Novara - Il prossimo 30 ottobre, per la prima volta in assoluto, i detenuti della Casa Circondariale di Novara usciranno dal carcere per salire sul palco del prestigioso Teatro Coccia di Novara, riscrivendo il grande classico shakespeariano nella versione firmata Cabiria Teatro. Una Giulietta che combatte contro il proprio corpo, un Romeo che affoga nelle fobie e una tragedia che non si consuma più sui balconi di Verona, ma alla luce gelida di uno smartphone: lo spettacolo “Romeo e Giulietta Opera Ibrida” di Cabiria Teatro andrà in scena in una veste nuova e sorprendente.
Accanto al cast ufficiale, infatti, salirà sul palco anche un gruppo di detenuti della Casa Circondariale di Novara, dando vita a un incontro umano e artistico di grande intensità. I detenuti hanno lavorato insieme al cast sia per la scrittura dei loro personaggi da inserire nella storia sia per un ribaltamento totale del finale, rendendo questo spettacolo un evento unico e da non perdere. Il testo di Cabiria Teatro gira con successo da anni nei teatri italiani, ma questa versione si trasforma in un evento unico grazie al fondamentale e inedito apporto del gruppo della Casa Circondariale. Un'occasione per dimostrare come il teatro possa essere uno strumento potente di reinserimento, dialogo e connessione con il territorio.
Lo spettacolo è vietato ai minori di 14 anni; assieme alla replica serale aperta al pubblico delle ore 21, una replica riservata alle scuole andrà in scena alle ore 10. Il doppio evento è realizzato grazie al sostegno del Comune di Novara, Consiglio Regionale del Piemonte, Fondazione Banca Popolare di Novara e in collaborazione con Provincia di Novara e Fondazione Teatro Coccia. Pagina web dello spettacolo: https://www.cabiriateatro.com/romeo-e-giulietta-opera-ibrida
Marina Chiarelli Assessore alla Cultura della Regione Piemonte: “Il progetto di Cabiria Teatro conferma il valore della cultura come strumento di inclusione e di coesione sociale. Portare per la prima volta sul palco del Teatro Coccia le persone detenute della Casa Circondariale significa costruire un ponte tra il carcere e la comunità, riconoscendo al teatro una funzione educativa e rieducativa. È un percorso che restituisce dignità, fiducia e responsabilità a chi vi partecipa e che guarda con particolare attenzione alle nuove generazioni: lo spettacolo arriverà infatti anche nelle scuole, offrendo ai ragazzi l'occasione di confrontarsi su temi a loro vicini, come le fragilità, le relazioni e il confine tra reale e virtuale. Per la Regione Piemonte la cultura è un patrimonio che appartiene a tutti e il teatro, quando sa uscire dai luoghi consueti e raccontare storie autentiche, ne è una delle espressioni più potenti”.
Teresa Armienti, Assessore Comune di Novara: “Lo spettacolo che sarà portato in scena il 30 ottobre al Coccia è il risultato finale del progetto di laboratorio di teatro all’interno del Carcere che da qualche anno Cabiria porta avanti. Lo spettacolo punta a valorizzare il percorso rieducativo delle persone detenute tramite l'impegno artistico, mostrare alla cittadinanza le potenzialità del reinserimento sociale dei detenuti, sensibilizzare sui rischi della viralità digitale, promuovere un modello di ‘comunità educante’ che non si vergogni di mostrare le proprie piaghe per salvare i più giovani. Con la rappresentazione in scena il 30 ottobre, la mattina per le scuole e la sera per la cittadinanza, l’amministrazione intende valorizzare la funzione rieducativa della pena - così come espresso dall’art. 27 della Costituzione - e far prendere consapevolezza che il Carcere è parte integrante. Siamo convinti che la presenza di persone detenute all’interno dello spettacolo fuori dal carcere - come attori – possa essere molto rafforzativa del messaggio che intendiamo trasmettere alla cittadinanza. I ragazzi al mattino avranno anche la possibilità, con l’aiuto di operatori qualificati, di elaborare le emozioni e gli stimoli che sicuramente verranno fuori dalla visione della rappresentazione. L’obiettivo è altresì tra quelli promossi e perseguiti dal Centro di Giustizia Riparativa del Comune di Novara che promuove una più complessiva cultura della Giustizia Riparativa, in particolare attraverso la presenza nella Scuola. Questa, infatti, ricopre un importante ruolo nella vita dei ragazzi ed è anche un luogo nel quale il conflitto relazione viene agito. La presenza di operatori formati in tale ambito ha lo scopo di intervenire in una fase precoce del conflitto (prima che questo si caratterizzi come fatto reato o comunque fatto da sanzionare), introducendo e promuovendo una cultura di gestione e composizione dei conflitti nell’ambito delle relazioni fra persone”.
Elisabetta Sebastiani, funzionario giuridico pedagogico, d’ordine del Direttore della Casa Circondariale: “Grazie alla preziosa collaborazione con l’Associazione Cabiria Teatro, che si è articolata negli anni, dapprima sono stati messi in scena alcuni spettacoli all’interno della Casa Circondariale di Novara, destinati alla popolazione detenuta ed al pubblico esterno, e successivamente la cooperazione si è ulteriormente arricchita, nell’anno 2026, di tre corsi di formazione relativi all’ ambito delle professioni dello spettacolo e di un laboratorio teatrale, che si è concluso recentemente con la rappresentazione di un‘ opera interamente scritta e recitata dalle persone detenute l’11 e il 12 di settembre. Nell’ambito del progetto teatrale dello scorso anno è stato portato in scena presso l’Istituto uno spettacolo intitolato Romeo e Giulietta Opera Ibrida, a cui hanno preso parte in qualità di attori alcuni ospiti detenuti. A seguito del successo ottenuto dallo spettacolo anche in riferimento alle tematiche, il Magistrato di Sorveglianza Dott.ssa Criscuolo, la Direttrice Dott.ssa Dello Preite e l’Assessore alle Politiche Sociali Dott.ssa Armienti manifestarono l’idea di proporlo all’esterno in uno dei teatri cittadini in occasione del cinquantenario dell’Ordinamento Penitenziario. Purtroppo i tempi stretti non consentirono di attuare il proposito. Questo progetto però non è stato dimenticato, ma nel corso dei mesi successivi vi è stata una sinergia di intenti che si è definita con l’inserimento dello spettacolo nel calendario del teatro Coccia, che ospiterà la compagnia Cabiria Teatro con l’ausilio degli attori detenuti il giorno 30 ottobre 2026. Sono previste due rappresentazioni, una mattutina destinata ai giovani delle scuole novaresi con successivo confronto tra gli studenti e gli attori ed una serale rivolta al pubblico esterno. Portare il teatro in carcere significa valorizzare persone e opportunità, poiché l’ attività teatrale si inserisce pienamente in coerenza con le finalità rieducative della pena ed offre alle persone detenute uno spazio in cui mettersi in gioco, confrontarsi, assumere responsabilità e riscoprire capacità e risorse. Ma il teatro in carcere è qualcosa di più prezioso, poiché rappresenta anche un momento di leggerezza e condivisione e la possibilità di uscire, seppur per qualche ora, dai ritmi e dalle fatiche della quotidianità detentiva. Sul palcoscenico ciascuno ha l’occasione di portare la propria esperienza e sensibilità e la propria voce, ma al contempo ciascuno può imparare ad ascoltare, a rispettare i tempi degli altri e i ruoli e a sentirsi parte di un gruppo, consolidando importanti momenti di integrazione con il tessuto sociale e culturale della città di cui si fa parte”.
Franco Zanetta Presidente Fondazione BPN: “La Fondazione Banca Popolare di Novara – dichiara il Presidente Franco Zanetta – ha dato con particolare piacere il proprio contributo alla realizzazione dello spettacolo Romeo e Giulietta Opera Ibrida presso il Teatro Coccia (dopo averne sostenuto l’anno scorso la messa in scena negli spazi della Casa Circondariale di Novara) per l’opportunità fornita per la prima volta ai detenuti-attori di esibirsi al di fuori del luogo di pena e nel più importante e storico contenitore culturale novarese, di fronte ad un pubblico certamente più ampio rispetto a quanto finora avvenuto. Questa possibilità offerta ai detenuti, grazie alla collaborazione del Direttore della Casa Circondariale Dott. Peraldo e alla disponibilità della Direttrice del Teatro Coccia Dott.ssa Baroni, traduce in atto le condizioni per favorire la crescita in loro dell’autostima e della coscienza delle proprie capacità e risorse, indispensabile per porre le condizioni di un percorso positivo al di fuori del carcere. Il merito di Cabiria Teatro è di aver creduto nella evoluzione del progetto di spettacolo con e dei detenuti e di aver perseguito con determinazione ed efficacia l’obiettivo di renderlo concreto. La Fondazione BPN conferma la volontà di essere al fianco di Cabiria Teatro e della Direzione della casa Circondariale di Novara per far sì che – insieme ad altri soggetti, istituzionali e non, della realtà novarese – si possa favorire l’integrazione tra chi è recluso e la comunità all’esterno”.
Andrea Crivelli Vicepresidente della Provincia di Novara: “Lo spettacolo di Cabiria Teatro Romeo e Giulietta Opera Ibrida torna in scena ancora una volta, dopo aver riscosso un grande successo anche oltre i confini cittadini, e lo fa arricchendo il progetto di nuovi livelli di lettura, unendo teatro, inclusione e responsabilità sociale, che è poi la cifra stilistica di Cabiria Teatro - dichiara Andrea Crivelli, Vicepresidente della Provincia di Novara -. La pièce affronta temi molto vicini alla vita dei ragazzi di oggi, parlando di fragilità, relazioni, bisogno di ascolto e del confine sempre più sottile tra dimensione reale e virtuale. Portarlo in scena coinvolgendo persone detenute in un percorso artistico diventa un’ulteriore occasione di espressione, confronto e crescita, dove lo spettacolo si fa strumento capace di creare relazioni, aprire spazi di ascolto e offrire nuove possibilità anche nei contesti più complessi. Un’esperienza che parla alla comunità nel suo insieme e che restituisce al teatro una funzione profondamente civile”.
Corinne Baroni Direttore Fondazione Teatro Carlo Coccia di Novara: “Abbiamo accolto con entusiasmo e partecipazione questa nuova edizione di Romeo e Giulietta Opera Ibrida - dichiara il Direttore Corinne Baroni - un progetto che già nel 2023 ci aveva conquistati per la sua forte valenza innovativa e per la capacità di utilizzare un linguaggio contemporaneo per avvicinare il pubblico, e in particolare le nuove generazioni, al teatro. Il Teatro Coccia negli anni ha sempre scelto di mantenere un dialogo aperto e costante con i giovani, soprattutto attraverso l’ascolto delle loro esigenze, dei loro linguaggi e dei loro punti di vista. Un impegno che ci ha portati anche a essere tra i dieci teatri coinvolti nel progetto Youth Club. Per questo ci è sembrato naturale accogliere e programmare questa nuova versione di Romeo e Giulietta Opera Ibrida all’interno del nostro percorso formativo dedicato alle scuole superiori. Il coinvolgimento della Casa Circondariale aggiunge ulteriore valore al progetto e ne amplifica profondamente il significato. Portare il teatro oltre le proprie mura è una delle missioni fondamentali di ogni istituzione culturale; allo stesso tempo, offrire alle persone detenute la possibilità di vivere l’esperienza e l’emozione del palcoscenico, in un luogo importante e ricco di storia come il Teatro Coccia, rappresenta un’opportunità dal valore inestimabile. È un’esperienza nella quale crediamo fortemente e per la quale siamo grati a Cabiria. Siamo felici di poter sostenere questo progetto e di contribuire, attraverso il teatro, alla costruzione di nuove occasioni di incontro, partecipazione e inclusione”.
Mariano Arenella, Cabiria Teatro: “Il lavoro che stiamo portando avanti presso la Casa Circondariale di Novara sta dimostrando un profondo potere trasformativo. Dai commenti che riceviamo al termine di ogni spettacolo, siamo certi dell'impatto positivo sul pubblico; speriamo che sia altrettanto significativo per i detenuti e, senza dubbio, lo è per noi di Cabiria Teatro. Nel caso di Romeo e Giulietta Opera Ibrida, questa trasformazione risulta ancora più evidente. I detenuti si sono infatti inseriti in una produzione già consolidata — con circa venti repliche in tutta Italia — contribuendo a riplasmarla dall'interno. Il loro apporto non si misura nella quantità di tempo trascorso in scena, ma nella qualità della loro presenza: ognuno ha sviluppato un personaggio con una direzione precisa, modificando lo sviluppo della trama e ribaltandone completamente il finale. La maggior parte di loro incarna gli unici adulti positivi dell'opera: figure che, pur tra mille difficoltà e con tutti i propri difetti, si dimostrano appassionate e oneste. In un’epoca segnata dal nichilismo, in cui appare complesso trasmettere valori profondi alle nuove generazioni, proprio i detenuti hanno saputo individuare la chiave per un cambiamento di cui tutti dovremmo far tesoro ogni giorno: la passione e l'onestà”.