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A Novara il Sudario per Gaza

18.457 nomi per non dimenticare

Novara - Il 9 ottobre il grande telo con i nomi dei bambini e ragazzi palestinesi uccisi a Gaza attraverserà il centro città e le testimonianze di giovani di Gaza Un telo bianco lungo 25 metri e largo 7,5, interamente ricoperto dai nomi scritti a mano di 18.457 bambini e ragazzi palestinesi tra 0 e 17 anni, uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023 al 31 luglio 2025. È il “Sudario per Gaza – Per non dimenticare un solo nome”, il progetto nato dal collettivo Carnia per la Pace che il 9 ottobre farà tappa a Novara.

Il Sudario verrà aperto alle 17.30 in piazza Duomo e successivamente portato in corteo da volontarie e volontari lungo le vie del centro, fino a piazza Cavour. L’iniziativa novarese è promossa da Ohana Odv (inserita nel Festival di Ohana “Voci”) in collaborazione con il collettivo Carnia per la Pace, e sostenuta da Amnesty International, ANPI, ARCI, Libera, SerMais, Coordinamento Novara per la Palestina, Associazione per la Pace ed Emergency grupo di Novara.

Il valore aggiunto di questa tappa è rappresentato dalle testimonianze dirette di giovani provenienti da Gaza e arrivati a Novara per completare un percorso di studi universitari, grazie all’aiuto di Ohana Odv.

Un nome al posto di un numero

Il progetto nasce da una domanda semplice: come restituire un volto umano a una tragedia raccontata quotidianamente attraverso numeri sempre più grandi? Il Sudario sceglie di farlo attraverso i nomi. Uno accanto all’altro, scritti a mano su una grande superficie bianca, i 18.457 nomi compongono un memoriale che rende fisicamente visibile ciò che le cifre rischiano di rendere astratto. Ogni nome corrisponde a una giovane vita interrotta.

L’idea prende ispirazione dalla lectio magistralis “Non dimenticare un solo nome – Elegia per i sudari di Gaza”, tenuta dalla saggista e giornalista Paola Caridi nell’ambito dell’edizione 2025 del Festival Vicino/Lontano di Udine, dedicato a Tiziano Terzani. Da quella riflessione è nato un progetto che ha trasformato la memoria in un oggetto concreto e collettivo: un grande telo destinato a viaggiare per l’Italia.

Il riferimento al sudario richiama il gesto con cui si avvolge un corpo dopo la morte, ma qui assume anche un altro significato: diventa uno spazio pubblico della memoria. Scrivere i nomi, portarli nelle piazze e attraversare con essi le strade significa sottrarre quelle persone all’anonimato delle statistiche.

Il viaggio del Sudario

Il progetto ha iniziato a muoversi attraverso l’Italia a partire dal 31 luglio 2025, portando con sé quei nomi e la richiesta di non trasformare le vittime di Gaza in una sequenza indistinta di cifre. A Novara il telo sarà sostenuto fisicamente dalle persone che parteciperanno all’iniziativa.

Un gesto semplice, ma necessario: tenere insieme materialmente i nomi significa assumersi collettivamente il compito di ricordarli. Un lungo telo bianco. Migliaia di nomi. Una città chiamata a fermarsi, anche solo per il tempo necessario a ricordare che dietro un numero c’è sempre una persona.

L’iniziativa fa parte degli appuntamenti di Voci, il Festival diffuso di Ohana, Info: communication@ohanaodv.com