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LA SICUREZZA NON LIMITA IL DIVERTIMENTO, LO RENDE POSSIBILE

FERMA CONDANNA DEL PRESIDENTE DI SILB NOVARA-VCO, MAURIZIO LO VECCHIO (PATRON DISCOTECHE CELEBRITA' E RYAN'S) , SUI DRAMMATICI FATTI DI CRANS MONTANA IN SVIZZERA

Novara - Le tremende immagini e i terribili fatti che provengono da Crans Montana dopo sono morti tantissimi giovani a causa di drammatico incendio, hanno evidenziato quanto sia importante il divertimento sicuro, in un luogo che è certificato tale (non improvvisato) e soprattutto ha posto in primo piano l'aspetto di quanto locali non idonei siano pericolosi per chi li frequenta. Sul tema è intervenuto Maurizio Lo Vecchio, patron delle discoteche Celebrità e Ryan's e presidente del Silb (sindacato locali da ballo) di Novara e Vco, nonché componente del direttivo nazionale dello stesso Silb: "Il Silb nazionale esprime cordoglio per la tragedia di Crans-Montana. Quanto accaduto durante i festeggiamenti di Capodanno a Crans-Montana ci colpisce profondamente e richiama tutti a una responsabilità non rinviabile. La sicurezza non è un dettaglio. Non ci si improvvisa discoteca. Fare intrattenimento danzante significa tutelare le persone, soprattutto i giovani, attraverso regole chiare, formazione del personale, controlli e rispetto delle normative. Musica e divertimento esistono solo se costruiti su basi solide di professionalità e prevenzione. Silb nazionale ribadisce la necessità di un confronto costante tra istituzioni e operatori seri del settore per prevenire tragedie e diffondere una vera cultura della sicurezza. La sicurezza non limita il divertimento. Lo rende possibile".

Intanto è di oggi una dichiarazione del Sils (sindacato italiano lavoratori spettacolo): "Ogni volta che facciamo un esposto sappiamo di fare un'azione impopolare. Ogni volta che chiediamo alle Forze dell'Ordine e agli Enti preposti di effettuare i dovuti controlli ad un evento o ad un locale nel quale ci sono stati segnalati possibili abusi siamo consapevoli che ci attireremo le inevitabili antipatie degli organizzatori e di chi, più o meno consapevolmente, compone il pubblico di quell'evento o di quel locale. Quanto avvenuto a Crans-Montana la notte di capodanno rappresenta il motivo per il quale continueremo a farlo perchè non è tollerabile pensare che la vita di 47 ragazzi possa venire spezzata dall'avidità di personaggi senza scupoli che, accecati dal denaro, mettano a repentaglio l'incolumità di chi affida a lui il proprio divertimento lasciandoli privi delle più banali norme di sicurezza. Nei vari talk-show a commento degli avvenimenti abbiamo sentito spesso sostenere che "nel nostro Paese non sarebbe successo" e purtroppo, questo, non è vero. Se è corretto, infatti, che l'adempimento alle norme di sicurezza alle quali chi fa pubblico spettacolo deve attenersi sono tanto precise quanto efficaci è altrettanto vero che abbiamo assistito da anni al proliferare di situazioni nelle quali improvvisati PR, organizzatori e pseudo-"imprenditori" hanno trasformato ristoranti, bar, saloni polivalenti e persino circoli privati in vere e proprie discoteche abusive dove le capienze anche solo fisiche (figuriamoci quelle atorizzative) vengono puntualmente e irresponsabilmente superate senza le benchè minime dotazioni necessarie a garantire un evacuazione sicura e ordinata in caso di emergenza per buona pace di coloro che, invece, vivono e operano di night-entertainment nel pieno rispetto delle regole. Per una foto o un video di effetto da poter accompagnare alla scritta "sold out" con l'unico intento di pavoneggiarsi sui social, vediamo settimanalmente situazioni dove il fatto che non capiti quanto avvenuto oltre confine è solo questione di fortuna: location stipate di persone, spesso giovanissime, alcol somministrato senza alcun tipo di controllo e misura, effetti pirotecnici utilizzati a pochi centimetri da materiali infiammabili e l'assenza pressochè totale di sistemi di prevenzione, rappresentano un fenomeno costante e in preoccupante crescita. Il nostro Paese ha rappresentato in questo settore e per decenni un vero e proprio faro nel mondo in termini di qualità del servizio e di strutture e ci sono ancora, ad ogni latitudine, imprenditori capaci e responsabili unitamente a lavoratori che incarnano la professionalità del divetimento ma che vengono schiacciati dalla concorrenza sleale di chi nelle regole vede solo un ostacolo al proprio mero guadagno. Le norme ci sono ma occorre farle rispettare da tutti; è assolutamente necessario che vi sia un'azione congiunta degli Enti, delle Forze dell'Ordine e delle Associazioni di categoria finalizzata a perseguire e punire severamente chi non le rispetta. Questo non solo per ridare la dignità che merita ad un'intera categoria di imprese e lavoratori ma, soprattutto, perchè non ci si trovi mai più a dover portare fiori e lumini in omaggio a 47 ragazzi che non torneranno a casa chiedendosi se si poteva evitare perchè la risposta è sì!: si poteva evitare".