Arona - Dopo aver presentato i risultati del monitoraggio microbiologico degli immissari del Verbano e del Cusio, svolti dalla campagna di Goletta dei Laghi 2026 di Legambiente, il circolo territoriale dell’associazione ambientalista ha comunicato alle varie amministrazioni locali coinvolte i dati specifici e alcune considerazioni generali, scaturite dall’analisi dettagliata dei dati storici dei punti campionati. Una delle situazioni più critiche rilevate sul Verbano riguarda la foce del torrente Vevera, che anche dai campionamenti svolti nel mese scorso, purtroppo è risultato fortemente inquinato, con Escherichia Coli nella norma: 733 MPN/100 ml. (valore limite 1.000 UFC/100 ml.) ma con Enterococchi Intestinali pari a 1.300 MPN/100ml, quindi oltre il doppio dei limiti di legge previsti che dovrebbero limitarsi a 500).
Questa situazione di forte inquinamento conferma un trend negativo riscontrato a partire dal lontano 2009, (vedi grafici allegati), malgrado un unico rientro nei limiti nel 2023.
Considerazioni generali e chiave di lettura dei risultati:
Considerata la particolare posizione della foce del Vevera, con significativi livelli di inquinamento microbiologico, sussistono elevate probabilità che possa risultare compromessa – anche solo temporaneamente - la balneabilità delle due spiagge comunali adiacenti, situate a poche decine di metri dalla foce, in base ai flussi delle correnti e del vento.
E’ anche necessario considerare che, nonostante i cartelli di divieto, spesso si riscontra che le persone entrano comunque in acqua, anche solo per attraversare il letto del torrente, con il rischio concreto di contrarre possibili infezioni gastrointestinali o dermatiti.
Gli immissari, oltre a rappresentare degli importanti corridoi ecologici di congiunzione tra l’entroterra e il lago di elevato valore naturalistico, purtroppo – unitamente agli sfioratori del “troppo pieno” - rappresentano uno dei principali veicoli di inquinamento delle acque del lago, conseguenti alla inevitabile pressione antropica sulle sponde e alla gestione molto complessa e articolata della depurazione; inoltre è necessario tenere sempre in considerazione che le normative vigenti, come la Direttiva Quadro Acque europea (2000/60/CE), impongono il monitoraggio rigoroso degli immissari e delle foci per salvaguardare i delicati ecosistemi fluviali e lacustri, e il controllo delle acque di balneazione segue quanto indicato dal D.Lgs. Mn.116 del 30.5.2008.
La valutazione dello stato dei laghi e degli immissari si inserisce anche in un’ottica di promozione turistica dei territori, che deve essere basata su dati raccolti con continuità e analizzati attentamente considerando tutte le variabili per trovare soluzioni efficaci e condivise di recupero delle situazioni critiche.
Roberto Signorelli, vicepresidente del circolo locale di Legambiente ha così commentato: “il concetto espresso a volte da alcuni amministratori che - tanto poi i reflui fognari degli immissari e degli scarichi si diluiscono nelle acque del lago - non può e non deve essere una giustificazione; innanzitutto perché le normative, come la Direttiva Quadro Acque europea (2000/60/CE), impongono il monitoraggio rigoroso degli immissari e delle foci per salvaguardare questi delicati ecosistemi.
E’ necessario considerare che a differenza dei fiumi che scorrono e disperdono rapidamente i batteri, i laghi sono bacini chiusi e i reflui non depurati caricano il lago di batteri fecali, virus e parassiti, che vi rimangono a lungo, anche se il lago ha superfici considerevoli.
La situazione positiva che avevamo riscontrato alla foce del Vevera nei nostri monitoraggi del 2023 - per la quale avevamo pubblicamente espresso raccomandazioni di prudenza per la comunicazione trionfalistica sui media da parte dell’ Amministrazione – purtroppo non si è consolidata nelle verifiche dei tre anni successivi e attualmente le acque fortemente inquinate di reflui fognari persistono ancora lungo l’asta del torrente che attraversa l’abitato della città, sino alla foce.
Massimiliano Caligara, presidente del circolo di Legambiente Gli Amici del Lago ha aggiunto: “Il monitoraggio microbiologico svolto da Goletta dei Laghi non è alternativo e in contrapposizione alle periodiche e puntuali verifiche delle aree balneabili svolte da Arpa Piemonte nella stagione estiva, ma è un’attività integrativa, svolta in stretta collaborazione con l’agenzia regionale, campionando le foci dei principali immissari del Verbano piemontese, poiché sono considerati punti potenzialmente critici.
La logica di Legambiente, pertanto non è quella di produrre classifiche di promossi o bocciati, ma quella di fornire strumenti di valutazione e miglioramento continuo, per una gestione ottimale delle acque reflue e degli scarichi a lago e che non ci siano pericoli non solo per la salute dei bagnanti nella stagione estiva, e per promuovere la risoluzione di questa grave criticità ambientale, che impatta anche e soprattutto sull’igiene e la vivibilità dei cittadini che abitano tutto l’anno lungo le sponde del torrente”.