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Al Coccia l’Opera dedicata alle divine Duse, Gentileschi e Valla

Appuntamento per mercoledì 18 e giovedì 19 marzo

Novara - Riparte la stagione d’Opera 2026 del Teatro Coccia di Novara, con un doppio evento fuori abbonamento. Mercoledì 18 e Giovedì 19 Marzo alle 20.30Trame di Libertà, progetto che riparte da Vite senza Confine del 2025, nato in sinergia con Conservatorio Guido Cantelli di Novara e Accademia dei Mestieri d’Opera AMO. Il Teatro Coccia celebra tre donne straordinarie per ispirare le nuove generazioni. Dopo il grande successo di Vite senza Confine della stagione 2025, Eleonora Duse, Artemisia Gentileschi e Ondina Valla tornano protagoniste nella stagione 2026 con le micro opere a loro dedicate, che saranno messe in scena in serata unica mercoledì 18 e giovedì 19 garzo alle 20.30 nel progetto Trame di Libertà. Le musiche originali sono di Giuseppe Guerrera, Matteo Sarcinelli e Saverio Santoni (ex allievi Accademia AMO), libretto e drammaturgia di Emanuela Ersilia Abbadessa. La direzione è affidata a Davide Cocito, la regia a Livia Lanno, scene e costumi a Erika Chilò (entrambe ex allieva Accademia AMO). L’Ensemble strumentale del Conservatorio Guido Cantelli conferma il suo impegno nell’allestimento.

Racconta così l’opera Emanuela Ersilia Abbadessa: “Lo spettacolo racconta tre figure femminili emblematiche di epoche e ambiti diversi - Artemisia Gentileschi, Eleonora Duse e Ondina Valla - accomunate dall’aver conquistato la propria autodeterminazione, aprendo la strada alle generazioni future. I loro ritratti emergono nei momenti più intimi della vita, mettendo in luce il prezzo e la forza delle loro scelte.  A collegare i tre quadri è Arrigo Boito, musicista e drammaturgo, che attraversa tempo e spazio nel tentativo di dare forma all’“eterno femminino”. Nel suo studio, mentre cerca l’ispirazione per un personaggio femminile, la sua immaginazione prende corpo attraverso le storie delle tre donne. Il primo quadro è dedicato ad Artemisia Gentileschi, colta mentre dipinge e riflette, insieme all’amica Lavinia, sulla passione, sulla violenza subita e sulla difficoltà di essere donna e artista in un mondo maschile. Il secondo quadro rievoca l’amore intenso e clandestino tra Boito ed Eleonora Duse, fatto di arte, passione e rinuncia, vissuto come un attimo eterno destinato a finire con l’alba. Nel terzo quadro, Ondina Valla, ormai anziana, ripercorre la sua vita di atleta pioniera, le vittorie e gli ostacoli affrontati, offrendo uno sguardo di speranza sul futuro delle donne nello sport e nella società. Nel finale, Boito comprende che la donna che sta cercando di raccontare non appartiene solo al passato: Artemisia, Eleonora e Ondina si mostrano come eredità viventi, fondamento di una donna del domani, forse ancora da nascere, ma già costruita dalle loro conquiste. Dal punto di vista musicale, i momenti di Boito fungono da ampie scene di raccordo, introducendo e preparando emotivamente ciascun quadro successivo”.

Del nuovo allestimento parla la regista Livia Lanno: “Trame di libertà prende forma come un viaggio dentro una coscienza che si riflette nel tempo, incarnandosi in tre donne e in tre diverse stagioni dell’esistenza L’opera mette infatti in relazione tre figure femminili: Artemisia Gentileschi, Eleonora Duse e Ondina Valla, le quali non emergono semplicemente come personaggi storici, ma divengono variazioni di una stessa identità, che si riflette e trasforma nel corso dell’esistenza e delle stagioni della vita: la giovinezza segnata dalla rivalsa, la maturità attraversata dal desiderio e dal bisogno di riconoscimento, la vecchiaia in cui l’esistenza si ricompone come memoria e trasmissione. Il tempo quindi diviene una materia instabile, fatta di ritorni, sovrapposizioni e risonanze. In questo paesaggio interiore, i personaggi che accompagnano le protagoniste svolgono una funzione psichica, evolvendosi a figure attraverso cui la coscienza prende forma fisica e si interroga. Lavinia, accanto ad Artemisia, appare come una presenza speculare: indossa lo stesso abito, ma con i colori invertiti. È la voce della coscienza, la parte lucida e premonitrice che dà forma ai timori già presenti, che tenta di nominare ciò che ancora non è accaduto ma già abita il pensiero. Arrigo, nella relazione con Eleonora, si configura come un’immagine evocata dal desiderio. È la figura necessaria che prende forma per colmare un’assenza, per dare consistenza al bisogno d’amore e alla costruzione dell’identità emotiva. La Giornalista, accanto a Ondina, diventa lo spazio della memoria. Il dialogo tra le due si configura come un gesto di racconto e di trasmissione: forse un’intervista, forse qualcosa di più intimo. Forse quella voce è Ondina stessa che ripercorre la propria vita. Questo impianto drammaturgico trova una traduzione nello spazio scenico, concepito come una soglia percettiva. Un velo di tulle attraversa il palcoscenico e separa il piano della percezione da uno spazio altro in cui prendono forma visioni, ricordi e proiezioni interiori. Davanti a questa membrana si colloca Arrigo Boito. Dietro di essa emergono stanze che non hanno una consistenza realistica, ma psichica: luoghi della memoria e del desiderio in cui il tempo si stratifica e si trasforma. Boito resta sempre sulla soglia. La sua posizione è quella di uno sguardo che osserva, interroga e tenta di comprendere, cercando di dare forma artistica a ciò che vede, senza poterlo mai attraversare completamente. Ed è proprio in questa distanza che nasce la tensione più profonda di Trame di libertà: nel desiderio di conoscere l’esperienza dell’altro e nella consapevolezza che alcune vite possono essere soltanto intraviste. Perché esistono storie che non possiamo abitare, ma che il teatro può ancora farci sfiorare”.

Da un punto di vista musicale intervengono i tre giovani compositori Giuseppe Guerrera, Saverio Santoni, Matteo Sarcinelli: Tre donne del passato, tre istantanee della storia distanti nel tempo e nello spazio - eppure la stessa volontà, la stessa abnegazione, lo stesso desiderio di superare i difetti e i soprusi della società. Questi i tratti che accomunano Artemisia Gentileschi, Eleonora Duse e Ondina Valla, immaginate in momenti privati, dove il talento e l'anima di ciascuna di loro finisce per scontrarsi con un mondo che non le comprende pienamente. Sono stati questi elementi, di grande attualità per noi ed il mondo che viviamo, a stimolare la nostra fantasia, conducendoci a creare tre “climi” musicali diversi che rispecchiassero il sentire del personaggio e il particolare momento storico, oltre alla nostra personale sensibilità. In aggiunta ai tre quadri (composti individualmente) abbiamo collaborato scrivendo, ciascuno, una porzione delle scene di raccordo (che vedono Boito in cerca di ispirazione), insieme all'ouverture e al finale. Ne è scaturita una partitura dove in più momenti i messaggi di Artemisia, Eleonora e Ondina si fondono (nella musica e nelle parole) con l'idea di suscitare - attraverso la passione, i piccoli gesti e le sofferenze di ogni giorno - il desiderio di un mondo più giusto e più umano”.

Il cast è composto da giovani voci e alcuni ritorni. Nei ruoli di Artemisia e la giornalista a dialogo con Ondina Valla Luisa Bertoli, nei ruoli di Ondina e Lavinia l’amica di Artemisia Gentileschi Clarissa Di Lorenzo, nel ruolo di Eleonora Duse Nunzia Fazzi (allieva Accademia AMO), nel ruolo di Arrigo Boito Gianpiero Delle Grazie.

Uno spettacolo che, attraverso il linguaggio del teatro, della musica e del dialogo, celebra le vite e l'eredità di Eleonora Duse, Artemisia Gentileschi e Ondina Valla. Tre figure femminili potenti e senza tempo, che hanno superato barriere storiche, sociali e culturali, diventando icone di coraggio, talento e autodeterminazione.

A introdurre le serate personalità dal mondo dell’imprenditoria e della cultura novarese: sarà Mariella Enoc a dialogo con Erica Bertinotti ad aprire la serata del 18 marzo e Angela Maria Malosso in collaborazione con Soroptimist Club di Novara in apertura della serata del 19 marzo.

Il titolo è realizzato con il contributo di Fondazione CRT.

Biglietti a 15,00 euro online e presso la biglietteria del Teatro.