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Altre misure anti crisi per le aziende in difficoltà

Massimo Giordano, assessore regionale allo Sviluppo Economico

Novara - Un fondo di reindustrializzazione per consentire alle aziende di concentrare le attività in settori più performanti e agevolazioni per gli investimenti realizzati da imprese che intendono acquisire realtà in crisi, a rischio chiusura o già chiuse sono gli ultimi due provvedimenti approvati dalla Giunta regionale nell’ambito del Programma pluriennale per la attività produttive 2011-2015. In totale ci sono 12 milioni di euro già disponibili, che verranno successivamente implementati fino a 30 per garantire un’efficacia ancora maggiore delle misure e con prospettive più durature, frutto del lavoro sinergico degli assessorati allo Sviluppo economico e al Lavoro.

“E' ormai indispensabile - commenta l'assessore allo Sviluppo economico, Massimo Giordano (nella foto) - concentrare le risorse disponibili in contesti sempre più strategici, preferibilmente operanti in settori ad alto contenuto d’innovazione o nei servizi avanzati. Con il fondo di reindustrializzazione consentiamo alle imprese di specializzare al meglio il proprio portafoglio di attività. Una misura che va quindi in molteplici direzioni: sostegno alle aziende in difficoltà, utilizzo di fondi per start up, riqualificazione industriale, stimolo all'innovazione”.

Il fondo, che in questa fase iniziale ammonta a 5 milioni di euro, opera a regime di mercato. Le principali forme di utilizzo consistono nel raggiungimento di un accordo di ristrutturazione che evidenzi la sostenibilità in termini produttivi e occupazionali del piano industriale dell’azienda (anche attraverso la sottoscrizione di accordi sindacali) e nell’impiego delle risorse per acquisire tutto o parte lo stabilimento industriale. Si favoriscono in questo modo nuovi investimenti incentivati dalla liquidità derivante dalla cessione. E’ possibile inoltre rifunzionalizzare il sito dismesso con particolare riferimento ad aspetti ambientali, impiantistici e di sicurezza, sostenere l’insediamento nella fase di start up di attività economico e produttive (preferibilmente a carattere innovativo o servizi avanzati) e realizzare programmi di trasformazione o ristrutturazione urbanistica necessari per l’eventuale valorizzazione delle aree dismesse.

L’altra misura si pone invece l’obiettivo di agevolare le imprese che intendono acquisire aziende in crisi conclamata e unità produttive (stabilimenti e centri di ricerca) a rischio di definitiva chiusura o già chiusi. Sono 7 i milioni di euro a disposizione per le imprese che presenteranno richiesta di contributo, ma con un’importante condizione: l’agevolazione è subordinata all’impegno dell’impresa beneficiaria a mantenere o ripristinare almeno il 40 % del livello occupazionale presente nell’azienda acquisita. “Come per ogni nostra azione di stimolo allo sviluppo - commenta Giordano - è l’elemento occupazionale ad essere il più qualificante. Bisogna infatti garantire che da operazioni di questo tipo, che trovano la base in contributi pubblici, ci siano benefici concreti per i territori di riferimento. Questa misura ha l’obiettivo di invertire una rotta che negli ultimi anni, dal punto di vista della mortalità delle aziende, è stata per il Piemonte troppo negativa”.

“In un momento nel quale è altissimo il dato legato alla chiusura delle aziende - osserva l’assessore al Lavoro, Claudia Porchietto - era fondamentale realizzare una misura che salvaguardasse il know how e le eccellenze rappresentate da decine di imprese piemontesi che rischiano di scomparire. Il Piemonte è un territorio che più di altre ha sofferto questo problema. Questo è solo il primo di una serie di altri interventi che mirano, oltre alla tutela dell’occupazione, alla formazione professionale dei lavoratori, affinché possano anche acquisire nuove competenze da poter sfruttare al meglio sul mercato del lavoro”.

L’accesso alle agevolazioni previste dagli interventi per l'acquisizione di aziende in crisi avviene per fasi: la prima prevede, attraverso la partecipazione delle imprese interessate alla procedura di selezione attivata da uno specifico bando, la presentazione del progetto di investimento finalizzato alla realizzazione del piano di acquisizione e si conclude con l’eventuale approvazione del progetto medesimo e la concessione del relativo contributo; la seconda fase, alla quale possono accedere le sole imprese ammesse al contributo per gli investimenti, consiste nella presentazione del piano formativo di dettaglio e della richiesta di incentivi all’assunzione. Il Fondo di reindustrializzazione verrà gestito da Finpiemonte spa, quello per l’acquisizione di aziende in crisi da Finpiemonte Partecipazioni.