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DAL PATTO DI LONDRA AL TRATTATO DI OSIMO

All’Ordine degli Avvocati di Novara un convegno di studi in occasione del Giorno del Ricordo

Novara - Si è svolto venerdì 20 febbraio presso la sala dell’Ordine degli Avvocati di Novara il convegno 1915 – 1975: dal Patto di Londra al Trattato di Osimo. Fonti di diritto internazionale della vicenda storica del Confine Orientale, inquadrato nell’ambito della ricorrenza civile del Giorno del Ricordo (istituita con legge n. 92 del 2004) ed organizzato dalla Federazione provinciale di Novara dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra.

L’apertura dei lavori è stata introdotta dai saluti istituzionali dell’Ordine degli Avvocati di Novara (rappresentato dal vicepresidente Avv. Fabrizio Negri e dalla responsabile della Formazione Avv. Elena Avondo), della Presidenza del Tribunale di Novara (nella persona del Dott. Andrea Ghinetti), della Regione Piemonte (presente con l’Assessore alla Cultura Avv. Marina Chiarelli), della Provincia di Novara (rappresentata dal consigliere Dott. Mauro Gigantino, indisposto tuttavia a partecipare), del Comune di Novara (rappresentato dall’Avv. Teresa Armienti, Assessore alle Politiche Sociali), da Assoarma Novara (con l’intervento del Presidente Gen. Sq. Giuseppe Li Causi) e del Museo Storico Novarese Aldo Rossini (con il saluto del Presidente Dott. Antonio Poggi Steffanina); sono pervenuti in forma scritta anche i saluti ufficiali del Presidente del Senato On. Avv. Ignazio La Russa e dell’On. Senatore Roberto Menia.

Le relazioni sono state introdotte e moderate dall’Avv. Valerio Zinetti (nella duplice qualità di appartenente al Foro di Novara e di Presidente provinciale dell’A.N.V.G.).

Nella prima parte del convegno i Prof. Marco Cimmino ed Emiliano Loria, nonchè gli Avv.ti Luigi Vatta e Renzo Menoni hanno delineato l’inquadramento storiografico del confine orientale italiano partendo dal Patto di Londra (che segnò il presupposto giuridico – diplomatico per l’Intervento italiano nella Grande Guerra il 24 maggio 1915, al fine di conseguire l’unificazione  territoriale di Trieste, dell’Istria e della Dalmazia al Regno d’Italia), affrontando le questioni di Fiume e dei Trattati di Rapallo (nel 1921, che sancì definitivamente l’annessione di Trieste, Gorizia, Istria e Zara ma che impose per Fiume la qualifica di Stato Libero) e di Roma (nel 1924, che invece stabilì l’annessione di Fiume al Regno d’Italia), dei rapporti italo – jugoslavi tra le due guerre mondiali e dell’occupazione militare italiana della Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale (con l’annessione della Provincia di Lubiana, la creazione dei Governatorati della Dalmati e del Montenegro, nonché l’estensione delle province del Carnaro e di Zara a nuovi territori, ottenuti dopo il Trattato di Roma del 1941 con lo Stato Indipendente Croato).

Il periodo storico compreso tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 (decreti annessionistici jugoslavi, occupazione tedesca, R.S.I. e spostamento del P.C.I. dal C.L.N. giuliano al campo filojugoslavo) ed il secondo dopoguerra sono stati tratteggiati  dal Dott. Marino Micich e dell’Avv. Giovanni Adami, i quali si sono focalizzati sulla tragedia delle foibe e delle deportazioni degli Italiani (nelle sue tre ondate: in Istria nel 1943, a Zara nel 1944, a Trieste, Gorizia e nella Zona B dal 1945 al 1947) e dell’esodo dei 350.000 italiani del confine orientale dopo le cessioni territoriali alla Jugoslavia di Tito; è stata in particolare la strage di Vergarolla (65 morti accertati e cento feriti) a Pola il 18 agosto 1946 e che secondo documentazione d’archivio risulta riconducibile all’OZNA (polizia politica del regime jugoslavo)

Hanno poi relazionato i Prof.ssori Davide RossiMassimo De Leonardis Giuseppe De Vergottini sulle vicende diplomatiche del secondo dopoguerra: il Trattato di Parigi del 10 Febbraio 1947 (che stabilì la cessione della Dalmazia alla Jugoslavia e l'istituzione del Territorio Libero di Trieste a duplice amministrazione angloamericana e jugoslava rispettivamente nelle Zone A e B) e la sua ratifica da parte dell’Assemblea Costituente; l’istituzione del Territorio Libero di Trieste e l’approvazione del Memorandum di Londra  del 1954 (che sancì il ritorno di Trieste all’Italia); la stipulazione del Trattato di Osimo il 10 novembre 1975 (con il quale venne definito il confine italo-jugoslavo con rinuncia di qualunque pretesa italiana alla rivendicazione della propria sovranità della Zona B).

In particolare, è stato messo in luce come secondo parte cospicua della giurisprudenza di allora e della dottrina il Trattato di Osimo abbia comportato de jure de facto una cessione di territorio nazionale da parte della Repubblica Italiana, considerando che la mancata operatività del Territorio Libero di Trieste non ebbe quale effetto la cessazione della sovranità territoriale italiana ma esclusivamente una bipartizione (anglo-americana nella Zona A e jugoslava nella Zona B) dell’amministrazione civile.

L’Avv. Mattia Magrassi ha infine illustrato la questione delle restituzioni e degli indennizzi dei beni degli esuli da parte della Jugoslavia e delle entità statuali che ne sono state i successori dopo la dissoluzione (evidenziandone sia l’inadempimento di questi ultimi che le evoluzioni della giurisprudenza italiana e sovranazionale sul tema).

Appassionata invece la testimonianza del Prof. Avv. Augusto Sinagra (classe 1941), il quale ha ricordato sia da ex magistrato che da avvocato le discussioni inerenti al Trattato di Osimo nel mondo dei giuristi che il processo che negli anni ’90 venne intentato contro l’esponente dell’OZNA Oskar Piskulic per crimini di guerra (poi conclusosi in Cassazione con degli importanti accertamenti di fatto sulle responsabilità ma senza condanna in ragione della non più persistente giurisdizione italiana sui territori ceduti).

Un’iniziativa che, inserendosi nel solco di un evento già tenutosi nella stessa sede lo scorso anno in ricordo degli uomini di legge del Foro di Novara nella Grande Guerra, ha voluto coniugare l’analisi giuridica con l’omaggio agli Italiani che con coraggio ed amor patrio subirono le tragedie e le violenze che si abbatterono sul nostro Confine Orientale.