Galliate - Piscina comunale e... multe per divieti di sosta. Sale la protesta dei galliatesi (e non solo) e il capogruppo di Fdi in Consiglio comunale, Paolo Bressi dà la sua versione a questo fatto che va avanti da diversi giorni: "Nelle ultime due settimane ho frequentato la nostra piscina comunale e, purtroppo, all'uscita ho assistito più volte alla stessa identica scena: famiglie e ragazzi infuriati intorno alle auto per la pioggia di verbali (parliamo di 15-20 multe al giorno). La frase che ho sentito ripetere più spesso? "A Galliate non ci vengo più, la prossima volta vado a Trecate". Come consigliere, ma prima ancora come cittadino, sentire queste parole mi dispiace profondamente per il nostro paese e per chi gestisce la struttura. Sia chiara una cosa, a scanso di ogni strumentalizzazione: chi sbaglia a parcheggiare ha torto, le regole vanno rispettate e la sicurezza stradale viene prima di tutto. Se un'auto blocca un passaggio o crea pericolo, la multa è sacrosanta. Non si difende la sosta selvaggia. Ma c'è un "però" enorme che la Giunta fa finta di non vedere: i parcheggi disponibili sono totalmente insufficienti per il flusso estivo. Se i posti non bastano, molti automobilisti finiscono per posteggiare fuori dalle linee bianche, pur posizionando il veicolo con criterio e senza intralciare nessuno. Multare a tappeto senza dare alternative non è "esigere il rispetto delle regole", è miopia amministrativa. Il risultato? Si penalizza un servizio eccellente del territorio e si spingono i clienti ad andare a spendere i loro soldi nei paesi vicini, danneggiando l'indotto di Galliate. Un'Amministrazione che ha a cuore il territorio userebbe il buonsenso: di fronte a una carenza strutturale di spazi, pianificherebbe aree di sosta suppletive temporanee o deroghe stagionali per i mesi di apertura, governando il problema invece di limitarsi a sanzionarlo. Chiederò formalmente alla Giunta di attivare subito soluzioni per la sosta estiva. Difendiamo le nostre attività e i nostri servizi, prima che i cittadini decidano di scappare altrove".