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TRECATE DICE ADDIO A GIANFRANCO IACOMETTI, IL RAGIONIERE-ASSESSORE

Era stato in Giunta nelle Amministrazioni rette da Magnaghi e Zanotti Fragonara, oltre che componente del Caep con l'Arciprete don Gilio Masseroni
Gianfranco Iacometti

Trecate - Con la scomparsa di Gianfranco Iacometti (91 anni) si chiude una delle pagine più vivaci e interessanti della storia di Trecate del dopoguerra. Il 'ragioniere' se ne va dopo una vita passata tra la banca (la Cariplo) dove era arrivato ad avere ruoli di responsabilità in filiali del territorio, la Parrocchia (in quanto componente del Consiglio amministrativo economico parrocchiale all'epoca dell'Arciprete don Gilio Masseroni) e il Comune (nel quale era stato per due legislature assessore Comunale, col sindaco Magnaghi prima e con Zanotti Fragonara poi).

Apprezzato dagli 'amici' e molto (ma molto...) temuto dai nemici in quanto alla sua proverbiale verve e intelligenza riusciva ad unire un pragmatismo, oggi potremmo dire un 'question solving' che lo faceva essere un punto di riferimento per tutti, dentro e fuori Trecate, e non solo per questioni di carattere economiche, ma anche per quanto riguarda 'beghe' come Pubblica amministrazione, Lavori pubblici e anche Urbanistica, delle quali se n'era occupato in prima persona. E' stato anche consigliere comunale d'opposizione, ma sempre in modo costruttivo e mai bieco oppure ottuso nei confronti della maggioranza.

Schietto, capace e perspicace, aveva un gran senso della 'cosa pubblica' e non sopportava inutili sprechi, tanto che da assessore al Bilancio si era fatto apprezzare per non aver acceso alcun mutuo per l'attività amministrativa.

Amici (e anche detrattori) lo chiamavano 'lo Zio Puc', ma anche il 'Richelieu' di Trecate per il suo apporto in Parrocchia, per la quale si è speso ad esempio per l'ingrandimento dell'Oratorio 'San Giuseppe', acquistando una proprietà verso via Monti e l'allargamento dell'area sportiva.

A proposito di sport, juventino doc, aveva anche calcato con un certo successo i campi da calcio della provincia e non solo con la casacca biancorossa del 'suo' Trecate, in anni dove quella squadra era temuta e apprezzata un po' ovunque.

Tantissimi i ricordi e gli aneddoti che lo riguardano. Ne cito un tre su tutti. Il primo riguarda il campanile parrocchiale, che proprio da un suo impegno venne fatto restaurare a metà degli anni '90 a tempo di record.

Sempre in quegli anni ci fu poi la 'grana' di una ditta campana che aveva vinto l'appalto per la raccolta della spazzatura e che per vari motivi aveva smesso di effettuare il servizio di nettezza urbana: senza pensarci troppo, col sindaco Magnaghi e un mezzo messo a disposizione dal Comune andarono casa per casa, per le vie di Trecate, e raccolsero i sacchi neri.

Infine, ma non per questo meno importante, il suo impegno editoriale: fu infatti tra coloro che fecero 'risorgere' e riportarono alle stampe il Controcorrente (periodico free-press di politica e molto altro, diretto da Roberto Fortina prima e il compianto Roberto D'Ulisse poi) dopo qualche anno di oblio, coinciso con la scomparsa di un altro indimenticabile e indimenticato trecatese (suo amico fraterno): l'ing. Carlo Antonini.

Lascia la moglie Maria Rosa, i figli Corrado e Fabrizia (con Mauro) e i nipoti Lisa, Luca, Riccardo e Alessandro, oltre al fratello Egidio la cognata e molti altri parenti e amici.

L'ultimo saluto avrà luogo a Trecate nella chiesa Parrocchiale Santa Maria Assunta alle ore 14 di sabato 10 ottobre. Successivamente si proseguirà con la cremazione. La famiglia ha chiesto espressamente "non fiori ma opere di bene".

Buon viaggio caro Gianfranco. E grazie per tutto quello che hai fatto per Trecate con un'attenzione e un'amore per la tua città davvero d'altri tempi.

Gianmaria Balboni