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PRESENTATO IL XVI PROFILO DEI LAUREATI DEL CONSORZIO ALMALAUREA

Il prof. Cesare Emanuel

Novara - È stato presentato oggi, giovedì 29 maggio, il XVI Profilo dei Laureati pubblicato dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, in occasione del convegno “Opportunità e sfide dell’istruzione universitaria in Italia”, che si è tenuto all’Università di Scienze Gastronomiche. L’indagine ha coinvolto 230.000 laureati del 2013 di 64 Atenei aderenti da almeno un anno al Consorzio. I laureati dell’Università del Piemonte Orientale coinvolti sono i 1.747 giovani usciti dall’Ateneo nel 2013; tra questi, 1.207 laureati di primo livello, 314 laureati nei percorsi magistrali biennali e 214 laureati a ciclo unico. Per capire gli effetti della riforma è possibile fare un confronto tra il complesso dei laureati del Piemonte Orientale del 2013 e i loro “fratelli maggiori” che hanno concluso gli studi in corsi pre-riforma nel 2004, anno significativo di riferimento. Dal confronto si conferma una figura di neodottore più giovane alla laurea, più regolare negli studi, con maggiori esperienze di stage.

L’età media alla laurea è di 26,7 anni contro i 27,1 anni dei laureati pre-riforma usciti nel 2004. Nel passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, gli effetti positivi sulla regolarità negli studi sono evidenti: i laureati pre-riforma del Piemonte Orientale in corso nel 2004 erano appena il 20% contro il 56% del complesso dei laureati del 2013. Con la riforma crescono notevolmente anche le esperienze di tirocinio e stage che coinvolgevano il 10% dei laureati 2004 contro il 77% dei laureati 2013. La tendenza al proseguimento degli studi, che prima dell’avvio della riforma riguardava il 38% dei laureati pre-riforma, viene confermata in misura maggiore: il 53% intende proseguire, valore che sale al 57%, fra i laureati di primo livello del 2013.

Per quanto riguarda i laureati triennali, il primo dato significativo è la percentuale di laureati che non ha genitori in possesso di un titolo accademico, l’84%, contro una media nazionale del 74%; significa che per la maggioranza dei casi il titolo accademico entra per la prima volta in famiglia, confermando il ruolo di ascensore sociale svolto dall’Università del Piemonte Orientale nel suo territorio di riferimento.

Il traguardo della laurea è raggiunto in media a 25,8 anni; la media nazionale è di 25,5; questo dato tuttavia va analizzato tenendo presente che un quarto dei laureati del Piemonte Orientale si è immatricolato con due o più anni di ritardo. Superiore alla media nazionale è la regolarità negli studi: il 54% conquista il titolo in corso (con un 24% che si laurea al primo anno fuori corso) contro il 41,5% del complesso dei laureati di primo livello.

La riforma universitaria ha portato anche ad un aumento dei laureati che frequentano regolarmente le lezioni: l’83% dei laureati triennali ha frequentato oltre i tre quarti degli insegnamenti previsti; è il 68% a livello nazionale. I laureati che hanno svolto tirocini e stage sono l’81%, percentuale molto al di sopra della media nazionale (61%).

Elevata anche la soddisfazione nei confronti del corso di studi scelto: il 90,5%, un valore nettamente superiore alla media nazionale (85,5%). Alla domanda se si iscriverebbero di nuovo all’Università risponde “sì”, ed allo stesso corso dell’Ateneo, il 68,5% dei laureati, un valore superiore alla media nazionale (65%).

Anche i dati relativi ai laureati magistrali confermano lo stretto rapporto del Piemonte Orientale con il suo territorio: l’82% di laureati magistrali proviene da famiglie con genitori non laureati. L’età media alla laurea è di 29,7 anni (la media nazionale è di 27,8 anni). Il valore di più elevato si spiega con il fatto che ben il 45% dei laureati magistrali del Piemonte Orientale si sono iscritti alla magistrale con due o più anni di ritardo rispetto all’età canonica.

L’analisi mette in evidenza che si tratta di giovani che hanno concluso i loro studi in corso nel 69% dei casi contro il 52% di media nazionale. Nell’esperienza formativa dei laureati magistrali si riscontrano indici particolarmente elevati di frequenza alle lezioni (il 78% ha frequentato almeno due terzi delle lezioni); di esperienze di stage (73% contro la media nazionale del 56%); di gradimento (sono decisamente soddisfatti 45 laureati su cento, altri 47 esprimono comunque una valutazione positiva.

La fotografia dei laureati dei corsi magistrali a ciclo unico è molto simile: si tratta di laureati più favoriti dall’ambiente familiare di provenienza, che li vede uscire nel 40% dei casi da famiglie con almeno un genitore laureato, quasi tutti con diploma liceale (73%). Arrivano al traguardo a 26,7 anni (la media nazionale è 26,8) e sono nettamente più regolari del complesso dei laureati magistrali a ciclo unico: il 51% si laurea in corso contro il 34%.

È assidua la frequenza alle lezioni: 85 laureati su cento dichiarano di avere frequentato regolarmente più dei tre quarti degli insegnamenti previsti. Il 65% fa esperienza di stage (a livello nazionale è il 41%); l'11% compie esperienze di studio all’estero (la media nazionale è del 18); il grado di soddisfazione è elevato (decisamente soddisfatti 47 laureati su cento, 46 esprimono comunque una valutazione positiva), tanto che il 75% la ripeterebbe. Da segnalare, infine, che anche al termine degli studi magistrali rimane elevata la quota di chi intende proseguire la formazione: il 55,5%; questo avviene in particolare per effetto dei percorsi formativi obbligati dopo la laurea in Medicina e Giurisprudenza per l’accesso alle professioni.

Positivo il commento del Rettore Cesare Emanuel (nella foto): «Anche quest’anno i dati diffusi da AlmaLaurea ci confortano, confermando la tendenza degli ultimi anni. Significa che stiamo facendo un buon lavoro per i nostri giovani, sebbene il periodo che stiamo attraversando sia uno dei più difficili per l’Università italiana. Le percentuali pubblicate non devono essere viste come semplici calcoli matematici, bensì come uno stimolo a continuare in questa direzione, migliorando sempre più il prodotto offerto ai nostri studenti. È proprio seguendo questa direzione che l’Università del Piemonte Orientale nel prossimo anno accademico “sdoppierà” altri due corsi di laurea, aprendo le immatricolazioni ai corsi di Informatica e di Scienze biologiche anche a Vercelli, oltre che ad Alessandria».