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LUCA CIANCHI SI RACCONTA, SI SPIEGA, SI AMA...

Luca Cianchi

Novara - Luca Cianchi è un'autentica icona della cultura rock novarese, la cui passione si estende attraverso ogni mezzo artistico. In questa intervista di Freenovara parla apertamente della sua educazione e del suo senso dello stile senza tempo. Musicista, attore, sportivo, scrittore, pittore, inventore, modello, icona di stile e rock star a tutto tondo. Dopo aver girato il mondo e aver suonato su alcuni dei palcoscenici più grandi di Italia, la grandezza in qualche modo non è sfuggita al frontman dei SIKNA che nel 2019 ha trascorso sei mesi ai Caraibi e lavorato per un grande brand lusso nel ruolo di Retail Manager Mondo. Molteplici lati nella sua personalità: aperto, intelligente, ambizioso e caparbio sempre fedele a se stesso, senza mai vantarsi dei suoi successi di ampio respiro. Si innamora a 6 anni del rock 'n' roll - catalizzato da un'epifanica introduzione ad un vecchio nastro dei Beatles - e quindi accresce il proprio amore per la musica rock, passando dal punk Londinese al Grunge di Seattle. Da allora, l'identità creativa ha rappresentato la convergenza di generi e culture; tutti i flussi di ispirazione artistica confluiscono in un'unica corrente creativa mutevole. Come una spugna, assorbe e si espande. 

Parlami un po' di te e del tuo background. "Nasco a Magenta, in provincia di Milano, nei favolosi anni '80 quando tutto era leggerezza, vitalità e le possibilità artistiche e lavorative erano infinite. Crebbi serenamente nell'interland Novarese dove mi approcciai al mondo artistico e creativo sin da giovane. Iniziai ad inventare sin dall'età di 6 anni quando ai piedi di nonna Elisa, creai un gioco che venne poi realizzato pochi anni dopo a livello mondiale. Iniziai a scrivere poesie in Stil Novo, sul filone Leopardiano e Petrarchesco dall'età di 12 anni sotto lo pseudonimo di "James Byron", vinsi premi nazionali e venni anche pubblicato su riviste di settore quindi a 13 anni imbracciai la mia prima chitarra e da li la curiosità divenne passione, amore... odio".

La moda è un'altra forma di espressione personale su cui graviti presto. Sai che i vestiti (come i dipinti, la danza o la musica) non hanno limiti creativi. Come hai iniziato anche questo percorso? "A seguito di studi di Marketing intrapresi un percorso differente, prettamente orientato al mondo del retail che allora mi parve piu interessante e dinamico rispetto ad un lavoro statico e d'ufficio. Intrapresi la carriera di direttore di negozio per conto di diversi brand illustri fino a raggiungere il massimo dei livelli cui potessi ambire, il Retail Manager di un  brand lusso Made in Italy. Un'esperienza che cambiò la mia vita, tra viaggi in tutto il mondo, dai Caraibi a Parigi, passando da monte Carlo fino a Sankt Moritz, insomma una catarsi di emozioni, responsabilità e tanto impegno che la pandemia in poche settimane mandò in frantumi, da allora infatti il mondo della moda e del lusso cambiò definitamente ed io con esso"

Luca, non hai mai rinunciato alla sua visione di te stesso. Il tuo impegno nei confronti del tuo distintivo senso della moda nel corso degli anni ti ha consolidato come un'icona di stile, una reputazione rafforzata dalla tua continua collaborazione come ambasciatore globale e volto di alcune case di moda. (Ride...) "Mah, non mi definirei affatto un' icona di stile, in quanto potreste vedermi un giorno in versione musicista dannato, un altro da elegante damerino ed il giorno seguente da bravo ragazzo da sit com americana, con tanto di pila di pankache e sciroppo d'acero strabordante. La moda fa parte di ognuno di noi. Adoro chi trasuda personalità, lo stile è molto piu di un capo di pregiata fattura, è la vetrina di noi stessi, ciò che siamo, il nostro mood del giorno, la nostra identità. Evitate di copiare influencers senza ne arte ne parte, siate voi stessi o finirete per esser solo il prodotto commerciale di sapienti, assurdi e strapagati studi di marketing".

Essendo avventuroso che genere di cose nuove ti piacerebbe provare? "Il desiderio di avventura è legato ad una costante ricerca, sin dalla tenera età, di adrenalina. Ho fatto quasi qualunque tipo di sport (nuoto, judo, sci, surf, snowboard, basket, calcio, mountain bike, football americano in serie A...ecc) oltre a sport adrenalinici (rafting,  bunji jumping a 16 anni da una funivia, parapendio, downhill, nuoto tra gli squali, paracadutismo..ecc). Non mi dispiacerebbe andare in Sudafrica, immergermi dentro una gabbia di metallo per vedere il grande squalo bianco". 

Nonostante il tuo spirito eclettico, rimani saldo su ciò che ti ha formato fin dall'inizio. Per prima cosa, il tuo rapporto con la musica – una storia d'amore che dura sin da quando eri adolescente – non hai perso la tua scintilla. Pensi di avere il controllo del viaggio del tuo successo? "Tutto nacque a 13 anni, la prima chitarra acustica che mi regalarono mamma e papà, da li in poi iniziò la mia fame implacabile di musica. A 14 anni mi regalarono la Stratocaster Americana che imbraccio ancora oggi sui palchi di mezza Italia. A 16 anni i primi live con i PHC, suonai nei Glaukenny, nei Radical Change con cui incisi "Welcome to the Donkey Show" per la Uk Records e quindi Sik e SIKNA, band grunge con cui siamo in procinto di registrare il nostro primo album, forse ad aprile. Non credo di aver mai toccato il successo ne mai minimamente sfiorato ma il gioco vale la candela e come mi ripeto dal Cammino di Santiago che intrapresi nel 2021, "la Vida es un Viaje" quindi come nei migliori viaggi, tutto può succedere".

Anche la comunità continua a radicarsi e ispirare. È stimolante vivere in questo modo. È molto confortante, caloroso e amorevole e ti incoraggia ad essere diverso, ad emergere. Essere aperti è la chiave di tutto ciò che è creativo per te? In che modo? "Essere aperti è la chiave di qualunque tipo di aspirazione. Senza la giusta apertura mentale e dose di follia rischieremmo di perdere i treni migliori o di non cogliere l'attimo ritrovandoci un domani senza nessun ricordo degno di nota, con le tasche piene di sogni, rimpianti e rimorsi. La vita è unica, vale per tanto la pena renderla incredibile".

Dietro il tuo carattere forte c'è una splendida sensibilità per ciò che ti circonda, la chiave del tuo talento artistico. La tua naturale adattabilità e dedizione all'apertura ti assicurano che non avrà mai problemi a trovare ispirazione, ma qual è il tuo posto ideale "per ricevere". "L'ispirazione è come una soave brezza marina nel bel mezzo di un incolonnamento sulla tangenziale ovest di Milano, in un giorno festivo, sotto lo scroscio persistente di acqua piovana acida. E' qualcosa di incontrollabile, nè manipolabile. Può esser forzata o indotta ma le migliori idee verranno a noi nei momenti meno scontati e spesso piu inopportuni. Ho registrato estratti di canzoni durante passeggiate con il cane, corse estive, docce bollenti o incolonnato in tangenziale" (ride...).

Qual è la genesi del tuo nuovo album? "Sai, persi mio fratello Michael, il 18 maggio del 2022. Ci sarà pertanto molto di lui nelle canzoni che andremo a registrare. Scrivere canzoni è da sempre, per me, come affrontare una seduta di psicanalisi. Si butta fuori tutto, canalizzando sofferenza, paura, rabbia, tristezza ed ogni tipo di sentimento contrastante e conflittuale all'interno di parole in musica. Scrivere è liberatorio e quest'album sarà un liberazione artistica da tutto ciò che di autodistruttivo ha intaccato la mia vita da quel maledetto giorno.  Sarà un album molto personale,  introspettivo e dalle sfumature accese in una catarsi di suoni grunge, feedbacks e liberatorie urla primordiali"

Penso che tutti vogliano sapere cosa stavi pensando quando lo hai scritto. È stato scritto e prima che tu affrontassi cose che avrebbero spostato la tua vita in una direzione diversa, quindi le interpretazioni variano. "Il progetto SIKNA nasce nel 2021 pertanto molte canzoni mi hanno accompagnato attraverso esperienze forti come la perdita di un familiare, il post pandemia o il cammino di Santiago. In quelle canzoni è racchiuso un mondo di emozioni. La musica è per me un'amica sincera, la cura a tutti i mali e il dono della scrittura associato alla capacità di mettere in musica stati emotivi, mi ha aiutato negli anni a venire fuori da tante situazioni o quantomeno a capirle, assimilarle e superarle. Devo tanto ai membri della band (Matteo Sacchetto, Matteo Bianchi e Gilberto Giannacchi) per aver sempre creduto in me e per coltivare insieme questo grande sogno". 

La tua musica: le parole sono realizzate con cura. Le canzoni sono taglienti ma eleganti. "Diciamo che l'arte della dialettica ha sempre fatto parte di me, a 12 anni scrivevo poesie e oggi, le parole accompagnano suoni graffianti".

Si dice che la vita di una rock star è in egual misura una bellissima benedizione e un fardello pericoloso. Quale potrebbe esser il “fardello pericoloso” e come influenza il tuo modo di relazionarti con le persone? "Si dice che la vita più bella in assoluto l'abbiano vissuta i membri dei Rolling Stones e non posso che esser d'accordo con questa teoria. Io non sono una rock star, ma di certo amo vivere la vita, riempirla di emozioni, cogliere l'attimo, scegliere i treni migliori e poi cambiare binario, cadere, rialzarmi e cadere di nuovo in un loop continuo. Fatico a capire a pieno le persone, si può dire che, come diceva Bukowski, mi trovi al posto giusto solo con chi si sente fuori posto e per molti aspetti è veramente così. Citando il testo di una mia vecchia canzone: "siamo tutti pessimi attori in mondo di maschere". L'apparenza ha superato di gran lunga la sostanza e oggi si sta alla finestra per nascondere il vuoto della stanza, è triste. Spero di essere diverso, almeno un pò e forse chissà, ho questa visione della vita anche grazie o per colpa della musica"

C'è sempre stata una contraddizione e una dualità nella tua vita tra la rock star edonista e il ragazzo dai sani principi che dà importanza anche alle piccole cose. È stata una conseguenza naturale di quello che sei? "Il dualismo ha da sempre fatto parte della mia vita. Ho intrapreso tante strade diverse, cercando di esser sempre la versione migliore di me e vestendo spesso panni non proprio comodi pur di vivere esperienze nuove e nutrire la mia talvolta, malsana, ambizione. Vestii i panni del musicista a 16, suonando live ad una festa di paese con la mia prima band. Feci l'impossibile pur di vivere quell'esperienza ma senza la benché minima preparazione e fu un disastro totale (ride). Recitai per Hollywood senza averne minimamente le basi, scrissi poesie in Stil Novo senza studi adeguati, giocai a football americano senza la giusta stazza ma per il puro piacere di farlo. Mi buttai da ponti, aerei, ecc. potrei continuare, ma il punto è che il dualismo, tranquillità e coraggio, bene e male, angelo e diavoletto hanno sempre fatto parte della mia vita e mi hanno spinto ad andare sempre oltre le mie possibilità, oltre le mie paure per il puro gusto di farlo e di sentirmi vivo. Di fallimenti ne ho vissuti tanti, ma di certo non collezionerò rimorsi né rimpianti, mai"

Qual è stata la sfida più impegnativa? "Senza alcun dubbio quando nel 2010, mentre mi trovavo a Venezia venni scelto dal Direttore della fotografia del film "The Tourist" per diventare lo stand in ufficiale di Johnny Depp. Una sorta di controfigura che avrebbe da lì per quattro mesi seguito l'attore ovunque sul set, recitando le stesse scene prima di lui affinchè gli addetti ai lavori ed il regista premio oscar Florian von Donnersmack, avessero il tempo di sistemare la scena e le inquadrature prima di far entrare sul set i pezzi da novanta. Fu un'esperienza pazzesca, conobbi un attore fantastico ed ebbi la fortuna di parlare con lui di musica, arte e non solo. Custodisco un'infinità di bei ricordi ed ebbi la fortuna di conoscere anche la bellissima Angelina Jolie, Christian De Sica e tanti altri. Un'esperienza unica ma molto impegnativa; una follia non avendo mai fatto l'attore" (ride). 

L'esperienza più bella della tua vita... "In assoluto una delle esperienze piu belle ed entusiasmanti della mia vita fu il "Cammino di Santiago" che intrapresi nell'aprile del 2022: 140 km di fatica e sudore sotto ogni tipo di clima ed agente atmosferico, lungo lo storico Cammino Inglese in compagnia di un grande amico (Elia Bortolotto) ove incontrammo molti volti e poche maschere. "La vida es un Viaje" (la Vita è un Viaggio)".

Qual è il tuo "posto felice"? "Il mio posto felice era mio fratello Michael. Uno dei miei prossimi obiettivi sarà quello di trovare una nuova risposta a questa domanda".

I tuoi prossimi progetti? "Di sicuro ad aprile andrò ad incidere l'album con i miei amati SIKNA e nel corso dell'anno cercherò di riorganizzare l' ANIMAL FARM - ROCK FOR ANIMALS, un mio vecchio progetto che nel lontano 2012, con il supporto di Radio 105 e grazie alle band che si esibirono allora, racimolò fondi per associazioni di volontariato, canili e gattili in quel che allora era il fantastico Rock'n Roll di Romagnano Sesia (No)".

Francesca Riga