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L’intervista doppia a… Stefano e Fausto Musumeci

Fabio Musumeci del Baseball Novara

Novara - Quando parli di baseball a Novara, quanto meno negli ultimi 15 anni, non puoi fare a meno di citare i nomi di Stefano e Fausto Musumeci, due eterni ragazzi che tanto hanno già dato e ancora stanno dando alla causa del batti e corri cittadino. Abbiamo voluto sentirli per avere da loro un’opinione sull’attuale situazione della squadra e sul loro personale futuro.

D.: Ciao ragazzi, siete da molti anni il cuore pulsante del baseball novarese: tu, Stefano, hai avuto anche un’esperienza recente in un’altra franchigia (Senago), ma la vostra carriera è legata a doppio nodo con i colori azzurri. Quanto vi fa male vedere questa stagione procedere in un modo così deludente?

Perdere tutte queste partite fa male anzi malissimo, soprattutto perché ci tengo a questa maglia e perché vedo che il duro lavoro che stiamo svolgendo da gennaio non dà i frutti sperati. Sembra di rivivere la stagione dell'anno scorso, però sono fiducioso e credo che ci toglieremo qualche piccola soddisfazione nel girone di ritorno (almeno spero).

E' chiaro che perdere sempre non è piacevole. Ma la massima serie è bella anche perché non fa sconti: intendo dire che se ad oggi non abbiamo vinto nemmeno una partita, ciò significa che il divario tecnico fino ad oggi dimostrato, e non l'eventuale potenziale, rispecchia i risultati ottenuti. Se faccio però una riflessione più profonda, non sono proprio i risultati che mi deludono maggiormente, ma il fatto che i colori che porto da 20 anni, forse per anzianità o, meglio, perché li porto da quando ero molto piccolo, sono rappresentati in campo da pochi, anzi, pochissimi novaresi.

D: Ragionevolmente, vi è la possibilità di invertire, almeno in parte, la tendenza, nonostante il grande divario con le altre squadre?

S: Purtroppo il nostro sport è fatto di statistiche e, se si va a visionarle, a oggi, pur brutto che sia dirlo, è giusto che siamo così in basso, però ripeto che c'è tempo per migliorarne alcune.

F: Sono dell'idea che il lavoro sul campo paga sempre e quest'anno, nonostante se ne stia facendo molto, i risultati purtroppo non arrivano. Detto questo, abbiamo però uno staff tecnico degno di nota che quasi a metà campionato ha vissuto tutte le sfaccettature della squadra e saprà dove lavorare per migliorare i risultati fino ad oggi ottenuti. Direi che azzardare altre soluzioni nello schieramento, come fatto nel recupero settimanale con Nettuno, utilizzando un nuovo partente, ha pagato, almeno nella prestazione complessiva.
D: Nonostante i risultati, Mike Romano, uno dei coach più titolati del nostro baseball, riceve attestati di stima da tutto l’ambiente: quanta differenza da altri sport… E’ davvero una persona così carismatica?

S: Mike trasmette positività sempre, sia in allenamento che soprattutto in partita, non ci crederai ma non l'ho mai visto arrabbiarsi né per una chiamata, né per un nostro errore... Mettendomi nei sui panni non credo che sarei rimasto così composto ed educato per i pessimi risultati, forse è anche questo che lo contraddistingue.

F: Mike è sicuramente uno dei migliori Manager con il quale ho potuto condividere le tante stagioni vissute. La gestione della partita rispecchia sicuramente il libro del Baseball che ho imparato a conoscere nella mia vita sportiva. Le decisioni prese all'istante e la tranquillità con il quale le applica dimostrano che il livello gli calza come un guanto. Purtroppo noi non siamo al passo e quindi il bello delle partite chiuse, nelle quali lui diventa fondamentale per le mosse finali, è ancora da vivere e spero che ciò si verifichi al più presto.
D: Beppe Guilizzoni aveva elogiato qualche settimana fa Filippo Spataro e Corrado Portigliotti per essere rimasti nelle fila della società a livello tecnico anche al termine dell’attività agonistica. Anche a voi, tra molto tempo ovviamente e qualora ve ne fosse data l’opportunità, piacerebbe restare nell’ambiente e, in caso positivo, in quale veste?

S: Purtroppo giocare a questi livelli per me è davvero faticoso e impegnativo, non credo di poter resistere ancora tanti anni, anzi questo potrebbe forse essere anche l'ultimo. Quando smetterò definitivamente, se la società me ne darà la possibilità, credo che darò sicuramente una mano. Per l'eventuale incarico ne riparleremo

F: Assolutamente si. Questo sport ti sposa per sempre e se gli scenari del futuro (intendo anche lavorativi e familiari) lo permetteranno vorrò sicuramente dare una mano e, perché no, applicare quanto fino ad oggi imparato. Per il ruolo... beh chiaramente vorrei fare il Manager !!! Scherzo, a parte la battuta spero di fare il salto dall'altra parte il più tardi possibile.
D: Essere rimasti legati a Novara per così tanti anni costituisce per voi un rimpianto a livello personale? Ovvero, siete contenti della vostra carriera oppure ritenete che avreste potuto ottenere di più, magari giocando per franchigie più prestigiose?

S: Io sono contentissimo di quello che ho fatto a Novara e non ho nessun rimpianto. Anzi… sì. forse uno ne ho ed è il fatto di non aver potuto giocare ai massimi livelli di questo sport qui a Novara qualche anno fa, quando sicuramente vi avrei potuto dedicare molto più tempo.

F: L'essere legato a Novara per la totalità della carriera non mi ha creato nessun rimpianto. Peccato solo che la massima serie si sia presentata troppo tardi.