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GLI EDIFICI, I COLORI E LA PASSIONE DI GIOVANNI HÄNNINEN

PROGETTO “VEDERE < FARE”: ECCO IL PROTAGONISTA DELL’ULTIMO INCONTRO

Novara - “Cittàinattesa”, “MI-BG 49 Km”, “Layered Mumbai”, “People of Tamba” sono alcuni dei lavori firmati da Giovanni Hänninen, ospite dell’ultimo appuntamento del progetto “VEDERE < FARE - Fotografia e Architettura a dialogo” organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola e coordinato dalla Commissione Cultura di Novara che si è tenuto nel pomeriggio dello scorso 1° ottobre, nella sede dell’Ordine.

Dopo i saluti istituzionali portati a un folto pubblico da parte del presidente dell’Ordine Matteo Gambaro, che ha ricordato "l’importanza di iniziative come “VEDERE < FARE” alla luce del dibattito culturale tra i professionisti in una città che cambia", la parola è passata a Romina Emili, referente della Commissione Cultura che, introducendo Hänninen, ha ricordato che "gli architetti devono sentirsi protagonisti, attivi e proattivi rispetto all’evoluzione di una realtà urbana. Questo è l’atteggiamento che abbiamo chiesto di tenere vivo a tutti i colleghi che hanno partecipato alla nostra open call 'Scatta il tuo luogo con un potenziale!', lanciata lo scorso luglio tra i nostri iscritti e che ha visto la consegna di 45 immagini di edifici e località del territorio del Novarese e del Verbano-Cusio-Ossola. Un lavoro davvero interessante, in quanto sono state valorizzate da parte degli architetti partecipanti particolarità, potenzialità e bellezza dei luoghi che possono essere immaginati in relazione ai bisogni e alle esigenze dei cittadini. Ci piacerebbe che Giovanni Hänninen, che anni fa, ad una mostra alla Fondazione Sozzani a Milano mi ha così tanto colpita con le sue immagini capaci di mettere in profonda relazione grandi edifici, colore, persone, fosse tra coloro che svilupperanno un lavoro di approfondimento delle immagini dei nostri colleghi, perché la sua visione e la sua fotografia per l’architettura sono votate al domani".

Giovanni Hänninen è nato a Helsinki nel 1976. Vive e lavora a Milano, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria aerospaziale e insegna Fotografia per l’architettura presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano. Dal 2009 fotografa per la Filarmonica della Scala. Nel 2012 viene presentato da Gabriele Basilico nella mostra 20X20 dove propone il progetto “cittàinattesa”. Nel 2015 partecipa alla Triennale Off di Milano con “MI-BG 49km”, un lavoro dedicato all’autostrada Milano-Bergamo. Invitato da The Josef and Anni Albers Foundation a fotografare la propria residenza d’artista in Senegal, le sue immagini vengono scelte per la mostra “Thread” (2017) da David Zwirner, New York. Nel 2018 viene chiamato da Bijoy Jain per documentare i progetti realizzati da Studio Mumbai in India. Nello stesso anno presenta il progetto “People of Tamba” a Dak’Art 2018 – Biennale d’Arte di Dakar che verrà poi portato nel 2019, insieme al progetto di documentari “Senegal/Sicily” di cui è autore insieme a Alberto Amoretti, a Marrakech come progetto speciale di MACAAL (Musée d’Art Contemporain Africain Al Maaden) per 1-54 Contemporary Art Fair, a Firenze alla Fondazione Marangoni, a Milano alla Fondazione Sozzani, a Parigi all’interno di AKAA (Also Known As Africa) e infine a Palermo durante la BAM (Biennale Arcipelago Mediterraneo). Nel 2019 sviluppa due importarti progetti museali: una campagna fotografica per la valorizzazione del Complesso Museale della Pilotta in vista di Parma capitale della cultura 2020; il progetto fotografico della mostra curata da Pierluigi Pizzi “Nei Palchi della Scala – Storie milanesi “per il Museo Teatrale alla Scala. Nel 2020 il progetto “The Missing Piece”, realizzato durante il primo lockdown a Milano, viene esposto all’interno della manifestazione PhotoBrussels Festival 05 ad Hangar Photo Center. Nel 2021 partecipa alla XVII Biennale Architettura 2021 di Venezia con il progetto “After/Dopo”, realizzato con Arte Sella a seguito della tragedia della tempesta Vaia. Dal 2021 al 2023 realizza una grande campagna fotografica sull’autostrada del Brennero, esposta a Le Gallerie a Trento. I suoi lavori fanno parte di numerose collezioni, private ed istituzionali, tra cui The Josef and Anni Albers Foundation, the Musée d’Art Contemporain Africain Al Maaden (MACAAL) di Marrakech e il Museo di Fotografia Contemporanea (MUFOCO) in Italia.

"Cittàinattesa - ha spiegato Hänninen durante l’incontro - è un progetto, con testi di Alberto Amoretti, dedicato alle nuove forme dell’abitare, nato nel 2012 sulla Milano che stava cambiando in vista dell’Expo. Che cosa fa di un agglomerato urbano una “città”? La risposta è abbastanza immediata: funzioni, spazio e differenti tipologie dei luoghi. Per realizzare questo lavoro mi sono ispirato a quello del fotografo tedesco August Sander, che ha fatto emergere la tipologia dell’uomo tedesco in termini di ruoli sociali. Una catalogazione significativa di immagini realizzate per un osservatore che deve ancora arrivare. Ecco, dunque, il punto di partenza: i luoghi non più utilizzati all’interno della città, ovvero la torre, il reattore nucleare del Politecnico, il riformatorio, il “Fisco” di via Medici del Vascello, le ex-Officine Caproni di via Mecenate, ispiratrici, come Milano, del regista e sceneggiatore Hayao Miyazaki".

Lo stesso “occhio” è quello del progetto “MI-BgG 49 Km”, "una sequenza di luoghi - visti dall’autostrada. Di solito l’autostrada è noiosa, tanto che guidando facciamo anche altro, come ad esempio “guardare”: ed è proprio approfondendo e indagando ciò che ho notato attraverso lo sguardo e l’osservazione che ho individuato alcune particolarità davvero interessanti e non solo sul piano architettonico".

Molto amato da Hänninen è il progetto “Layered Mumbai” del 2018, "nell’ambito del quale ho “indagato” su una città tra i 22 e 24 milioni di abitanti, nella quale la maggior parte dei quartieri sono slums, baraccopoli senza servizi minimi e nelle quali continuano a vivere persone, nate in un contesto povero, che si sono però costruite una posizione sul piano professionale, dagli avvocati, ai medici. Mumbai e i suoi quartieri riservano contrasti interessanti e particolarità come gli incredibili edifici adibiti a case popolari e i chol, che altro non sono che le nostre case di ringhiera: la loro persistenza è tutelata dalla volontà dei proprietari, anche di un solo proprietario a non vendere per continuare ad abitarci".

Infine “People of Tamba”, "un lavoro che comprende 200 ritratti architettonici: il soggetto umano ne è protagonista nella sua “tipologia”, ma, se anche la figura umana venisse escluso dal contesto del luogo, quest’ultimo resterebbe tale nel suo significato e nel suo messaggio. E’ stato molto emozionante - ha riferito a conclusione Hänninen - realizzare in loco una mostra degli scatti e farla diventare patrimonio, proponendola a Parigi e a Marrakech, ma è stato ancor più emozionante verificare che numerosi dei soggetti scelti per i miei ritratti hanno percepito tutta la passione che io metto nelle mie fotografie, ricambiandola con empatia ed entusiasmo".