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Stecco (Lega): Potenziamento delle Cure Primarie

“Cardine fondamentale un percorso di riforme importanti per la Sanità piemontese”

Torino - “Colgo con estrema soddisfazione la conclusione del lavoro svolto assieme alla Struttura dell’Assessorato da parte della Task Force per la Sanità Territoriale coordinata dal professor Fazio” commenta il professor Alessandro Stecco, presidente della Commissione Sanità, che ha collaborato attivamente e continuativamente negli scorsi 7 mesicon le attività della Task Force .

Secondo il consigliere regionale Stecco “dopo tanti anni di completo immobilismo, in soli 7 mesi, la Regione attraverso gli esperti della Task Force e il coordinamento dell’Assessorato, con questa decisione potenzia la sanità territoriale, riorganizzandola, finanziandola e creando al contempo piu’ opportunità di lavoro e un ventaglio di maggiori servizi ai pazienti. L’impegno della Regione è massimo – prosegue – e lo testimoniano le cifre: a partire dal 2021 infatti saranno messi a bilancio 10 milioni di euro all’anno per potenziare le Cure Primarie, che si sommanoa tanti altri investimenti e potenziamenti:17,3 milioni di euro già destinati per attrezzature di diagnostica di primo livello a favore dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta. Oltre all’investimento regionale di 7 milioni di euro per la telemedicina, la digitalizzazione dei servizi sanitari all’utenza. Altre decisioni importanti sono in arrivo, si è lavorato senza sosta nonostante le due ondate pandemiche, per ottimizzare la governance della Sanità, come per esempio l’Azienda Zero che da anni sostengo che sia fondamentale nella nostra Regione. La riforma delle Cure Primarie prenderà il via con l’approvazione di una legge, che passerà attraverso la Commissione Sanità che presiedo e verrà approvata in via definitiva dall’aula del Consiglio Regionale – prosegue il Presidente della IV Commissione – per riconoscere all’Assistenza Primaria il ruolo cardine dell’assistenza territoriale, potenziando le attuali forme associative di “medicina di gruppo” e “medicina di “rete” della Medicina Generale, con il supporto degli Infermieri di Comunità e dell’ASL per studi medici piu’ idonei,istituendo anche un Dipartimento Regionale dell Cure Primarie. Nella pratica - conclude il professor Stecco –i medici che sceglieranno di lavorare in una di queste due modalità associative potranno essere supportati da personale di studio, portando dal 43 al60 per cento la percentuale dei medici che potrà disporre di personale di segreteria e al 40 per cento per ilpersonale infermieristico, oggi solo il 19%. La modalità di lavoro in gruppo consente le maggiori sinergie ed economicità di scala ma anchela maggior soddisfazione per i cittadini, che trovano così un’offerta di prestazioni allargata”.