Orta San Giulio - Dal 1° al 4 ottobre al Sacro Monte di Orta la seconda edizione di “Visioni di un futuro possibile”: incontri con Gherardo Colombo, Luca Mercalli e Luca Misculin, teatro, musica, mostre, cammini, momenti di comunità e celebrazioni religiose. Dopo il successo della prima edizione, “Visioni di un futuro possibile” torna al Sacro Monte di Orta dall’1 al 4 ottobre 2026, con un’edizione speciale che si inserisce nelle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, a cui il Sacro Monte è dedicato.
Quattro giorni di incontri, arte, cultura, spiritualità e momenti di condivisione per interrogarsi sul futuro e, soprattutto, sulla possibilità di costruirlo a partire da una maggiore consapevolezza del rapporto tra persone, ambiente e comunità. Il festival è organizzato dall’Ente di gestione dei Sacri Monti in collaborazione con i frati minori del Monte Mesma, con il contributo di Fondazione Comunità del Novarese, Comune di Orta San Giulio, Fondazione Cavaliere Alberto Giacomini e grazie al patrocinio e alla collaborazione di un ampio partenariato di enti, istituzioni e associazioni.
Un progetto che ha ottenuto anche il riconoscimento nell’ambito del programma nazionale delle iniziative per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e che, proprio a partire da questa edizione, ha sviluppato nuove collaborazioni, tra cui quella con il Festival Francescano di Bologna, una delle più strutturate manifestazioni dedicate alla figura e al messaggio del santo di Assisi.
«Questa seconda edizione è il risultato di un lavoro che abbiamo iniziato già al termine della prima – sottolinea Francesca Giordano, presidente dell’Ente di gestione dei Sacri Monti –. Abbiamo voluto consolidare il festival e allo stesso tempo aprirlo a nuove collaborazioni, costruendo una rete sempre più ampia attorno al Sacro Monte di Orta. L’inserimento nel programma nazionale delle iniziative per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e il rapporto avviato con il Festival Francescano di Bologna rappresentano un riconoscimento importante e, insieme, una nuova opportunità. “Visioni” nasce infatti dalla convinzione che luoghi come il Sacro Monte possano essere spazi di incontro e di dialogo, capaci di mettere in relazione cultura, spiritualità, ambiente e comunità».
Tre sguardi sul futuro
Cuore della manifestazione saranno i tre grandi incontri con Luca Mercalli, Luca Misculin e Gherardo Colombo, tre protagonisti con competenze e percorsi differenti, chiamati a offrire altrettante chiavi di lettura sul futuro possibile.
Si comincia venerdì 2 ottobre alle 21, nella Chiesa del Sacro Monte, con Luca Mercalli, presidente della Società Meteorologica Italiana e giornalista scientifico, protagonista dell’incontro “Parliamo del clima che fa: scenari, rischi e soluzioni”, moderato da Roberto Conti. Al centro saranno i cambiamenti climatici, i rischi già in atto e le possibili strategie per affrontarli, attraverso uno sguardo capace di coniugare dati scientifici e responsabilità collettiva.
Sabato 3 ottobre alle 15 sarà la volta di Luca Misculin, giornalista de «il Post», che nell’incontro “Migrazioni, confini e futuro dell’Europa”, moderato da Mariangela Ferrari, affronterà il tema delle migrazioni e delle trasformazioni che attraversano il continente europeo. Misculin, che si occupa principalmente di migrazioni, Europa e storia, è autore e conduttore di podcast e programmi radiofonici e ha recentemente pubblicato per Einaudi Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale.
A chiudere il ciclo, domenica 4 ottobre alle 15, sarà Gherardo Colombo, ex magistrato, giurista e scrittore, con l’incontro “Giustizia, responsabilità e futuro”, moderato da Maurizio De Paoli. Un confronto sul rapporto tra giustizia e responsabilità individuale e collettiva e sulle scelte necessarie per costruire una società più consapevole e un futuro più giusto.
«Ricordando il transito di Francesco nell’VIII centenario – spiega fra Maggiorino Stoppa – possiamo dire che Francesco, alla sua morte, non lascia un piano per il futuro: lascia un canto. Poco prima della morte aggiunge al Cantico di Frate Sole la strofa dedicata a sorella morte. Il futuro possibile non era per lui una previsione ottimista, ma una fiducia capace di reggere anche là dove sembra non esserci più futuro». E proprio da questa prospettiva nasce il nome del festival: «“Visioni di un futuro possibile” nasce da una pluralità di soggetti – aggiunge fra Maggiorino –. Per questo non è “visione”, ma “visioni”: nessuno ha lo sguardo intero. Il futuro possibile lo si mette assieme, come un mosaico, con gli occhi di molti. Scienza, arte, cura dell’altro e spiritualità non si alternano sul palco: camminano insieme. Sono quattro modi di guardare la stessa realtà, che anche da soli vedono soltanto una parte».
Uomo, natura e bene comune
La riflessione sul futuro prenderà il via già venerdì 2 ottobre alle 10, nella Chiesa del Sacro Monte, con il convegno “Economia del bene comune. Dio, Uomo, Natura: verso un modello relazionale di sviluppo sostenibile”, curato dal professor Michelangelo Toma dell’Università degli studi di Torino. Un confronto tra prospettive diverse per interrogarsi sul rapporto tra uomo, ambiente, economia e comunità e sulla necessità di individuare nuovi modelli di sviluppo fondati sulla sostenibilità, sulla responsabilità e sul bene comune.
Ad aprire i lavori sarà il professor Luigino Bruni, ordinario di Economia politica alla LUMSA di Roma, con una lezione magistrale dedicata ai temi al centro della giornata. Seguirà una tavola rotonda sulla Dottrina sociale della Chiesa e sull’economia del bene comune, le conclusioni saranno affidate al professor Davide Maggi dell’Università del Piemonte Orientale e a Markus Krienke, professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano.
Dal teatro alla musica, tra cultura e comunità
Ad aprire il festival, giovedì 1 ottobre alle 18.30, sarà lo spettacolo teatrale “Cantico”, al Convento del Monte Mesma, un’opera dedicata alla figura di San Francesco d’Assisi, scritta e interpretata da padre Marco Finco, frate cappuccino, attore e regista. Un viaggio nella spiritualità francescana attraverso il linguaggio del teatro, cui seguirà un buffet francescano a cura di Antonino Cannavacciuolo. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Nuovo Teatro Faraggiana, nell’ambito del progetto INTERREG “MAPS – Mete Artistiche Per la Sostenibilità”.
Il festival non sarà però soltanto occasione di ascolto e confronto. Sabato 3 ottobre torna infatti la Marcia per la Pace, con partenza dalle 9.30 dal piazzale del Convento del Monte Mesma e arrivo al Sacro Monte di Orta. Un cammino sui sentieri del territorio dedicato ai temi della pace, della fraternità e della convivenza, realizzato in collaborazione con gli Amici di Santiago e Sport Way APS. Un appuntamento che nella prima edizione aveva visto una partecipazione particolarmente significativa da parte di ragazze e ragazzi.
La giornata proseguirà con il Mercato di San Francesco, dalle 10.30 alle 18.30, con artigianato e prodotti enogastronomici del territorio, e con la risottata comunitaria, dalle 12.30, preparata dai cuochi dell’Allegra Brigata. Entrambi gli appuntamenti sono realizzati in collaborazione con Confartigianato e Comune di Orta San Giulio.
La domenica sarà invece protagonista la musica, con “Musica tra le Cappelle”: dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 18 gli allievi del Conservatorio “Guido Cantelli” di Novara, con ensemble di strumenti a fiato selezionati dal maestro Gianni Biocotino, proporranno concerti sul sagrato delle Cappelle I, XIII e XVII. Gli allievi del Conservatorio accompagneranno inoltre le sante messe solenni delle 11 e delle 17 nella Chiesa del Sacro Monte.
La dimensione religiosa attraverserà l’intera manifestazione, in particolare nella giornata di sabato 3 ottobre, memoria del Transito di San Francesco. Alle 17, nella Chiesa del Sacro Monte, sarà celebrata la Santa Messa, mentre alle 21.30, al Convento del Monte Mesma, si terrà la veglia “Da questa terra al cielo”, momento di raccoglimento e preghiera nella memoria del Transito.
L’arte contemporanea incontra San Francesco
Accanto agli incontri e agli appuntamenti del programma, “Visioni di un futuro possibile” propone due percorsi espositivi.
Prosegue infatti “San Francesco ora” di Marco Nereo Rotelli, con l’installazione Tree Talking, inaugurata lo scorso 2 agosto proprio nell’ambito di un’anteprima del festival. Il progetto, ospitato nella Cappella Nuova del Sacro Monte, mette in dialogo arte contemporanea, giochi di luce, poesia e scienza per rileggere il messaggio universale di San Francesco e la sua attualità. La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Cavaliere Alberto Giacomini. La Cappella Nuova è stata recentemente riqualificata e ripensata come spazio destinato ad accogliere mostre e progetti di arte contemporanea, diventando così un nuovo luogo di incontro tra il patrimonio storico e spirituale del Sacro Monte e i linguaggi della ricerca artistica contemporanea.
Nel Giardino dei Semplici sarà invece possibile visitare “Cammini di devozione e arte. Tra Vallese, Ticino, Ossola, Valsesia e Lago d’Orta”, mostra curata dallo storico Enrico Rizzi e dedicata agli antichi cammini di devozione e al patrimonio artistico e culturale dei territori attraversati da questi percorsi, in collaborazione con la Pro Loco di Orta San Giulio.
Completeranno il programma le visite guidate al Sacro Monte, previste sabato e domenica alle 15 e alle 16.30, con partenza dalla Cappella I. A cura del personale dell’Ente di gestione dei Sacri Monti, saranno dedicate alla scoperta del patrimonio artistico, storico e spirituale del complesso, con appuntamenti pensati anche per i bambini.
«Nell’organizzazione di questa manifestazione sono coinvolte, a vario titolo, circa un centinaio di persone – conclude il direttore dell’Ente di gestione dei Sacri Monti, Marina Feroggio - un impegno importante che testimonia quanto il festival sia diventato un appuntamento capace di coinvolgere tante realtà e professionalità. Lo scorso anno abbiamo accolto circa duemila persone e per noi è stata una grande soddisfazione oltre che una bella vetrina per il Sacro Monte di Orta, che attraverso questa iniziativa ha l’opportunità di farsi conoscere da un pubblico nuovo, avvicinando persone che magari non lo avevano ancora scoperto».
Tutti gli eventi sono a ingresso libero.
Il Sacro Monte è raggiungibile in auto e dispone di parcheggi a pagamento. È inoltre possibile raggiungerlo con il trenino turistico dai parcheggi di Orta San Giulio. Durante le giornate del festival sarà possibile pranzare e cenare presso il Ristorante Sacro Monte.
Il programma dettagliato, con tutti gli appuntamenti, gli orari e le informazioni sulla manifestazione, è disponibile sul sito ufficiale: www.visionifuturopossibile.it.