Novara - Da tempo, Ohana ODV pensava a un Festival capace di racchiudere i messaggi veicolati durante le numerose iniziative sociali e culturali proposte durante tutto l’anno. Per non aspettare oltre, abbiamo deciso di partire già con le iniziative di questo autunno, lanciando “VOCI", un festival diffuso che si propone di diventare, nei prossimi anni, sempre più grande e...diffuso. Il progetto nasce dalla volontà di aprire nuove prospettive sul mondo, in un tempo segnato da conflitti, polarizzazioni e narrazioni spesso semplificate, ma l'iniziativa desidera anche portare in città nuove forme di linguaggio ed espressione artistica; “VOCI” desidera creare nuovi spazi di ascolto, confronto ed espressione, attraverso la cultura e la partecipazione.
Il festival attraverserà luoghi e comunità, proponendo un programma che intreccia incontri, eventi, testimonianze e iniziative sociali, con l’obiettivo di raccontare Paesi e popoli attraverso punti di vista differenti e restituire complessità alle storie che arrivano quotidianamente nelle nostre case. Un festival non concentrato in un unico luogo, ma pensato per diffondersi e incontrare pubblici diversi, generando occasioni di dialogo e relazione. Il nome “VOCI” richiama proprio questa pluralità: voci di chi scrive, di chi sale su un palco, di chi testimonia, di chi arriva da lontano, di chi ascolta e di chi, spesso, non è ascoltato. Voci che possono anche essere diverse, distanti o in contrasto, ma che hanno bisogno di trovare uno spazio comune.
“Con “VOCI” vogliamo provare a fare una cosa semplice e, allo stesso tempo, necessaria: osservare e ascoltare il mondo attraverso più di una voce. Per questo primo anno, daremo soprattutto spazio alla Palestina, perché a tre anni dal 7 ottobre sentiamo ancora più forte l’esigenza di costruire occasioni in cui le persone possano incontrarsi, ascoltare storie diverse dalle proprie e interrogarsi senza slogan. E poi Siria, Iran e i Paesi cari alla nostra associazione – spiega la presidente di Ohana Odv, Anna Ida Russo - “Voci” nasce quindi come un festival culturale, ma anche come un progetto sociale: un percorso per promuovere conoscenza, consapevolezza e partecipazione, utilizzando gli strumenti della cultura per avvicinare persone e comunità. L’obiettivo non è offrire risposte semplici, ma fare spazio alle domande, alle differenze e alla complessità. Perché conoscere un Paese significa anche conoscere le persone che lo abitano, le loro storie, le loro parole e le molteplici identità che lo compongono”.
Il Festival partirà collegandosi alla terza mostra della rassegna "L'Altra Palestina".
Fino al 2 ottobre è visitabile la terza mostra fotografica parte della Rassegna "L'altra Palestina", questa volta dal titolo "Volti di Palestinesi" - Immagini di Amjad Murrar, presso il Quadriportico di Palazzo Natta, P.zza Matteotti 1
Fotografo Palestinese dei territori occupati, che vive a Gerusalemme, Amjad ritrare i volti dei Palestinesi - musulmani, cristiani e anche ebrei - soprattutto degli anziani, che hanno vissuto eventi come la Nakba, la Naksa oltre a anni di occupazione militare: gli anziani che costituiscono una Palestina dimenticata. Ecco, dunque, che in questa terza mostra, il titolo della rassegna risulta essere particolarmente significativo e guadagna anche un senso storico.
Dal 5 al 16 ottobre Mostra "HeART of Gaza", da un progetto di Mohammad Timraz e Feìle Butler, presso il Quadriportico di Palazzo Natta, P.zza Matteotti 1 - Si tratta di 40 disegni realizzati da bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni presso la "Tenda degli Artisti" di Gaza, istituita dall'arte-terapeuta Mohammad Timraz, che ha lavorato con i ragazzi durante i due anni di conflitto. Tutti i disegni sono stati realizzati da minori sfollati, i cui pensieri accompagnano con una descrizione ogni disegno; due di loro hanno purtroppo perso la vita durante attacchi israeliani e le loro opere rimangono a ricordo dell'esperienza vissuta. La mostra è partita dalla Weir Gallery di Sligo (Irlanda) e sta facendo il giro del mondo. A Novara sarà supportata da diverse associazioni (oltre che dalla promotrice Ohana in collaborazione con l'Associazione Costituzione Beni Comuni di Milano, che ha messo a disposizione il materiale espositivo): ANPI, Libera, SerMais, Coordinamento Novara per la Palestina, Associazione per la Pace e MASCI (Movimendo Adulti Scout Cattolici Italiani). La mostra è aperta anche alle visite delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Per prenotazioni: projects@ohanaodv.com
Il 7 ottobre alle 18 alla Fondazione Castello, Sala delle Mura, Arturo Marzano presenta “Storie di Gaza” con Erica Bertinotti - “È questo il paradosso di Gaza: condannata a essere simbolo del dolore universale e, nello stesso momento, teatro di una quotidianità che ha cercato a lungo di resistere, fragile e indistruttibile – si legge nella sinossi - È tempo di restituire a Gaza la complessità che la cronaca da sola non può raccontare. Un tempo oasi fertile, Gaza oggi è percepita come un recinto di macerie e dolore. La sua storia è cruciale per comprendere il conflitto israelo-palestinese e le dinamiche degli equilibri politici in Medio Oriente. Eppure la sua storia non è soltanto tragedia: Gaza è anche il luogo in cui sono nate esperienze di non violenza, dialogo, tolleranza e sfida al patriarcato; è abitata dalla vita quotidiana, da persone che resistono e immaginano il futuro. Arturo Marzano ricostruisce la vicenda della Striscia dalla fine dell'Ottocento a oggi, andando oltre pregiudizi e semplificazioni ideologiche. Gaza non può essere identificata esclusivamente con la desolazione e la sua popolazione non può essere ridotta a Hamas. Per affrancarci da questi fraintendimenti è giunto il momento di affidarci alla storia e ricomporre una vicenda che non è solo politica e militare, ma è anche culturale, demografica, sociale ed economica”.
Il 9 ottobre “Un Sudario per Gaza - Per non dimenticare un solo nome”, da un progetto del collettivo "Carnia per la Pace" - P.zza Duomo, ore 17.30, fino a P.zza Cavour - Il "Sudario", un enorme telo bianco largo 7,5 metri e lungo 25, riporta i nomi scritti a mano del 18.457 bambini e ragazzi gazawi dagli 0 ai 17 anni uccisi dai bombardamenti israeliani dal 7 ottobre 2023 fino al 31 luglio 2025, momento in cui i progetto ha iniziato a muoversi per l'Italia. A fronte di cifre e numeri sempre crescenti che hanno accompagnato le cronache da Gaza nel corso dei mesi, il progetto nasce per dare un nome e una dignità a queste giovani vite spezzate. Sono state le parole della saggista e giornalista Paola Caridi nella sua lectio magistralis dal titolo "Non dimenticare un solo nome - Elegia per i sudari di Gaza”, tenutasi durante l’edizione del 2025 del Festival Vicino/Lontano (l'importante evento dedicato a Tiziano Terzani che si tiene a Udine ogni anno), ad avere ispirato questo memoriale su stoffa. Il Sudario verrà aperto in piazza Duomo alle 17.30 del 9 ottobre e fatto sfilare per le vie del centro da volontari che lo sosterranno, fino a piazza Cavour. A Novara l'evento sarà supportato da diverse associazioni: accanto alla promotrice Ohana in collaborazione con il collettivo Carnia per la Pace:, ci saranno Amnesty International, ARCI, ANPI, Libera, SerMais, Coordinamento Novara per la Palestina, Associazione per la Pace ed Emergency gruppo di Novara.
Il 16 ottobre Lorenzo Trombetta presenta “Damasco” con Anna Ida Russo e Carla Ferrario all’Università del Piemonte Orientale - “Un racconto vibrante sulla faglia del conflitto socio-economico, politico e comunitario in Siria, antica almeno di duecento anni – spiega la sinossi - Il nuovo potere di Damasco, dopo la guerra civile e il regime change, non ha inventato nulla. Ma ha solo applicato alla lettera quello che ha imparato a scuola, per generazioni: prima l’imperialismo ottomano, poi il colonialismo francese, quindi il nasserismo egiziano, poi il baathismo e infine l’assadismo hanno, a turno, rimestato nel torbido delle rivalità tra pianura e altura, tra pastorizia e agricoltura, tra nomadi e sedentari, tra sunniti e drusi. E ora, passata almeno per il momento l’ondata di violenza anti-drusa, centinaia di famiglie di beduini sunniti fuggono da Suweida per paura di rappresaglie. In questo circolo vizioso, i curdo-siriani del nord-est hanno ora un motivo in più per non fidarsi di Damasco e tenere strette le loro armi. In attesa di capire come procederà la spartizione della «nuova Siria» da parte di Israele, Turchia e Stati Uniti”.
Il 17 ottobre Lorenzo Trombetta alle 11 sarà alla libreria La Talpa (viale Roma, 18) per presentare “Damasco” con Anna Ida Russo, all’interno della rassegna “La Talpa per la pace”.
Il 25 ottobre alle 21, nel teatro della parrocchia Madonna Pellegrina, in viale Giulio Cesare 378, lo spettacolo teatrale “Il risveglio della cicala” con Margherita Monti e Sofia Novello Gergen - Nel 2025 nasce RISALAT -Un ponte sociale e artistico attraverso il Mediterraneo, una corrispondenza epistolare tra Palestina e Italia. Il progetto, ideato e gestito da Margherita Monti e Sofia Novello Gergen, è parte dell’associazione Amel Italia. “Attraverso una rete di conoscenze, abbiamo diffuso la call for participation a Gaza, Territori Palestinesi Occupati e nei campi palestinesi in Giordania e in Libano, invitando le persone a raccontarci la loro storia attraverso una lettera – spiegano le due ideatrici - A ogni lettera è stato assegnato un destinatario in Italia e così, per dieci mesi, una ventina di vite diverse hanno iniziato a vibrare assieme. Attingendo a questo archivio vivo di storie, sogni e paure che si richiamano tra le due sponde del Mediterraneo, abbiamo deciso di trasformarlo in materia teatrale”. L’idea scenica emerge dalle lettere raccolte, dalla semplicitàcon cui smascherano le nostre fragili sicurezze. Quella che ci circonda è una pace contraddittoria, distorta, incapace di affrontare i demoni del passato e della colonialità. Molti la notte non dormono, ciascuno preso dai propri incubi, salvato dai propri sogni individuali, protetto da stanze sicure e disinfettate. A partire dalle lettere raccolte, “Il Risveglio della Cicala” mette in luce ciò che viene interdetto, negato, soffocato... In uno spazio onirico, in una notte insonne, due donne in situazioni molto diverse si incontrano in un tempo sospeso, lontano dalle narrazioni contemporanee.
Ingresso libero a tutti gli eventi; ingresso a offerta (minimo 20 euro) per lo spettacolo teatrale “Il risveglio della cicala”. Le offerte raccolte durante il Festival Voci serviranno a sostenere i progetti di Ohana Odv perché ”ogni contributo fa la differenza. Sempre. Ogni parola...anche”.
Per informazioni: info@ohanaodv.com.