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EMOCLINIC SYMPOSIUM PER LA CARDIOLOGIA CHE GUARDA AL FUTURO

Novara - “Cardiologia ieri, oggi e domani” è il tema dell’edizione 2018 dell’”Emoclinic Symposium sulle sponde del Ticino” che si terrà il 7 e 8 giugno all’auditorium della Banca popolare in via Negroni 11. L’iniziativa è patrocinata, oltre che dal Comune, dalla Regione Piemonte, dall’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità”, dall’Università del Piemonte Orientale, dall’Ordine dei Medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Novara, dall’Asl Vco e da numerose associazioni del campo medico-scientifico.

"Il nostro Symposium – spiega il dottor Angelo Sante Bongo, direttore della Struttura Cardiologia II dell’Aou novarese e responsabile scientifico insieme con il collega Alessandro Lupi dell’ospedale “Castelli” di Verbania  - è diventato un momento di riferimento scientifico particolarmente significativo a livello nazionale: ogni anno, infatti, vi aderiscono numerosi dei maggiori specialisti italiani. La Cardiologia ha compiuto, negli ultimi quarant’anni e grazie alla tecnologia a disposizione, passi davvero significativi dal punto di vista clinico, terapeutico e epidemiologico della popolazione, con la conseguenza di un’ulteriore specializzazione settoriale della figura del cardiologo. Il Symposium ha come obiettivo di mettere a confronto e far dialogare le varie esperienze professionali dei medici cardiologi affinchè si possa arrivare a team strutturati nella gestione complessiva, anche dopo le dimissioni dal centro ospedaliero di riferimento, dei pazienti cardiopatici. Una cardiologia che guarda al futuro non può prescindere da questo obiettivo".

Il sindaco Alessandro Canelli rimarca da parte sua "l’opportunità per la città di ospitare un evento scientifico di questa importanza, un evento che mette in giusta luce l’attività svolta dalla Struttura ospedaliera organizzatrice, che rappresenta uno dei punti di riferimento della nostra Aou. Particolarmente interessante è la proposta della gestione integrata dei pazienti non solo nelle fasi acute della patologia, ma anche nell’assistenza post-dimissioni, un aspetto che ci sembra particolarmente significativo".