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Immenso Max Blardone: è lui a portare l’Italia del gigante sul podio!

È suo con 36 anni il record quale atleta più “anziano” nella storia dello sci alpino italiano. Il FanClub in festa lo ha accolto all’aeroporto di Milano Malpensa

Domodossola - Straordinario Max Blardone che torna sul podio in Giappone dopo quattro anni dalla vittoria di Crans Montana per regalarsi e regalarci una gara indimenticabile con un fantastico terzo posto, miglior tempo di manche ed un primato italiano: è lui il più “vecchio” atleta nella storia del nostro sci alpino che sia mai salito sul podio. Chi conosce la sua infinita passione, il suo carattere determinato e la professionalità con la quale ha sempre lavorato, “sentiva” di poterlo rivedere ancora in alto. Ed è stato accontentato nel momento più bello, a 36 anni, dopo aver annunciato il ritiro e fresco papà bis. Felice per la serenità familiare e professionale conquistata giorno dopo giorno con incredibile costanza, senza mollare mai, in nome di un amore infinito – e ricambiato! - per lo sci. Il suo Fanclub che conta 150 iscritti gli ha riservato una bella sorpresa ed è andato ad accoglierlo con tanto di pullman dedicato ieri sera alla Malpensa, per brindare a prosecco e chiacchiere (squisite!) fatte in casa da mamma Antonietta.

“Porterò con me per tutta la vita le emozioni e le sensazioni che ho provato in Giappone” dichiara Max appena atterrato, sorpreso e felice per la bella accoglienza ”Non solamente per il podio, soprattutto per il calore che ho sentito intorno, per le parole di tutti i colleghi, a partire dai miei compagni italiani ed anche quelli stranieri che si sono prodigati in complimenti, abbracci ed applausi infiniti. Tutti si sono stretti intorno a me, quasi come se il vincitore della gara fossi stato io! Provo ancora i brividi: me lo ricorderò per sempre” La stima e l’affetto per il campione non sono mai venuti meno tra i colleghi della Coppa del Mondo in questi 16 anni di carriera, così come il suo Fanclub non ha mai smesso di sostenerlo.

“Ieri come negli anni d’oro” racconta papà Elio, commosso “Allora eravamo davvero in tanti, 4/5 pullman che dall’Ossola lo seguivano per non fargli mai mancare il proprio tifo. Oggi siamo in 50 ed essere ancora qua è incredibile, ma io non ho mai avuto dubbi e mi aspettavo qualche bella soddisfazione”.

“Max Blardone, il nostro campione… Max Blardone, il nostro campione…” hanno intonato i tifosi sin dalla partenza sul pullman, sventolando bandiere dell’Italia e suonando trombette. Ma qual è il vero segreto di Max, competitivo e vincente sui “giganti” del momento con una sciata straordinaria, materiali “cuciti addosso” dalla sua casa di sci Elan e concentrato nonostante tre stagioni sottotono? Il segreto di un campione per un decennio tra i migliori 5 gigantisti al mondo ed oggi ancora in grado di lasciare un segno? “Non può essercene uno solo” confida il suo preparatore atletico Gabriele Boldini che conosce Max da ragazzino e lavora con lui da tre anni.

Il suo allenatore Stefano Casalino è certo: “Il lavoro in team in questa stagione è sicuramente uno: io e Gabriele siamo sempre in contatto tutti i giorni e condividiamo l’allenamento di Max, sia quando è in pista che quando è in palestra: capiamo la performance, la studiamo, perfezioniamo gli esercizi di preparazione…”

È Gabriele Boldini che ci aiuta a riflettere. “Quando lavori con un atleta non devi farti domande. Perché vuole sciare ancora? Perché si allena tutti i giorni in palestra? Perché è così attento al cibo che mangia e non si lascia mai andare? Infatti la questione è un'altra. Non dobbiamo domandarci cosa spinge lui a fare queste cose, piuttosto cosa NON spinge noi a farla. Perché noi non prendiamo esempio e traiamo forza dalla determinazione di un campione che ha fatto dello sport il proprio mestiere”. È il piacere di lavorare insieme, il feeling che Max ha costruito intorno al proprio staff, ai propri cari, alla famiglia con Simona, Alessandro ed ora cresciuta con l’arrivo della piccola Ginevra. Per questo con certezza ribadisce a chi lo chiede ancora a gran voce – prima di tutto il suo Fanclub - che è pienamente soddisfatto di ciò che ha fatto sino a quanto punto della sua vita e non si concede tempi supplementari.

Conclude Max “Non nascondo il desiderio di regalarmi ancora qualche bella soddisfazione, ci sono cinque gare e con questo risultato ho guadagnato posizioni, a ridosso dei primi 15. Ma la decisione è stata ponderata ed è già presa, a fine stagione chiudo la carriera Mi sono sempre impegnato al massimo, desideravo regalarmi e regalare a chi ha sempre creduto in me qualche bel risultato. Il sesto posto nel parallelo mi ha fatto capire che quest’anno davvero potevo farcela e… così è stato. Ho 36 anni, tanto mi basta: sono sereno ed un futuro tutto nuovo mi attende”.

L’appuntamento per la Coppa del Mondo di Gigante è fissata ora per il 26 febbraio a Hinterstoder, in Austria, dove verrà recuperata la gara di Adelboeden precedentemente annullata per maltempo. Sempre Hinterstoder ospiterà la gara anche il 28 febbraio, per poi spostarsi per una due giorni di Gigante a Kranjska Gora, in Slovenia, il 4 marzo per il recupero della gara di Garmisch e il 5 marzo. Si terminerà con le finali di Saint Moritz il 19 marzo.