Novara - Dopo l’incontro inaugurale dal titolo: "La paura e la speranza: riflessioni esistenziali tra filosofia e letteratura", tenuto dalla professoressa Annamaria Balossini, dopo il secondo appuntamento: “Che cosa possiamo sperare? La risposta di Tommaso d'Aquino" con ospite il filosofo Antonio Petagine, docente all'Università degli Studi "Roma Tre", nonché dopo la terza iniziativa intitolata "Giacomo Giovanetti: la virtù civile al servizio del bene comune nella Novara del primo Ottocento" con relatrice la studiosa novarese Maria Adele Garavaglia, a cui ha fatto seguito il quarto incontro dal titolo "La virtù bambina: la speranza secondo Charles Péguy” con ospite il filosofo Paolo Pagani, docente di Filosofia Morale all’Università Ca’ Foscari di Venezia, eccoci di nuovo con l’appuntamento conclusivo dell’edizione 2025/2026, previsto per domenica 18 ottobre, alle ore 15,00 presso l'Istituto Immacolata Salesiane di Don Bosco, con sede in via Paolo Gallarati 4, a Novara.
Argomento: "Pierre Auguste Renoir: La – Joie de Vivre – Un impressionista e l’amore per la vita”. Relatrice: la novarese Sarah Bonetti, figura eclettica nel panorama artistico, musicale, scenografico e del design con all'attivo una cospicua esperienza in ambiti diversificati. Pierre-Auguste Renoir, uno dei più celebri pittori impressionisti francesi, ha incarnato in ogni sua opera quella che possiamo definire la “gioia di vivere”. La sua arte non è soltanto una rappresentazione della realtà, ma un’autentica celebrazione della bellezza quotidiana, della luce che accarezza la pelle, del sorriso spontaneo e degli attimi di spensieratezza che rendono la vita degna di essere vissuta.
Attraverso i suoi dipinti, Renoir ci invita a immergerci in un mondo vibrante di colori, di sensazioni e di felicità condivisa. La gioia di vivere in Renoir si manifesta soprattutto nei suoi soggetti prediletti: scene di famiglie, bambini che giocano, donne ritratte nella loro intimità, feste all’aperto e momenti di relax lungo il fiume. Ma cosa rende l’opera di Renoir così capace di trasmettere questa gioia? Sicuramente il suo uso magistrale del colore e della luce. I toni caldi e morbidi, le pennellate fluide e leggere, creano un’atmosfera di armonia e di serenità. La luce non è mai fredda o distante; al contrario, avvolge ogni elemento della scena con una dolcezza che sembra scaldare l’anima dello spettatore. Questa tecnica pittorica permette a Renoir di trasformare anche gli oggetti più semplici in simboli di felicità: un mazzo di fiori, un bicchiere di vino, il movimento delle onde sull’acqua. La gioia di vivere, infine, nel lavoro di Renoir si lega indissolubilmente all’idea di convivialità e di connessione umana. Nelle sue tele, la socialità emerge come fonte primaria di benessere. La familiarità, l’amicizia, l’amore sono sempre presenti come fili invisibili che legano insieme i soggetti rappresentati, suggerendo che la felicità si costruisce insieme agli altri. Questo valore comunitario è un messaggio forte, specialmente in un’epoca caratterizzata dalla rapidissima trasformazione sociale della Parigi di fine Ottocento, dove l’arte di Renoir appariva come un rifugio di bellezza e speranza.
In conclusione, Pierre-Auguste Renoir ci regala, attraverso il suo stile unico e la profondità emotiva dei suoi dipinti, un invito a riscoprire la gioia di vivere nelle piccole cose di ogni giorno. Le sue opere sono un inno alla luce, al colore e all’umanità, un richiamo a non perdere mai la capacità di meravigliarsi e di gioire, anche quando la vita ci pone davanti sfide e difficoltà. Renoir ci insegna che la felicità risiede nella semplicità, nell’amore per il presente e nella bellezza del mondo che ci circonda, che aspetta solo di essere guardato con occhi pieni di entusiasmo e di gratitudine.
Tale iniziativa rientra nel ciclo di eventi in programma per la stagione 2025/2026 denominato "Domeniche Insieme", raccolti sotto il titolo di "Incontri d'Amicizia", in ragione dell’intento fortemente dialogico degli stessi.
"Il bene e la virtù: il tempo della speranza" è il fil rouge che lega quanto viene affrontato dai singoli relatori, tra cui filosofi, scrittori e studiosi che, mostrando come la letteratura, la filosofia e anche l'arte nonché alcuni particolari personaggi, anche novaresi, abbiano affrontato le sfide del proprio tempo, invitano i partecipanti ad approfondire e a discutere sull'attualità. Come per il passato, anche l'edizione di questa stagione non vuole essere un'iniziativa circoscritta agli addetti ai lavori, bensì indirizzata ad una platea più ampia e eterogenea, diversificata per età, nella speranza di offrire sinergie intergenerazionali. Anche domenica 18 ottobre ad accompagnare i presenti in questo viaggio umano, memoriale ed artistico, oltre alla poliedrica Sarah Bonetti, vi concorreranno, conversando con gli ospiti, Chiarastella Bonetti e Gabrio Mambrini, già ideatori, organizzatori e coordinatori delle due precedenti edizioni.
La direttrice dell'Istituto, Suor Giuseppina Teruggi, inaugurerà il pomeriggio, offrendoci il benvenuto. L'ingresso è gratuito, ma per ragioni organizzative, si chiede di indicare l'eventuale partecipazione scrivendo al seguente indirizzo email: domenicheinsiemeist.immacolata@gmail.com. oppure a Raffaella Beldì (cell. 340 8636087). Il progetto grafico è, come sempre, di Sarah Bonetti.
Il programma di appuntamenti per tutta la sua durata gode dei prestigiosi patrocini del Comune di Novara e della Provincia di Novara. Questa edizione è interamente dedicata alla memoria di Suor Rosanna Cipolla, che sempre ha creduto nella bontà e nell'alto valore del progetto culturale in argomento. Nell’ambito di tale appuntamento conclusivo relativo alla stagione 2025/2026 si coglierà l’opportunità anche di promuovere e presentare l’imminente nuova stagione 2026/2027 ovvero la 4^ edizione, che sarà intitolata: “Dialoghi sulla verità”.