti, hanno potuto comprendere e rendersi conto di quale grande e unico lavoro svolga l’”Hospice” che non deve essere assolutamente considerato un “ghetto” ma un luogo d’accoglienza e ricovero temporaneo dove il paziente, per il quale non è più possibile svolgere una adeguata assistenza a domicilio, viene accompagnato nelle ultime fasi della sua vita con un appropriato sostegno medico, psicologico e spirituale, affinché le viva con dignità nel modo meno traumatico e doloroso possibile, con la presenza e il sostegno psicologico e sociale anche delle persone che sono particolarmente legate al paziente. Per questi motivi  il  “prendersi cura”  della persona nel suo insieme è la grande finalità dell’”Hospice”.

A fine serata, la Commissaria del Comitato Femminile salutava e ringraziava sentitamente tutti i presenti.