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Donne con disabilità, il diritto alla salute non può essere un ostacolo

A Borgomanero un convegno per rompere il silenzio sulle cure ginecologiche Il 27 novembre al Teatro Rosmini esperti, medici e associazioni a confronto su un tema ancora troppo spesso ignorato

Borgomanero - Essere donna e avere una disabilità può significare affrontare una doppia discriminazione. Una condizione che diventa particolarmente evidente quando si parla di salute ginecologica, prevenzione, sessualità e maternità. Ambulatori non accessibili, attrezzature inadeguate e percorsi di cura che non sempre tengono conto delle esigenze delle pazienti rischiano di trasformare un diritto fondamentale, quello alla salute, in un percorso a ostacoli.

Per accendere i riflettori su questa realtà e contribuire a promuovere una sanità più accessibile e inclusiva, venerdì 27 novembre 2026, alle ore 20.30, al Teatro Rosmini di Borgomanero, si terrà il convegno «Donne, disabilità e salute. Il diritto alla cura: dall'invisibilità, a percorsi ginecologici accessibili e inclusivi».

Un appuntamento che vuole andare oltre la sensibilizzazione, aprendo un confronto concreto tra istituzioni, professionisti sanitari, associazioni e cittadinanza, con l’obiettivo di fare in modo che nessuna donna debba rinunciare alla prevenzione o alle cure a causa della propria disabilità.

Dalla doppia discriminazione all'invisibilità

L'iniziativa nasce dall'incontro tra Anna Gioria, giornalista originaria del territorio, da anni impegnata nella promozione dei diritti delle persone con disabilità, e Michela Righi, presidente del Soroptimist International d'Italia – Club Alto Novarese.

È proprio il Club Alto Novarese a guidare l'organizzazione del convegno, in collaborazione con il Comune di Borgomanero, l'Associazione Pronefropatici Fiorenzo Aliata, UILDM – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e ASL Novara.

Al centro della serata, una questione che riguarda non soltanto l'organizzazione dei servizi sanitari, ma anche il riconoscimento della piena identità e autodeterminazione delle donne con disabilità.

Troppo spesso, infatti, queste donne si confrontano con stereotipi e pregiudizi che finiscono per renderle invisibili nella loro dimensione affettiva, sessuale, familiare e professionale. Una doppia discriminazione, legata al genere e alla disabilità, che può riflettersi anche nella difficoltà di accedere a servizi sanitari adeguati.

Sarà Anna Gioria a introdurre il tema, mettendo in luce le radici culturali e sociali di questa invisibilità e le sue conseguenze sulla vita quotidiana e sul diritto alla cura.

Ambulatori accessibili: dalle criticità alle buone pratiche

Il convegno darà spazio anche ai dati e alle esperienze raccolti da UILDM, associazione che dal 1961 opera per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e che, attraverso il proprio Gruppo Donne, promuove una cultura inclusiva attenta alle specifiche esigenze femminili.

Tra le iniziative realizzate figurano un censimento sull'accessibilità degli ambulatori ginecologici italiani per le donne con disabilità e il progetto «Sessualità, maternità, disabilità».

Dopo i saluti istituzionali e l'introduzione di Anna Gioria, interverrà Stefania Pedroni, presidente nazionale UILDM, che approfondirà il rapporto tra disabilità, salute, sessualità e maternità, soffermandosi sulle barriere che ancora ostacolano l'accesso alle visite e ai servizi ginecologici.

Ma accanto alle criticità, ci sarà spazio anche per le soluzioni.

Cristina Biglia presenterà l'esperienza dell'ambulatorio Fior di Loto nei Consultori Familiari della ASL Città di Torino, mentre Paola Castagna illustrerà il modello dell'Ospedale Sant'Anna di Torino: due realtà che rappresentano esempi concreti di percorsi ginecologici pensati per rispondere anche alle esigenze delle donne con disabilità.

Esperienze che dimostrano come l'accessibilità non debba essere considerata un'eccezione, ma una componente essenziale della qualità dell'assistenza sanitaria.

E a Borgomanero? Il confronto con la sanità del territorio

Uno dei momenti centrali della serata sarà dedicato alla realtà locale.

Alberto Arnulfo, direttore della Ginecologia dell'ASL Novara, interverrà per illustrare la situazione dell'Ospedale di Borgomanero, offrendo l'occasione per riflettere sull'accessibilità dei servizi ginecologici del territorio e sulle possibili prospettive di miglioramento.

Stefano Cusinato, direttore della Struttura Complessa di Nefrologia, ASL NO di Novara, e presidente dell'Associazione Pronefropatici Fiorenzo Alliata.

A moderare il confronto sarà Ruggiero Corcella, giornalista del Corriere della Sera – Corriere Salute.

Dice Michela Righi: «Il Soroptimist International si impegna dalla sua costituzione nel 1921 come voce globale delle donne per promuoverne l’avanzamento e i diritti umani fondamentali e la salute è tra i pilastri di questa missione. Accendiamo i riflettori su una realtà complessa: le donne con disabilità vivono una doppia discriminazione che si traduce in barriere non solo architettoniche, ma soprattutto culturali, cliniche e informative. Garantire loro cure adeguate e dignitose è dovere di civiltà e superamento di una violenza subdola e inconsapevole: vogliamo unire istituzioni, medici e associazioni per passare dalla consapevolezza ad azioni concrete, proprio durante le giornate di Campagna Orange contro la violenza sulle Donne».

«Partecipare a questo convegno rappresenta per UILDM un’occasione importante per trasformare l’esperienza delle donne con disabilità in conoscenza condivisa e in proposte di cambiamento – sottolinea Stefania Pedroni -. Ancora oggi, troppe donne incontrano ostacoli nell’accesso alle informazioni, alla prevenzione, agli screening e ai percorsi legati alla genitorialità. Vogliamo contribuire al confronto affinché la voce delle donne sia ascoltata e la salute femminile venga tutelata attraverso servizi accessibili, percorsi personalizzati e professionisti adeguatamente preparati».

Osserva anna Gioria: «Ritengo importante rivendicare i diritti fondamentali delle donne con disabilità, troppo spesso negati a causa dalla doppia discriminazione a cui sono soggette. Per questa grave forma di ghettizzazione non vengono neanche considerate vere donne, e pertanto, non viene prestata l’attenzione adeguata alla loro salute ginecologica. La non accessibilità degli ambulatori dipende anche da questo».

Per Paola Castagna, «parlare di salute ginecologica e disabilità è fondamentale per abbattere numerosi stereotipi che contraddistinguono il tema, soprattutto nel merito della prevenzione. Inoltre, è essenziale pensare che per curare è necessario prendere e dare tempo, con personale formato, in luoghi dedicati non solo fisici ma anche e soprattutto mentali».

«Il diritto ad accedere alla prevenzione e alle cure della salute riproduttiva dovrebbe essere garantito alle donne disabili in modo inclusivo, quindi anche nei servizi di primo livello sul territorio – ribadisce Cristina Biglia -. Questo è il significato di offrire uno spazio dedicato all'interno dei consultori familiari, con approccio multidisciplinare (psico-socio-sanitario) particolarmente indicato nelle situazioni di fragilità. Fondamentale nella esperienza Fior di Loto è la rete con i  servizi territoriali e ospedalieri e il partenariato della istituzione sanitaria (ASL Città di Torino) con il terzo settore (Associazione Verba)».

Stefano Cusinato dichiara: «Come Presidente dell’Associazione, desidero esprimere la nostra gratitudine a tutte le Fondazioni, ai Club Service e ai singoli cittadini che con la loro generosità, ci permettono di trasformare i valori della condivisione e della solidarietà in progetti concreti a favore delle persone, contribuendo anche a dotare l’Ospedale di attrezzature all’avanguardia e a migliorare la qualità dei servizi offerti. La partecipazione a questo convegno e il sostegno per l’acquisizione di un lettino ginecologico dedicato alle donne con disabilità rappresentano un’ulteriore e significativa testimonianza di questo impegno. Un gesto concreto per promuovere e tutelare il diritto di ogni donna alla prevenzione, alla salute, alla sessualità e alla maternità, garantendo dignità, accessibilità e pari opportunità di cura».

«Nel mondo 1 donna su 5 convive con una disabilità. All'Ospedale di Borgomanero, in sinergia con le associazioni e Soroptimist, siamo impegnati nell’abbattere le barriere fisiche e culturali per offrire alle donne con disabilità percorsi ginecologici dedicati e dignità nelle cure: la salute non è un privilegio, ma un diritto universale», aggiunge Alberto Arnulfo.

Arabella Fontana, direttore Medico Presidio Ospedaliero di Borgomanero dichiara: «L’opportunità di partecipare al confronto sul tema “Donne, disabilità e salute” mi ha fatto ripensare come l’ospedale spesso non sia un posto adatto per le persone con disabilità che devono fruire di prestazioni specialistiche e/o necessitano di assistenza. Consapevoli di queste criticità, abbiamo attivato ormai dodici anni fa in Ospedale a Borgomanero il progetto “Umanizzazione della presa in carico della fragilità” definendo percorsi protetti dedicati ai disabili realizzati grazie all’integrazione degli specialisti ospedalieri con il Territorio e gli Enti Gestori. La sfida che ci attende “per un Ospedale inclusivo a Borgomanero” è quella di definire percorsi clinici assistenziali personalizzati in modo da migliorare la presa in carico delle persone con disabilità e garantire loro una piena affermazione del diritto alla Salute e alle cure ospedaliere».

Angelo Penna, Direttore 5Generale ASL Novara, conclude: «Al centro di questo convegno non vi è soltanto l’organizzazione dei servizi sanitari, ma il riconoscimento della dignità e autodeterminazione delle donne con disabilità. L’attenzione e l’impegno dell’Asl e la generosità del territorio, attraverso il sostegno a progetti e attrezzature dedicate, rappresentano un contributo concreto al superamento delle barriere, non solo fisiche, ma anche culturali; una sanità davvero inclusiva si costruisce facendo rete e mettendo al centro la persona e il suo diritto a essere accolta e curata senza barriere». 

Un diritto che riguarda tutte

Il convegno vuole lanciare un messaggio: una sanità davvero inclusiva non può lasciare indietro le donne con disabilità. Garantire l'accessibilità degli ambulatori ginecologici significa tutelare il diritto alla prevenzione, alla salute, alla sessualità e alla maternità. Significa riconoscere a ogni donna la possibilità di scegliere, di essere ascoltata e di ricevere cure appropriate, nel rispetto della propria dignità.

L'appuntamento di Borgomanero intende contribuire a trasformare la consapevolezza in attenzione concreta, favorendo il dialogo tra chi vive quotidianamente queste difficoltà e chi può intervenire per superarle.