Novara - Si è conclusa con una grande partecipazione di pubblico la terza edizione di APÈRTO, il festival annuale di nòva dedicato alle arti contemporanee, alla performance e alla partecipazione culturale, che dal 15 al 17 maggio ha trasformato gli spazi dell’ex Caserma Passalacqua di Novara in un luogo aperto di incontro, sperimentazione e relazione tra artisti, cittadinanza e territorio. Nel corso delle 36 ore complessive di apertura del festival, oltre 450 persone hanno attraversato gli spazi di nòva lasciandosi guidare da un flusso continuo di performance, musica, installazioni, workshop e momenti conviviali, vivendo il festival come un’esperienza immersiva e collettiva.
Il programma ha coinvolto 16 artisti e artiste, 3 collettivi e 2 band, intrecciando linguaggi differenti e generazioni artistiche diverse: da figure di rilievo internazionale della scena performativa contemporanea a nuovi progetti emergenti selezionati per sostenere la ricerca e la produzione artistica contemporanea.
Grande partecipazione anche alle attività formative e laboratoriali: oltre 85 persone hanno preso parte ai workshop e alle pratiche condivise, confermando il desiderio crescente di vivere l’arte non soltanto come spettacolo ma come esperienza partecipata e trasformativa.
Tra i momenti partecipativi più significativi anche la Circle Song, esperienza collettiva di ascolto e vocalità condivisa. I workshop hanno attraversato pratiche differenti: dai laboratori partecipativi del Collettivo The Factory, dedicati all’immaginario condiviso e all’identità dello spazio nòva, al workshop di Seçil Yaylalı dedicato al Gelli Printing, fino a Ricami Maldestri, il laboratorio di ricamo contemporaneo guidato da Un Peu Sauvage.
Tra gli ospiti più significativi dell’edizione 2026 la presenza della Compagnia Virgilio Sieni, una delle realtà più autorevoli della danza contemporanea italiana ed europea, che ha portato a Novara due repliche di “Sleep in the Car”. Particolarmente apprezzata anche la presenza di Valerio Ziglioli, musicista e performer capace di attraversare rock, folk e sperimentazione sonora, protagonista del coinvolgente TAO Love Bus Experience, concerto itinerante che ha attraversato il centro cittadino portando la musica nello spazio urbano.
Grande entusiasmo anche per il ritorno degli ONE EAT ONE, che hanno chiuso la serata del sabato con una performance immersiva capace di intrecciare musica elettronica, visual e dimensione performativa, coinvolgendo il pubblico in uno degli appuntamenti più partecipati del festival.
Tra le presenze artistiche di rilievo anche Anna Basti, che con Le classique c’est chic! ha trasformato il Parco dell’Allea in uno spazio aperto di danza, pratica collettiva e riappropriazione gentile dello spazio pubblico e Davide Tagliavini, coreografo, danzatore e performer, che con “That’s All” ha chiuso il Festival.
Il programma musicale ha accolto inoltre il live dei Waikiki Contemporary Quartet, progetto capace di attraversare jazz contemporaneo, improvvisazione e sonorità cinematiche, contribuendo ad ampliare il dialogo tra arti performative e ricerca musicale.
Per la prima volta a Novara sono arrivati anche i Teatri Lambe Lambe, format teatrale per uno spettatore alla volta che ha offerto una dimensione intima dell’esperienza scenica, creando momenti di stupore in miniatura.
Tra i momenti più delicati e intensi del festival, la performance itinerante realizzata da Francesca Cola, performer e danzatrice , che insieme alle opere tessili di Anna Pontel ha costruito un’azione poetica capace di attraversare la città con leggerezza e profondità relazionale. Molto apprezzato anche il lavoro di Stefano Fiorina, che oltre all’allestimento delle proprie opere ha sorpreso il pubblico con una performance partecipativa e visionaria, confermando la capacità del festival di mescolare installazione, presenza scenica e relazione diretta con gli spettatori.
Accanto alle performance e ai live, il festival ha ospitato anche un importante percorso espositivo con le opere di Davide Saba, autore dell’installazione Mutevole, di Matteo Ufocinque Capobianco, artista novarese attivo a livello internazionale con il progetto I Tre Regni, e di Irene Pittatore con Monumenta Italia – Novara, progetto di arte pubblica sviluppato insieme a nòva che riflette sul tema della rappresentazione femminile nello spazio urbano e della memoria collettiva.
Gli spazi dell’ex Caserma Passalacqua hanno inoltre accolto due ambienti permanenti dedicati a dispositivi performativi e immersivi, pensati per invitare il pubblico all’ascolto, alla sosta e all’interazione. Per tutta la durata del festival le persone hanno potuto sostare tra installazioni, area verde e momenti di relax, sperimentando una modalità di fruizione libera e non lineare. Con l’accompagnamento dalla musica del Dj Jack Bagna.
Elemento centrale dell’esperienza è stato anche il baretto di nòva, rimasto aperto durante tutto il festival con una selezione di prodotti artigianali di alta qualità, anticipazione del futuro progetto food & drink dello spazio ristoro permanente che accompagnerà la crescita del centro culturale.
La realizzazione del festival è stata resa possibile grazie al lavoro dell’équipe culturale e artistica di nòva, composta da 35 persone tra facilitatori, tecnici, curatori e collaboratori, impegnati nella costruzione di un’esperienza accessibile, multidisciplinare e aperta alla città.
«APÈRTO continua a crescere insieme alla comunità che attraversa nòva — dichiara Cristina Pastrello, responsabile area performing di nòva —. In questi tre giorni abbiamo visto persone fermarsi, ritornare, abitare gli spazi con naturalezza, lasciandosi guidare da performance, musica e incontri. È un segnale importante: significa che esiste un desiderio reale di luoghi culturali vivi, aperti e accessibili, dove le arti contemporanee possano dialogare con la quotidianità e con il territorio.»
«Vedere così tante persone attraversare e vivere questi spazi ci conferma che il percorso avviato da nòva sta costruendo qualcosa di necessario per la città — dichiara Mattia Anzaldi, presidente di nòva a.p.s. —. L’ex Caserma Passalacqua è ancora un luogo in trasformazione, ma eventi come APÈRTO mostrano concretamente le possibilità di questo cantiere culturale: uno spazio pubblico che cresce grazie alle arti contemporanee, alle relazioni e alla partecipazione attiva delle persone.»
APÈRTO si inserisce infatti nel percorso di trasformazione dell’ex Caserma Passalacqua promosso da nòva come spazio culturale permanente dedicato alla produzione artistica contemporanea, alla partecipazione e alla rigenerazione urbana.
Il festival è realizzato nell’ambito del progetto MAPS – Mete Artistiche Per la Sostenibilità, sostenuto dal Programma Interreg VI-A Italia-Svizzera 2021–2027 con il contributo di Compagnia di San Paolo nell’ambito di Festival Partecipativi.