Novara - Dopo l’incontro inaugurale dal titolo: "La paura e la speranza: riflessioni esistenziali tra filosofia e letteratura", tenuto dalla professoressa Annamaria Balossini eccoci di nuovo con la seconda iniziativa prevista per domenica 22 febbraio alle ore 15 all'Istituto Immacolata Salesiane di Don Bosco, con sede in via Paolo Gallarati 4 a Novara.
Argomento: “Che cosa possiamo sperare? La risposta di Tommaso d'Aquino". Relatore: il filosofo Antonio Petagine, docente all'Università degli Studi "Roma Tre", conosciuto in ambito accademico e non solo per la sua prestigiosa attività di studioso e nel contempo per la sua concretezza, chiarezza e capacità dialogica con il pubblico. Nell'epoca in cui ci troviamo, segnata da sfide e incertezze, il concetto di speranza si fa sempre più centrale nella nostra vita quotidiana.
Ma che cosa possiamo sperare? Questa domanda, semplice, ma cruciale, trova una risposta profonda e articolata nella filosofia di Tommaso d'Aquino, uno dei pensatori più influenti della scolastica medievale. Tommaso d'Aquino, vissuto nel XIII secolo, ha dedicato ampie parti delle sue opere al tema delle virtù, in particolare alla virtù della speranza. Per lui, la speranza è una virtù teologale, che si distingue dalle altre virtù morali, poiché non deriva esclusivamente dall'azione umana, ma è infusa da Dio nel cuore dell'uomo. Uno degli aspetti più affascinanti della speranza è la sua connessione con la resilienza, con la tenacia.
Secondo il Dottor Angelico, la speranza non è solo una consolazione, ma una forza che ci spinge a resistere. In un mondo afflitto da conflitti, crisi economiche e cambiamenti climatici, la speranza ci invita a non arrenderci. Tommaso d'Aquino ci incoraggia a nutrirla, a coltivarla e a diffonderla, perché ogni gesto di speranza è un passo verso il bene. Le idee dell'Aquinate, pur radicate nel contesto medievale, continuano a parlare a noi moderni attraverso la visione di un destino che trascende il mondo materiale. Pertanto in un tempo che spesso sembra privo di luce, la nostra responsabilità è di essere portatori di speranza, per noi stessi e per gli altri.
Tale iniziativa rientra nel ciclo di eventi in programma per la stagione 2025/2026 denominato "Domeniche Insieme", raccolti sotto il titolo di "Incontri d'Amicizia", in ragione dell’intento fortemente dialogico degli stessi. Il carnet contempla, anche in questa edizione, pomeriggi di particolare richiamo culturale.
"Il bene e la virtù: il tempo della speranza" è il fil rouge che lega quanto viene affrontato dai singoli relatori, tra cui filosofi, scrittori e studiosi che, mostrando come la letteratura e la filosofia e alcuni particolari personaggi, anche novaresi, abbiano affrontato le sfide del proprio tempo, invitano i partecipanti ad approfondire e a discutere sull'attualità.
Come per il passato, anche l'edizione di questa stagione non vuole essere un'iniziativa circoscritta agli addetti ai lavori, bensì indirizzata ad una platea più ampia e eterogenea, diversificata per età, nella speranza di offrire sinergie intergenerazionali.
Anche domenica 22 febbraio ad accompagnare i presenti in questo viaggio umano, memoriale e filosofico, oltre al professor Petagine, vi concorreranno, conversando con gli ospiti, Chiarastella Bonetti e Gabrio Mambrini, già ideatori, organizzatori e coordinatori delle due precedenti edizioni.
La direttrice dell'Istituto, Suor Giuseppina Teruggi, inaugurerà il pomeriggio, offrendoci il benvenuto. L'ingresso è gratuito, ma per ragioni organizzative, si chiede di indicare l'eventuale partecipazione scrivendo al seguente indirizzo email: domenicheinsiemeist.immacolata@gmail.com. oppure a Raffaella Beldì (cell. 340 8636087).
Il progetto grafico è, come sempre, di Sarah Bonetti. Il programma di appuntamenti si concluderà il 31 maggio 2026 e per tutta la sua durata gode dei prestigiosi patrocini del Comune di Novara e della Provincia di Novara.
Questa edizione è interamente dedicata alla memoria di Suor Rosanna Cipolla, che sempre ha creduto nella bontà e nell'alto valore del progetto culturale in argomento.