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POLITICHE SOCIALI, BIONDELLI (PD): “NEL NOVARESE C’E’ UNA SITUAZIONE DI EMERGENZA

La sen. Franca Biondelli (Pd)

Novara - “Nel territorio novarese le politiche sociali stanno attraversando una vera e propria situazione di emergenza a causa della progressiva riduzione degli stanziamenti nazionali e regionali. Per questo mi sono rivolta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali per sapere se e cosa intenda fare affinché i livelli essenziali delle prestazioni che riguardano i diritti civili e sociali siano garantiti, come previsto dall’art. 117 della Costituzione, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, per evitare il determinarsi di situazioni di abbandono e non protezione sociale e per la salvaguardia dei livelli occupazionali del settore pubblico, privato e del mondo della cooperazione”: queste le richieste avanzate dalla sen. Franca Biondelli (Pd) in un’Interrogazione indirizzata al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Spiega la sen. Franca Biondelli: “In alcune realtà delle Provincia di Novara gli Enti gestori dei servizi socia-assistenziali stanno operando rilevanti riduzioni delle prestazioni che determinano serie ricadute sul piano sociale, in particolare nei confronti delle fasce sociali più deboli (anziani non autosufficienti, soggetti disabili, minori, famiglie in difficoltà) e sui livelli occupazionali del settore. La mancanza di una normativa nazionale sui livelli essenziali di assistenza sociale, la diversificazione delle caratteristiche dei gestori (in un quadro di frammentazione dei soggetti che erogano le prestazioni socio-assistenziali) configurano criteri differenti nell’accesso alle prestazioni e determinano aspetti disomogenei sulle tariffe a carico degli utenti, sulle quote di compartecipazione a carico dei Comuni, sulla quantità e tipologia delle prestazioni nonché sulla tipologia di inquadramento del personale incaricato ad erogare servizi”. 

La sen. Franca Biondelli cita nell’Interrogazione due situazioni specifiche, quella delConsorzio CISA 24 che in data 23 aprile 2012 ha comunicato l’avvio della procedura di mobilità collettiva  per eccedenze di personale e quello del Consorzio ISA di Ghemme le cui sei operatrici dal 1 aprile 2012 hanno visto ridotto della metà il loro orario di servizio. “Tale intervento deriva dalla politica socio-assistenziale della Regione Piemonte che ha drasticamente ridotto i trasferimenti regionali ai Comuni (-62%). La  riduzione oraria del personale non può far dimenticare che porta inevitabilmente con sé anche la conseguente diminuzione delle prestazioni a favore dei soggetti già in carico oppure (altrettanto preoccupante) la diminuzione del numero stesso dei soggetti”.