Novara - È stato inaugurato l’8 giugno 2026 l’appartamento “Casa Franca Capurro”, che la cooperativa “Liberazione e Speranza”, attiva dal 2000 a sostegno delle donne vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale e alle vittime di violenza di genere, con o senza figli, gestisce in una palazzina di Novara e i cui arredi sono stati donati dalla Fondazione “Franca Capurro per Novara”, costituitasi nel 2007 su iniziativa della famiglia dell’imprenditrice edile (già presidente dell'Associazione Industriali di Novara) prematuramente scomparsa nel 2005 e da allora sempre molto attiva in iniziative di supporto alla ricerca e di solidarietà sociale. «Questa donazione – ha dichiarato la presidente di Liberazione e Speranza, Elia Impaloni – è un segnale importante per far capire alle nostre ospiti che non sono sole ma che hanno vicino l’intera comunità cittadina, che le accompagna e le sostiene e anche al termine del percorso di assistenza. Tutti gli appartamenti che gestiamo hanno un nome di donna, ma è la prima volta che usiamo la donazione ricevuta per l’acquisto gli arredi».
«Si è trattato anche per noi della prima iniziativa di questo genere – ha aggiunto Filippo Arrigoni, presidente della Fondazione “Franca Capurro per Novara” e secondogenito dell’imprenditrice – e questo ci fa particolarmente piacere perché, oltre al ricordo della mamma, fa riferimento all’ attività nel mondo delle costruzioni a cui da 75 anni si dedica la nostra famiglia»
Mariella Enoc, manager della sanità, socia fondatrice e componente del Comitato scientifico di “Franca Capurro per Novara”, ha ricordato l’amicizia e la stima che l’hanno sempre legata a Franca Capurro ed espresso grande soddisfazione per questi nuovi progetti della Fondazione. «Ci attiveremo – ha annunciato – anche altre iniziative in questo ambito e avvieremo un’attività di fundraising più strutturata».
Anna Chiara Invernizzi, Novarese dell’Anno 2026 e da sempre vicina alla Fondazione “Franca Capurro per Novara”, ha sottolineato «l’importanza della rete di accoglienza che si è sviluppata intorno a queste donne, e che assume riscontri sempre più concreti».