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ACCORDO REGIONE-PROVINCIA PER IL PRIMO NODO ANTI DISCRIMINAZIONE

Anna Maria Mariani e Giovanna Quaglia

Novara - Regione Piemonte e Provincia di Novara hanno firmato un protocollo d’intesa per attivare il primo nodo provinciale contro le discriminazioni. L’iniziativa risponde ai “Criteri per l’istituzione della Rete contro le discriminazioni”, adottati dalla Regione.  L’accordo, primo a livello regionale, è stato siglato dagli assessori alle Pari Opportunità di Regione Piemonte, Giovanna Quaglia, e Provincia di Novara, Anna Maria Mariani, alla presenza del Vice Presidente della Provincia di Novara, Luca Bona, e della Presidente del Consiglio, Lavinia Calabrò. “Quella alle Pari opportunità è spesso una delega poco considerata. In Regione invece è valorizzata con percorsi di collaborazione con gli altri settori amministrativi”, ha commentato l’assessore Quaglia. In quest’ottica, la Regione, in accordo con l’Unar - Ufficio Nazionale di antidiscriminazioni razziali istituito presso il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri - ha deciso di istituire un centro di coordinamento regionale. Attraverso i Fondi Sociali Europei, la Regione Piemonte ha messo a disposizione del territorio circa 265mila Euro, di cui poco meno di 30mila sono destinati al Novarese per favorire la prima accoglienza delle vittime di emarginazione e disparità, nonché per attività di prevenzione e contrasto contro ogni forma di discriminazione. “Abbiamo subito pensato di destinare i fondi direttamente alle Province. Del resto – ha commentato l’Assessore Quaglia – proprio con loro stiamo realizzano una rete capillare contro la violenza”. Imprenditoria femminile e sostegno alla paternità, formazione e tutela dei diversamente abili grazie a percorsi turistici e culturali dedicati per una nuova politica delle Pari opportunità. “Il nuovo centro servizi della provincia è aperto a tutte le vittime di violenza e discriminazioni, dalle donne agli anziani, dai minori ai cittadini disabili”, ha spiegato l’Assessore Mariani. “Il ‘nodo’ sarà gestito direttamente dal Centro, dove si svolgono attività di mediazione famigliare, contrasto allo stolking e, al contempo, si offre consulenza legate e supporto psicologico”, haconcluso Mariani.