Novara - Scoppia la Prima Guerra Mondiale e nel maggio del 1915 l’Italia dichiara guerra all’Impero Austro Ungarico. Ai piedi della Cupola di San Gaudenzio vive Santino Bassi. Ha 32 anni ed è un abile selciatore, cioè si occupa della pavimentazione e della manutenzione delle strade. Ha sposato Santina Bonelli, una giovame donna di Nibbiola e abita nel Borgo San Martino, oggi quartiere San Martino, con la famiglia che comprende anche due figli ancora piccoli: Francesco (Cecco) e Mariuccia (iucia). Il 31 agosto 1915, nonostante sia stato riformato alla visita di leva per insufficienza toracica, parte per il fronte e l’11 novembre cade durante l’assalto ad una trincea austriaca, sul fianco del Monte San Michele. Il suo corpo non sarà mai ritrovato. Sarà uno degli oltre 7500 dispersi che si conteranno al termine della «Quarta battaglia dell’Isonzo» e uno dei 693 novaresi caduti in combattimento.
Martedì 13 ottobre, di fronte agli Ospiti della RSA “Istituto G. De Pagave” di Novara, Giorgio Carfagna con la collaborazione di Paola Borriello, ha raccontato le vicende di questo Fante Novarese, ricostruite attraverso le lettere scritte alla moglie Santina e conservate, fino ai nostri giorni, dalla vedova del nipote di Santino, Marinella Castagnetti, ospite della RSA e presente in sala.
La partecipazione degli Ospiti presenti in sala è stata molto intensa, anche perché il racconto di alcuni eventi lo avevano ascoltato direttamente dai loro padri o dai loro nonni. Grande e intenza emozione hanno suscitato le note de “La leggenda del Piave” che hanno accompagnato la proiezione di alcune diapositive.
L’appuntamento, dedicato a questa pagina della storia novarese, rientra nel ciclo dei “Laboratori Storici” organizzati dalla Direzione della RSA in collaborazione con Emanuela Zonca, componente del Direttivo dell’Associazione di Volontariato A.M.A.R. (Amici Museo Aldo Rossini) che, dal 1995, gestisce ed amministra il MUSEO ALDO ROSSINI di Novara.
Info: www.museoaldorossini.com – amicimuseoaldorossini@gmail.com.