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I PROTAGONISTI DEL PROGETTO PONTI DI SOLIDARIETÀ HANNO VISITATO CASA PICCOLO BARTOLOMEO

Borgomanero - I protagonisti del progetto “Ponti di solidarietà” hanno visitato casa “Piccolo Bartolomeo” di Borgomanero. È successo venerdì attorno a mezzogiorno: sono stati accolti dal presidente dell'associazione “Mamre” Mario Metti e da alcuni educatori. Al termine del tour, il pranzo e al pomeriggio un giro nella zona del lago d'Orta. È stato Max Ramella di Biella a organizzare quest'appuntamento e l'intero programma sviluppatosi da mercoledì sino a ieri, domenica 28. Dal Libano sono arrivati padre Abdo Raad (responsabile di un centro di accoglienza e di educazione per bambini) e le educatrici Marla Eid Khoury e Nawal Naim. Tutti e tre lavorano all'associazione “Annas Linnas” nella valle della Bekaa, nella parte centrale di questa nazione, per altro a soli settanta chilometri dalla capitale della Siria, Damasco. Seguono venti minori ospiti della “Casa dell’amicizia” e quaranta che frequentano il collège “Saint Sauveur”. I piccoli sono tutti in condizioni di disagio. La “delegazione” palestinese era invece composta da Lana Bandak, terapista occupazionale, e Raghda Ghabbash, operatrice sociale. Sono attive in un centro per disabili a Betlemme e collaborano con il gruppo “Aispo” del “San Raffaele” di Milano. Tre le persone che hanno raggiunto Borgomanero provenienti dalla Macedonia: Zujca Stojanova, docente; e Nijare Sulejmani e Ajshe Ljoki, defettologhe e insegnanti di scuola elementare dove si occupano di alunni disabili. Loro collaborano con l’associazione “Nansen Dialogue” a Skopje, le cui finalità sono quelle di sostenere dei processi di dialogo, di pace e d'integrazione. Invece dalla Bosnia-Erzegovina quattro uomini e una donna che sono impegnati con la Caritas e che vivono a Mostar e Citluk. I loro figli presentano delle disabilità medio-lievi e frequentano dei centri diurni. E ancora: ecco dalla Serbia un responsabile e tre operatori della scuola “Milan Petrovic” di Novi Sad, frequentata da ragazzi con varie disabilità che sono chiamati a svolgere attività didattiche, ludiche ed educative. E infine dal Kosovo gli educatori Dukagjin Kelmendi e Rinor Gashi che operano nell'associazione “Handikos” i cui progetti sono rivolti a persone disabili nell’ambito dell’inserimento scolastico e lavorativo.