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Il Piemonte diviso in sei federazioni sanitarie

L'assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino

Torino - L’assessore alla Sanità, Paolo Monferino, ha illustrato durante la riunione della IV Commissione consiliare del 12 gennaio le proposte di modifica al riordino delle aziende sanitarie e le integrazioni al Piano socio-sanitario.

Due gli elementi rilevantii:

* la conferma dell’accorpamento in un’unica azienda ospedaliero-universitaria di San Giovanni Battista, Cto e Regina Margherita-Sant’Anna (le altre aziende territoriali ed ospedaliere rimangono quelle attuali);

* l’istituzione di sei organismi, temporaneamente denominati “Federazioni sanitarie”, che svolgeranno funzioni interaziendali e che avranno i compiti di programmazione della rete ospedaliera e della rete distrettuale del territorio, gestione dei contratti del personale, supporto tecnico-amministrativo (acquisti, logistica, gestione magazzini, reti informative. ecc).

Le sei Federazioni proposte sono la FS1 Torino Sud Est (Asl TO 1 e TO 5, nuova AOU San Giovanni Battista), la FS2 Torino Nord (Asl TO 2 e TO 4), la FS3 Torino Ovest (Asl TO 3, AOU San Luigi di Orbassano, AO Ordine Mauriziano), la FS4 Piemonte Nord Est (Asl VC, BI, NO, VCO, AOU Maggiore della Carità di Novara), la FS5 Piemonte Sud Ovest (Asl CN 1 e CN 2, AO Santa Croce e Carle di Cuneo), FS6 Piemonte Sud Est (Asl AT e AL; AO SS. Antonio e Biagio e C. Arrigo di Alessandria).

“Dopo la fase delle consultazioni e delle varie sedute di Commissione - precisa Monferino - abbiamo deciso di apportare alcune modifiche alla proposta di Piano, confermando la priorità delle reti ospedaliere. La proposta coincide con una effettiva razionalizzazione del sistema che ne beneficerà dal punto di vista economico ed organizzativo. Quelle che abbiamo per il momento chiamato federazioni sono organismi che consentiranno la gestione integrata della rete ospedaliera, evitando le duplicazioni di attività e le sovrapposizioni di servizi e razionalizzando e liberando risorse che investiremo nei servizi territoriali e nell’area dell’integrazione socio-sanitaria. Tale configurazione, peraltro, garantisce anche la terzietà dell’ente sovraordinato rispetto al territorio e alla rete ospedaliera che dovrà gestire. Tutto ciò senza costi aggiuntivi, perché il personale che svolgerà le funzioni succitate verrà distaccato dalle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali”. Riguardo alle modifiche apportate al Piano, l’assessore aggiunge di averlo “reso coerente innanzitutto con la nuova proposta di riordino delle aziende sanitarie, sviluppando alcune parti dell’area dell’integrazione socio-sanitaria come ci era stato chiesto dai rappresentanti del territorio che abbiamo incontrato durante le fasi di consultazione nelle varie province del Piemonte”.