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Pago si traveste da Cenerentola... e a mezzanotte la festa finisce...

Angelo Cutaia, Pago e Paolo Ritucci

Novara - Vedere oltre duecento persone in piedi o comodamente sedute per gustarsi non un concerto, ma vivere un'autentica festa della musica, non è cosa da poco. Soprattutto se ci si trova a Novara, città storicamente un po' freddina per avvenimenti del genere, di certo meno rispetto al Sud oppure alla Romagna. Ma così è stato al Blues Cafè di Novara, il locale di viale Grandi (sull'allea, nei pressi del Castello), che mercoledì 18 luglio ha ospitato il concerto di Pago, accompagnato non da uno, ma da innumerevoli musicisti. Proprio come nelle feste meglio riuscite si sono intervallati sul palco ad accompagnare il cantante-chitarrista, reso celebre dal tormentone estivo di qualche anno fa "Parlo di me" e dalla love-story con l'ex velina Miriana Trevisan, artisti tanto giovani quanto bravi. Al basso, al sax e alla batteria c'è stata una sorta di staffetta continua, in una gara a chi riusciva ad accompagnare meglio l'interprete sardo, il quale ha dimostrato di saperci fare come front-man e di saper intrattenere con originalità il pubblico. Non c'è scaletta musicale e così si ascoltano pezzi di Vasco, Baglioni, Prince, Battisti, Carosone, Pino Daniele, sino al gran finale con Zucchero, interpretato insieme ad Angelo Cutaia, in una sorta di gemellaggio tra il suo locale (il Marcus Club) e il Blues di Novara... Ma non c'è tempo: è mezzanotte quasi passata e si sfora l'orario prestabilito. Non senza qualche mugugno da parte dei musicisti e del pubblico si chiude la serata forse sul più bello. Peccato. Pago & friends in versione Cenerentola comunque sono stati bravi ed abili: animare di mercoledì Novara è impresa per pochi. Anzi pochissimi.

Gianmaria Balboni

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