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Carrozzieri e RC auto: continua la mobilitazione di Confartigianato

Mauro Barbi

Novara - Prosegue la mobilitazione dei carrozzieri artigiani contro la norma del decreto liberalizzazioni che, se non modificata, prevede un taglio del 30% del risarcimento riconosciuto in caso di sinistro se il mezzo sarà fatto riparare da un carrozziere non indicato dalla compagnia assicurativa. Dopo l’incontro unitario di Roma dell’8 febbraio, venerdì i carrozzieri artigiani erano a Torino, per illustrare unitariamente ai politici piemontesi e all’opinione pubblica la situazione della categoria.

“Siamo in parte confortati sulla possibilità che si possa cambiare la norma, nonostante la ventilata applicazione del voto di fiducia in aula, dal parere contrario alla norma stessa espresso dalla Commissione Giustizia del Senato” spiega Mauro Barbi, dirigente del settore Auto di Confartigianato Imprese, presente agli incontri nazionali e regionali con una nutrita delegazione di carrozziere delle nostre province “Ai parlamentari abbiamo espresso la situazione della categoria e l’effetto dirompente e di drammatica ingiustizia che, se non modificato, avrebbe l’articolo 29. Ancora una volta sembra proprio che le liberalizzazioni le debbano pagare i soliti noti, ma come Confartigianato non ci stiamo”.

Alcuni numeri per capire meglio il fenomeno: in Italia, solo tre carrozzerie su dieci sono fiduciarie di compagnie assicurative; negli ultimi dieci anni, i costi assicurativi sono aumentati ben oltre la media europea. In Italia le carrozzerie artigiane sono quattordici mila, 70mila addetti; in Piemonte sono circa duemila, con oltre cinquemila addetti. Nelle nostre province le carrozzerie artigiane sono centosessantuno, con cinquecento addetti.

“Non si dimentichi, infine, la sentenza della Corte costituzionale del 2009 che prevedeva come facoltativo  il risarcimento diretto: la norma che contestiamo di fatto lo impone come obbligatorio” conclude Barbi.