Share |

Le opportunità per il carcere con il trasferimento della sezione 41-bis

Alcune considerazioni di Nathalie Pisano, garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale per il Comune di Novara

Novara - Importante nota di Nathalie Pisano, garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale per il Comune di Novara: "Il recente trasferimento della sezione destinata ai detenuti sottoposti al regime di cui all'art. 41-bis dell'Ordinamento Penitenziario apre una fase nuova per la Casa Circondariale di Novara e offre l'occasione per avviare una riflessione sul ruolo che l'istituto potrà svolgere nei prossimi anni all'interno del sistema penitenziario piemontese e nazionale. Desidero innanzitutto esprimere un sincero ringraziamento alla Direzione dell'Istituto, al Corpo di Polizia Penitenziaria, al personale amministrativo, educativo e sanitario che, nel corso degli anni, ha garantito con professionalità e senso dello Stato la gestione di una realtà particolarmente complessa e delicata. Proprio alla luce dei cambiamenti intervenuti, ritengo che oggi possa essere valutata la possibilità di rafforzare la vocazione trattamentale della Casa Circondariale di Novara, valorizzando il principio costituzionale secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale della persona. Un istituto a forte caratterizzazione trattamentale potrebbe diventare un punto di riferimento regionale per lo sviluppo di percorsi innovativi finalizzati al recupero delle persone detenute attraverso il lavoro, la formazione professionale, l'istruzione, l'attività sportiva, il sostegno psicologico, la giustizia riparativa e il graduale reinserimento nel contesto sociale e lavorativo. Novara possiede caratteristiche che la rendono particolarmente adatta a questo percorso: una rete consolidata di enti locali, associazioni di volontariato, cooperative sociali, realtà imprenditoriali, istituzioni formative e servizi territoriali che negli anni hanno dimostrato sensibilità e disponibilità a collaborare con il sistema penitenziario. Le esperienze nazionali e internazionali dimostrano che investire sul trattamento significa aumentare la sicurezza collettiva, ridurre la recidiva e restituire alla comunità persone maggiormente consapevoli e in grado di costruire un nuovo progetto di vita. In tale prospettiva auspico che il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, il Provveditorato Regionale, le istituzioni locali e tutti i soggetti coinvolti possano avviare un confronto finalizzato a valutare il futuro assetto della struttura, cogliendo l'opportunità offerta da questa fase di cambiamento. La Casa Circondariale di Novara può rappresentare un laboratorio avanzato di inclusione, responsabilizzazione e reinserimento sociale, in piena coerenza con i principi sanciti dall'articolo 27 della Costituzione e con le migliori pratiche sviluppate in ambito penitenziario".