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Mancuso e le scelte della Sanità piemontese

L'on. Gianni Mancuso

Novara - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta dell'on. Mancuso: “Caro direttore, lei saprà certamente che mi occupo di politica sanitaria a livello nazionale, ma quando torno nella mia città posso verificare gli effetti delle scelte politiche regionali e non sempre le comprendo o le condivido. È questo il caso di un servizio che tutta l'Italia invidia alla sanità piemontese: l'organizzazione e l'efficienza del 118. Nell'ultimo anno, a fronte dei drastici tagli alla spesa pubblica, e sanitaria in particolare, si sono ridotte le Centrali Operative di ricezione delle chiamate e coordinamento dei mezzi di soccorso da 8 a 4 (TO, AL, NO, Saluzzo). Il sistema ha risposto in maniera eccellente a questa cura dimagrante e molte Regioni stanno seguendo questo modello. L'efficienza e l'abnegazione del personale, coniugate al contenimento dei costi hanno consentito di garantire ai cittadini altri due servizi strategici: l'Elisoccorso regionale e la Struttura di Maxi Emergenza regionale. Entrambi affidati e cogestiti da due dei quattro Primari che hanno la responsabilità del sistema 118 (rispettivamente TO e CN). Il sistema funziona, è efficiente ed economico. È allora perché l'assessore alla sanità Monferino ha portato in Giunta regionale, in data 28/12/12, una delibera con cui vengono creati due nuovi primariati? La domanda sorge spontanea; infatti numerosi atti della Giunta regionale bloccano e tagliano le coperture dei posti di Primario, anche per servizi strategici che sono ormai con l'acqua alla gola. A cosa è dovuta questa forzatura? C'è qualcuno da accontentare? In un momento di grande sofferenza della sanità, a tutti i livelli, si obbligano due aziende a conferire due nuovi incarichi di primariato nel 118 e contemporaneamente le varie circolari regionali impediscono la copertura di tutti gli altri primariati necessari e vacanti. Costo di questa operazione: oltre 500.000 euro! Da tre anni il presidente Cota e l'assessore Monferino impongono tagli lineari a tutte le aziende, sia a quelle virtuose, sia a quelle sprecone, pur avendo gli strumenti per fare le verifiche e modulare gli interventi. Queste cose non si possono più tollerare”.