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CMP DI NOVARA. BOBBA (PD): IL GOVERNO INTERVENGA PER EVITARE CHE LE TESTATE LOCALI SUBISCANO SCELTE UNILATERALI E PENALIZZANTI

L'on. Luigi Bobba (Pd)

Novara - “Il progetto di Poste Italiane che prevede la chiusura del Centro meccanizzato postale (Cmp) di Novara e il trasferimento a Torino della lavorazione della corrispondenza delle Province del quadrante nord-orientale (Vercelli, Biella, Novara e Vco), rischia di produrre gravi ricadute sulle piccole e medie testate del territorio, pregiudicando la distribuzione e comportando, in alcuni casi, perfino la chiusura. Per questo ho chiesto al Governo di intervenire affinché, oltre al rispetto dei livelli occupazionali e della qualità del servizio postale, si pongano in essere tutte le iniziative utili ad evitare che l’editoria locale subisca scelte unilaterali e improvvise che la costringono a operare in costante emergenza e incertezza”: così dichiara l’On. Luigi BOBBA (Deputato PD e VicePresidente Commissione Lavoro) che sul tema ha presentato un’Interrogazione al Governo. 

Spiega l’On. Luigi BOBBA: “La prospettiva di dover riorganizzare la consegna dei giornali aveva messo in allarme gli editori che, attraverso la Federazione italiana piccoli editori di giornali (Fipeg) aveva subito chiesto chiarimenti alle Poste Italiane, la cui dirigenza si è dimostrata molto disponibile a trovare soluzioni, anche differenziate, per andare incontro alle esigenze delle varie testate che ricadono nei territori del quadrante Nord Orientale del Piemonte. Poste Italiane si è impegnata a mantenere a Novara l’accettazione delle copie dei vari giornali distribuiti in abbonamento postale, garantendo il trasferimento delle stesse al Cmp di Torino tramite una navetta notturna i cui costi saranno a carico delle Poste stesse. Un segnale importante per aziende che già devono fronteggiare un periodo di crisi generale e che rischiavano di doversi sobbarcare ulteriori spese e complicazioni organizzative. A fronte della disponibilità di Poste Italiane è necessario un intervento del Governo per salvaguardare l’importante patrimonio dell’editoria vercellese e piemontese da scelte organizzative fortemente penalizzanti”.