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L’industria novarese inizia a vedere la luce fuori dal tunnel

Migliorano le attese di produzione e occupazione. Prospettive positive per metalmeccanico e chimico. Incertezza nel tessile-abbigliamento. Negativo il comparto alimentare
Fabio Ravanelli, presidente Ain

Novara - L'industria novarese inizia a vedere la luce fuori dal tunnel della crisi. È quanto rivelano le previsioni congiunturali elaborate dall’Associazione Industriali di Novara (Ain) per il primo trimestre del 2014 e riportate integralmente sul sito “www.ain.novara.it”. Il saldo tra gli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quelli che sono pessimisti sull’incremento della produzione ritorna positivo dopo due anni, attestandosi a 3,5 punti rispetto allo zero della precedente rilevazione e registrando un risultato migliore della media regionale (-11 punti).

Indicazioni contrastanti arrivano dalle attese di ordinativi. Per quanto concerne gli ordini totali, infatti, il saldo ottimisti/pessimisti scende da 2,2 a -1,2 punti (a fronte di una media regionale a -13,2 punti), a testimonianza della perdurante debolezza del mercato interno, mentre si mantiene positivo, nonostante un calo da 22,2 a 15,2 punti, il saldo relativo agli ordini esteri (4,8 punti è la media regionale). «Le esportazioni – osserva il presidente dell’Ain, Fabio Ravanelli – rimangono ancora l'elemento centrale di una prospettiva di ripresa che è destinata a rimanere molto debole finché non si riprenderanno in modo significativo i consumi interni».

Migliorano invece i dati relativi al mercato del lavoro: il saldo ottimisti/pessimisti relativo alla volontà di fare nuove assunzioni sale a -2,4 punti dai precedenti -5,9 (contro i -9,3 punti della media regionale) registrando il miglior risultato degli ultimi due anni, mentre cala dal 25% al 20,9% la percentuale di imprese che intendono ricorrere alla Cassa integrazione guadagni (Cig), che in Piemonte raggiunge un picco del 32,6%. «Si tratta di un trend che speriamo di poter confermare nelle prossime rilevazioni – commenta il direttore dell’Ain, Aureliano Curini – perché anche l'impatto occupazionale della crisi è stato significativo in tutti i settori produttivi».

Nonostante un andamento lievemente contrastante tra loro si mantengono su buoni livelli gli indicatori relativi alle previsioni di investimento: ne ha in programma di significativi il 29,1% delle aziende novaresi (contro il precedente 34,5% e una media regionale del 21,9%), mentre ne intende fare di marginali il 37,2% del campione, a fronte del precedente 34,5% e di una media piemontese del 40,7%.

Si riducono in modo rilevante, infine, raggiungendo i livelli più bassi da quasi sette anni, le segnalazioni di ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti, che riguardano il 42,4% delle imprese, contro il precedente 51,2% e una media regionale del 54,5%.

A livello settoriale il metalmeccanico presenta saldi ottimisti/pessimisti in crescita per le aspettative di produzione (da 2,7 a 8,6 punti) mentre calano sia i saldi sugli ordini totali (da 10,8 a -8,6 punti) sia quelli sulle previsioni di esportazione (da 15,1 a 3,1 punti). Il 34,3% delle aziende (contro il 27,8% della precedente indagine) dichiara di voler effettuare investimenti marginali, mentre il 28,6% (contro il 36,1% del quarto trimestre 2013) intende procedere a investimenti significativi. Le previsioni di ricorso alla Cig rimangono sostanzialmente stabili (dal 24,3% al 22,9%), a fronte di un saldo ottimisti/pessimisti nullo (rispetto ai precedenti 5,4 punti) sulle prospettive di allargamento della base occupazionale.

Ancora altalenante è invece l’andamento del comparto chimico, dove per l'inizio del 2014 si prevedono saldi ottimisti/pessimisti sulle attese di produzione fortemente positivi (a 23,6 punti rispetto ai precedenti -6,3), con saldi sugli ordinativi in aumento da 6,3 punti a, rispettivamente, 29,5 e 23,5 punti per quelli totali e per quelli esteri. A fronte di un lieve decremento (dal 6,3% al 5,9%) delle intenzioni di ricorso alla Cig, il saldo ottimisti/pessimisti sulle nuove assunzioni sale da -6,3 a 17,6 punti. Il 41,2% delle imprese, rispetto al precedente 37,5%, intende fare investimenti significativi, mentre calano dal 50% al 29,4% le previsioni di investimenti marginali.

Si riducono fortemente, da 22,2 a zero punti, le aspettative di produzione nel settore tessile/abbigliamento, dove il forte calo del saldo ottimisti/pessimisti relativo alle esportazioni (da 22,2 a zero punti) viene compensato da un incremento (da zero a 10 punti) di quello sugli ordini totali. Le previsioni di ricorso alla Cig e le intenzioni di investimenti significativi si mantengono stabili, rispettivamente al 30% e al 20%.

Brusca inversione di tendenza, infine, per il comparto alimentare, il cui saldo ottimisti/pessimisti sulle attese di produzione passa da 25 a -28,6 punti e i saldi sugli ordini totali ed esteri calano, rispettivamente, da 37,5 a -42,9 e da 50 a 14,3 punti. Non sono però previsti impatti negativi sul fronte occupazionale, con intenzioni di ricorso alla Cig nulle da un anno, mentre si confermano su buoni livelli le previsioni di nuovi investimenti, dichiarate dal 42,9% del campione.