Novara - Dopo aver toccato le principali capitali mondiali e le maggiori città italiane, tra cui Roma, Torino e Milano, approda finalmente a Novara la mostra multimediale “Psichiatria e Diritti Umani: dai manicomi agli psicofarmaci, storie di contenzione e sedazione”, Patrocinata dalla Città di Novara e curata dal CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani odv). L'esposizione documenta attraverso rari filmati d'archivio e testimonianze la storia e le pratiche della psichiatria dalle origini ai giorni nostri.
Dettagli dell'evento:
Sede: Sala Contrattazione Merci Borsa – Piazza Martiri della Libertà, 6, Novara.
Inaugurazione: 27 febbraio h 18:00
Apertura: 27 e 28 febbraio.
Ingresso: Libero e aperto alla cittadinanza.
Un momento storico per i diritti umani - Tra Etica e Scienza: un dibattito di attualità globale
L’approdo della mostra a Novara non è casuale, ma si inserisce in un momento di profonda revisione dei paradigmi della salute mentale a livello internazionale, segnato da due eventi di portata storica:
La decisione dell’APCE: L'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa ha recentemente ribadito all'unanimità la centralità della CRPD (Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità), respingendo con fermezza la proposta di autorizzare, in deroga alla Convenzione, i trattamenti psichiatrici coatti, e confermando che la libertà personale e il consenso informato sono pilastri invalicabili.
Lo studio del Karolinska Institute: A supporto di questa linea politica giungono evidenze scientifiche di peso. Uno studio del prestigioso istituto svedese ha recentemente dimostrato, con dati statistici inoppugnabili, come i trattamenti coatti non svolgano una funzione preventiva ma, al contrario, aumentino drasticamente la probabilità di suicidio tra i pazienti, smentendo decenni di retorica sulla "cura obbligatoria" come strumento di salvezza.
La mostra - La mostra offre un percorso documentale crudo ma necessario: attraverso pannelli esplicativi e testimonianze video, ripercorre la storia della psichiatria fino alle moderne controversie sulla sovra-medicalizzazione e l'elettroshock. L’obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica, i legislatori e i professionisti della salute affinché il sistema di cura sia realmente centrato sul rispetto dell’individuo.
“I dati del Karolinska Institute e la risoluzione del Consiglio d'Europa parlano chiaro: la coercizione non è cura, è un fallimento clinico e umano. Portare questa consapevolezza a Novara è un atto di civiltà”.