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CARO ENERGIA

Ancora in aumento i costi per le imprese nel primo trimestre dell’anno
Fabio Ravanelli

Novara - Inizio d’anno in salita per chi si trova alla guida di un’impresa: tra gli ostacoli che penalizzano l’attività delle aziende pesa, in particolare, l’aumento dei costi di energia e materie prime. «Già dalla primavera dello scorso anno i mercati dell’energia sono stati caratterizzati da un’impennata senza precedenti dei prezzi di gas ed elettricità» commenta Fabio Ravanelli (foto), presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «Un’ascesa che sta colpendo duramente il tessuto produttivo italiano, incluso quello del Piemonte Nord Orientale. La quantificazione dei costi risente di diverse variabili, tra cui l’adesione al mercato libero piuttosto che tutelato e degli scaglioni di prezzo legati a fasce di consumo: possiamo comunque stimare che a livello di quadrante la spesa per la voce energia del settore industriale passerà da 400 milioni del 2021 a 1,4 miliardi per l’anno 2022».       

In Piemonte il consumo di energia è ripartito tra il settore civile (somma di domestico e terziario), che assorbe poco meno della metà dei consumi finali totali, i trasporti (28%), l’industria (23%) e i restanti settori, tra cui l’agricoltura. Dal punto di vista dei flussi energetici il territorio piemontese dipende in misura preponderante da rifornimenti extra-regionali e da fonti energetiche fossili, in particolare gas naturale.

«I rincari energetici comprimono i margini delle nostre imprese, che guardano con preoccupazione agli sviluppi della guerra russo-ucraina, i cui effetti non potranno che peggiorare l’attuale stato di difficoltà, aggravando in maniera esponenziale il problema degli approvvigionamenti – sottolinea Ravanelli – L’unica strada è un’azione decisa e compatta della macchina diplomatica per arginare il più possibile l’impatto sulle popolazioni coinvolte e sui sistemi economici, la cui ripresa dopo le fasi più acute della pandemia rischia ora di essere compromessa».