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La vera storia della canzone Bella ciao!

A ricostruirla Cesare Bermani: aggiornato al 2026 il volume del celebre storico della tradizione orale. Anteprima venerdì 10 aprile alla Fondazione Marazza

Borgomanero - Un grande storico della tradizione orale e una grande canzone sempre attuale: Cesare Bermani racconta la vicenda di Bella ciao. Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze nel suo libro aggiornato al 2026 edito da Interlinea. Anteprima venerdì 10 aprile alle ore 18 alla Fondazione Marazza di Borgomanero, con firmacopie, dove Bermani sarà in dialogo con Giovanni Cerutti.

Dalla lotta delle donne iraniane contro il regime degli Ayatollah alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, da Occupy wall street alle piazze dei giovani dei “Fridays for future”, Bella ciao è diventata l’espressione musicale per eccellenza delle lotte per la libertà ed è tornata a essere una canzone dei giovani, anche grazie anche al successo della serie Netflix La casa di carta. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

Cesare Bermani, classe 1937, tra i fondatori dell’Istituto Ernesto de Martino per la conoscenza critica e la presenza alternativa del mondo popolare e proletario, è stato fra i primi a utilizzare criticamente le fonti orali ai fini della ricostruzione storica. Per Interlinea ha curato: il romanzo della Marchesa Colombi In risaia (con Silvia Benatti); le poesie in dialetto novarese di Sandro Bermani Un poeta, una città; il romanzo di Ernesto Ragazzoni L’ultima dea e la raccolta di poesie dello stesso Ragazzoni, Elegia del verme solitario e altre poesie scapigliate.  Attualmente è impegnato nel salvataggio e ordinamento delle circa quattromila ore di registrazioni sul campo, prevalentemente da lui registrate, conservate nell’Archivio Bermani di Orta San Giulio, in via di apertura al pubblico.