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8ª GIORNATA NAZIONALE PER LA SICUREZZA DELLE CURE E DELLA PERSONA ASSISTITA

Novara - Il 17 settembre si celebra la Giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita – World Patient Safety Day, promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per richiamare l’attenzione sulla sicurezza dei pazienti e sulla necessità di prevenire i danni evitabili lungo i percorsi di cura. In Italia la Giornata è stata istituita ufficialmente con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 aprile 2019, che invita le istituzioni a promuovere attenzione, informazione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza delle cure e della persona assistita.

In occasione della Giornata, alcuni dei principali monumenti e luoghi simbolo del territorio novarese saranno illuminati di arancione, colore scelto per sensibilizzare la popolazione sul tema: tra questi la Cupola di San Gaudenzio a Novara, il Castello Sforzesco di Galliate, la facciata del Comune di Borgomanero, oltre alla facciata del Presidio Ospedaliero di Borgomanero e alla palazzina del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl Novara..

Un gesto simbolico per portare il tema della sicurezza delle cure anche fuori dalle strutture sanitarie e ricordare che la sicurezza riguarda tutti: pazienti, familiari, professionisti e comunità.

Cure sicure per la vita”: la sicurezza lungo tutto il percorso assistenziale”  è lo slogan scelto scelto dall’OMS per il World Patient Safety Day 2026 con l’obiettivo di richiamare la necessità di adottare misure efficaci per prevenire i danni evitabili nei percorsi assistenziali delle persone con patologie croniche e non trasmissibili, lungo l’intero percorso della presa in carico.

Sono tre le esperienze dell’Asl Novara individuate come buone pratiche e inserite nel database delle Buone Pratiche di Agenas, a testimonianza di un impegno che considera la sicurezza non come un singolo intervento, ma come una componente trasversale della qualità dell’assistenza.

La sicurezza delle cure è un valore che deve attraversare ogni attività della nostra Azienda – dal rapporto con il paziente all’organizzazione dei servizi, dalla prevenzione alla presa in carico delle fragilità. Le tre esperienze individuate come buone pratiche raccontano proprio questo: una sanità che lavora per anticipare i rischi, integrare le competenze e costruire percorsi sempre più vicini ai bisogni delle persone” afferma Angelo Penna, Direttore Generale dell’Asl  Novara.

La prima esperienza riguarda la presa in carico domiciliare integrata delle persone con decadimento cognitivo o demenza e dei loro caregiver.

Il progetto è rivolto in particolare alle situazioni di maggiore fragilità e complessità assistenziale e ha l’obiettivo di favorire la permanenza della persona nel proprio ambiente di vita, rafforzando il collegamento tra Centro per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD), Medici di Medicina Generale, Infermieri di Famiglia e Comunità, servizi distrettuali e Cure Domiciliari.

Il percorso può essere attivato dal CDCD, dal Medico di Medicina generale oppure dagli Infermieri di Famiglia e Comunità. A domicilio viene effettuata una valutazione della persona, del caregiver e del contesto familiare e abitativo. Il carico assistenziale del caregiver viene inoltre valutato attraverso la Zarit Burden Interview, consentendo di programmare interventi assistenziali, preventivi ed educativi e, quando necessario, di attivare le Cure Domiciliari integrate.

L’esperienza, già a regime, punta a garantire continuità assistenziale, sostenere i caregiver, migliorare l’integrazione tra specialisti e territorio e favorire una presa in carico sempre più appropriata della fragilità direttamente nel contesto di vita della persona.

La seconda buona pratica riguarda la rilevazione del consumo di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) e di farmaci senza prescrizione medica tra gli utenti dei Servizi per le Dipendenze del Dipartimento Interaziendale Patologie da Dipendenza delle Aziende Sanitarie Locali di Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.

Le NPS costituiscono una sfida emergente per la salute pubblica: il loro consumo è infatti ampiamente sottostimato e può risultare difficile da individuare con le analisi normalmente disponibili. Inoltre, l’assunzione può avvenire anche inconsapevolmente, per esempio in caso di adulterazione di sostanze tradizionali.

Il progetto punta quindi a misurare la prevalenza del consumo, individuare le aree maggiormente a rischio e utilizzare le informazioni raccolte per orientare interventi di riduzione del danno e limitazione dei rischi. La rilevazione prevede, previo consenso, la raccolta e anonimizzazione di campioni biologici e la loro analisi di secondo livello presso il laboratorio di Biochimica Clinica dell’AOU “Maggiore della Carità” di Novara.

L’iniziativa è stata presentata dalla SC Ser.D. dell’Asl Novara come capofila ed è stata approvata dalla Regione Piemonte nell’ambito del Piano Locale Dipendenze ASL NO 2025-2027.

Conoscere meglio un fenomeno significa infatti poter intervenire prima e in modo più mirato, rafforzando la capacità dei servizi di prevenire conseguenze anche gravi sulla salute.

La terza buona pratica riguarda il progetto “Implementazione di un percorso dipartimentale di supervisione clinico-riabilitativa EBM nei Centri Diurni dell’ASL NO”, sviluppato dal Dipartimento di Salute Mentale.

L’iniziativa nasce dall’esigenza di ridurre la variabilità oggi presente tra i diversi Centri di Salute Mentale e Centri Diurni nella valutazione dei bisogni, nella discussione dei casi clinici e nella costruzione dei Progetti Terapeutico-Riabilitativi Individualizzati. L’obiettivo è costruire un linguaggio professionale comune, condividere strumenti e metodologie evidence-based e rendere più omogenei i percorsi riabilitativi.

Nel corso del 2026 è già stato realizzato un percorso formativo ECM di tre giornate, dedicato alle soft skill nella riabilitazione psichiatrica, con lezioni, esercitazioni, lavori di gruppo e discussione di casi clinici. È stato inoltre costituito un gruppo dipartimentale composto da infermieri ed educatori dei quattro Centri Diurni, coordinato dal personale medico delle strutture del Dipartimento di Salute Mentale.

Il passaggio successivo sarà l’avvio, a partire dall’autunno 2026, di un percorso strutturato di supervisione clinico-riabilitativa, con il coinvolgimento di professionisti di diverse sedi e discipline e con il supporto di un esperto della Società Italiana di Riabilitazione Psicosociale. Gli incontri saranno dedicati all’analisi di casi clinici, all’utilizzo di strumenti di assessment, alla definizione degli obiettivi riabilitativi, al monitoraggio degli esiti e alla pianificazione dei percorsi orientati alla recovery. Il progetto prevede quindi un consolidamento attraverso un programma annuale di supervisione a partire dal 2027.

L’obiettivo finale è ridurre la frammentazione organizzativa, diffondere standard operativi condivisi, valorizzare le competenze multiprofessionali e migliorare la qualità e la coerenza degli interventi riabilitativi offerti alle persone assistite.

“La gestione del rischio clinico non significa soltanto intervenire quando si verifica un evento, ma soprattutto costruire condizioni organizzative che consentano di prevenirlo. Formazione, confronto tra professionisti, condivisione delle procedure e capacità di leggere i percorsi dal punto di vista della persona sono strumenti fondamentali di sicurezza. Le tre buone pratiche dell’ASL NO vanno esattamente in questa direzione.” dichiara  Daniela Sarasino, Responsabile della struttura Governo Clinico e Risk Management dell’Asl Novara

Una buona pratica dell’Asl Novara sarà presentata a Torino ai Risk Manager del Piemonte quella relativa al percorso di supervisione clinico-riabilitativa EBM nei Centri Diurni dell’ASL NO,, offrendo l’opportunità di condividere l’esperienza con i professionisti che in Piemonte si occupano di gestione del rischio clinico e sicurezza delle cure.

La presentazione rappresenta un ulteriore momento di valorizzazione del lavoro svolto dall’Azienda e, soprattutto, un’occasione di confronto e scambio di esperienze tra professionisti.

La sicurezza delle cure è una responsabilità condivisa. Le tre esperienze raccontano ambiti diversi, ma condividono una stessa idea di sicurezza: anticipare i rischi, lavorare in rete, utilizzare strumenti basati sulle evidenze e mettere la persona al centro del percorso assistenziale.

Dalla casa alla salute mentale, dalla prevenzione dei rischi correlati alle sostanze all’organizzazione degli interventi riabilitativi, la sicurezza delle cure si costruisce quotidianamente attraverso il lavoro dei professionisti e la capacità dell’organizzazione di imparare, confrontarsi e migliorare.

La Giornata del 17 settembre vuole quindi essere non soltanto un momento di sensibilizzazione, ma anche l’occasione per valorizzare quanto viene concretamente realizzato ogni giorno nei servizi dell’ASL NO. “Safe care for life! – Cure sicure per la vita!” significa proprio questo: fare della sicurezza una componente permanente della cura, lungo tutto il percorso della persona”, conclude la dott.ssa Sarasino.