Share |

UNA DESTRA ALL'ALTEZZA DEI SOGNI CHE HO

Novara - Grande partecipazione e sala gremita sabato 22 dicembre presso l'Albergo Italia di via Solaroli dove si è svolta la conferenza “Verso una Destra all'altezza dei sogni che ho” organizzata da Gioventù Italiana, movimento giovanile del partito La Destra di Francesco Storace. A fare gli onori di casa (in una sala gremita di oltre un centinaio di persone giunte da tutto il Nord Italia) il segretario provinciale Ivan de Grandis che ha sottolineato l'alto valore culturale e politico del convegno, durante il quale sono intervenuti vari esponenti della Destra Radicale Italiana. La prima domanda posta agli ospiti è stata sul futuro del centrodestra.

Gianni Musetti, segretario nazionale di Gioventù Italiana ha rotto subito il ghiaccio: “Oggi l'Italia e l'Europa sono vittime del più grande complotto economico e finanziario della loro storia: l'Unione Europea non è nata certo per gli interessi dell'Europa, bensì per gli interessi degli speculatori finanziari del panfilo Britannia negli anni '90. Il centrodestra oggi può rigenerarsi solo affermando una netta contrarietà alla ripetizione del Monti – bis e proponendo un programma che abbia alla base la riconquista della nostra sovranità nazionale. Compito del nostro partito è quello di essere il faro di questo nuovo percorso del centrodestra e della politica italiana”.

Sulla stessa scia Roberto Jonghi Lavarini, presidente del Comitato Destra per Milano, il quale ha ricordato che “Sovranità è un termine comprensivo di tutti gli aspetti: economico, militare, politico, culturale, etnico. Per questo come Destra per Milano abbiamo deciso di appoggiare La Destra di Francesco Storace, ma allo stesso tempo ci appelliamo perchè La Destra apra le sue liste sia alla società civile che alle altre realtà della Destra Radicale, per poi convocare dopo le elezioni un congresso costituente di un partito unico sul modello del Front Nationale di Le Pen. Questa è un'occasione storica per la Destra Italiana – conclude Jonghi – ed eventuali divisioni e personalismi non fanno altro che il gioco della plutocrazia mondialista”. Jonghi non mostra certo entusiasmo verso la nuova creatura degli ex AN “Centrodestra Nazionale”: “Solo un espediente per conservare le poltrone”, è la sentenza lapidaria del “Barone Nero”.

Piero Puschiavo, presidente di Progetto Nazionale Fiamma Futura (federato con il movimento di Storace) traccia un bilancio della situazione non senza qualche dato negativo: “L'esperimento del centrodestra al governo è stato fallimentare. In vent'anni questa destra non si p concentrata sulle battaglie che invece sono nel suo dna: immigrazione e lavoro in primis. La prima lasciata alla Lega, la seconda alle sinistre. Non si può ora proporre nuovi progetti unitari senza un cambio di marcia e di persone.”

Renato Besana, editorialista di Libero e promotore assieme a Marcello Veneziani del Progetto Itaca ricorda la necessità di un'unità delle forze di destra, che però deve nascere dalla base dei militanti, non dalle dirigenze. “In questi mesi abbiamo tentato di creare una lista unitaria per le regionali lombarde puntando sull'effetto valanga, cioè sul fatto che si creasse un precedente da esportare nelle altre regioni. Ma ahimè i veti incrociati dei vari partiti hanno reso impossibile l'esperimento”.

Vittorio Pesato, consigliere lombardo del Popolo della Libertà e fondatore della rete Patrioti d'Italia parla di una destra che abbia tre parole d'ordine: sovranità, crescita e bisogni. “Non cadere in nostalgie e guardare invece alla società dell'economia reale della piccola media impresa. Il governo Monti è stato disastroso in questo ambito, distruggendo l'economia reale e impoverendo il ceto medio”. 

Sempre per il PdL ha portato il saluto il Vice Coordinatore Provinciale Federico Binatti, consigliere comunale di Trecate che ricorda il vero rapporto umano di amicizia con De Grandis e l'alleanza con La Destra delle ultime amministrative trecatesi: “Abbiamo dato vita ad un nuovo centrodestra, spazzando via chi dopo anni di governo comunale aveva ormai fallito. Se dovessero chiedermi che Destra sogno – continua Binatti – non direi certo un partito che candidi nelle proprie liste veline e indagati per mafia: mai a 17 anni quando inizia a fare politica mi sarei immaginato di poter passare situazioni simili. E Monti non è mai stato (in quanto da me non votato) il mio presidente, e mai lo sarà in futuro”.

Giuseppe Lonero, segretario regionale piemontese della Destra conclude affermando: “Sogno un'Italia forte e che abbia un futuro per i nostri figli. Di certo quando dico Italia forte non intendo per lo spread (come ha affermato in questi giorni Monti), bensì forte della sua identità e della sua tradizione.”

Un convegno molto partecipato che ha comunque segnato una collaborazione tra forze identitarie che si esaurirà nella sola giornata di sabato. Gli ospiti infatti concordano nella necessità di ripetere questo genere di iniziative, e Ivan De Grandis, ringraziando i numerosi partecipanti concludendo: “Lascio tutti con una riflessione: sui temi dell'invasione islamica e del lavoro la Destra deve dire con forza la sua. L'immigrazione islamica è ormai una vera invasione di masse portatrici di un'ideologia antitetica alla nostra e che mira a sostituire la nostra civiltà europea e cristiana con il culto della mezzaluna. Mentre invece sul lavoro, noi che siamo eredi di chi propose la Socializzazione delle aziende non possiamo lasciare questo terreno ancora una volta terreno esclusivo della sinistra.” Una riflessione condivisa ampiamente dagli ospiti. Un incontro che quindi ha fortemente rafforzato La Destra in vista della campagna elettorale del 2013, che il partito vede come un referendum tra chi difende la sovranità nazionale italiana e chi invece vuole continuare a sacrificare il popolo italiano sull'altare dell'alta finanza mondialista.