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Galli: Le decisioni del Cda Enel sono fumo negli occhi...

Borgomanero - "Siamo tutti azionisti di Enel tramite lo Stato - scrive Daniele Galli (già deputato nell'ultima legislatura nelle fila di Fli) - azionisti di una società che perde il 79% degli utili in un anno, che ha un debito mostruoso di oltre 40 miliardi per aver comprato la spagnola Endesa – investimento sbagliato, al momento sbagliato, nel posto sbagliato, quasi al doppio del suo valore reale – che non ha saputo , o voluto, pensare all’interesse nazionale  con il risultato di contribuire alla crisi e al fallimento dei propri clienti paganti che sono le nostre imprese e le nostre famiglie. Una serie di scelte pessime, ripianate  in bolletta, per cui è doveroso che i vertici Enel provino almeno imbarazzo per gli altissimi stipendi che si sono fino ad oggi assegnati nonostante lo sfacelo del sistema elettrico nazionale. Una riduzione del 30 % di questi stipendi è ancora poco, a fronte della palese incapacità di gestire il colosso ex (?) monopolista elettrico:  ciò sembra più un’operazione di immagine che il segnale di una seria inversione di rotta nelle politiche aziendali capaci di rispondere alla crisi della società e alla crisi delle famiglie italiane e delle imprese, Nb. Delle politiche aziendali praticate finora, è esempio l’ aver assegnato importanti appalti in Italia a imprese spagnole controllate da Endesa, non corrispondenti ai nostri standard, giocando con il massimo ribasso, e creando disoccupazione. Il Cda Enel avrebbe dovuto essere più lungimirante e accorto prima di arrivare ai palliativi mediatici e alle dismissioni di rami - che probabilmente avverranno in perdita -  sono misure che fanno pensare al pianto sul latte versato, e che anticipano semplicemente ciò che il governo Monti ha accolto il 13 dicembre  2012: un mio ordine del giorno che impegnava ad ottenere, con atti specifici, il raggiungimento del pareggio di bilancio per tutte  le società di cui lo Stato è maggior azionista".