Trecate - Importanti appuntamenti lirici caratterizzano gli attuali impegni del coro San Gregorio Magno di Trecate. Il primo, presso il Teatro Lirico di Magenta, dove la corale ha partecipato all’allestimento scenico di uno dei capolavori più amati di Giuseppe Verdi: Il Trovatore. Uno dei titoli più iconici del repertorio lirico internazionale che, insieme a Rigoletto e La traviata, compone la celebre “trilogia popolare”, e segna il vertice della maturità artistica di Giuseppe Verdi. Si tratta di un melodramma composto su libretto di Salvadore Cammarano, tratto dalla tragedia El trovador di Antonio García Gutiérrez. Verdi lo lesse direttamente in spagnolo, comprendendo immediatamente che sarebbe stato un soggetto perfetto per la sua opera. Venne rappresentato per la prima volta a Roma, al Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853 e il successo fu così enorme che il pubblico chiese il bis di quasi tutti i brani. Si racconta che persino i critici più severi, che inizialmente giudicarono la trama troppo complicata, dovettero arrendersi davanti alla bellezza delle melodie che la gente iniziò subito a cantare per le strade.
L’opera, tenebrosa e avvincente, è ambientata nella Spagna dell’inizio del XV secolo. In essa si narra la storia del rapimento del figlio minore del vecchio Conte di Luna da parte di una zingara (Azucena) per vendicare la madre, giustiziata per aver compiuto un maleficio. A questa si intreccia la vicenda d’amore tra Leonora, nobile amata dal giovane Conte di Luna, e il trovatore Manrico. Attraverso gelosie, roghi, duelli e verità nascoste, solo alla fine si scoprirà la vera identità del Trovatore, il figlio del Conte rapito, ma sarà troppo tardi per evitare il tragico epilogo. Al centro del dramma è la zingara Azucena, una delle figure femminili più potenti create da Verdi; è lei che tiene le fila di tutta la storia e la sua vendetta è ciò che muove ogni azione dal primo all’ultimo minuto.
La partitura, ricca di vigore e di melodie leggendarie, e sostenuta da una trama densa di misteri, ha avuto la forza, ben oltre un secolo dopo, di emozionare ancora il numerosissimo pubblico presente in sala sabato 9 maggio.
L’evento, andato in scena nella cittadina lombarda, ha rappresentato un appuntamento imperdibile per gli amanti del bel canto. L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Magenta e organizzata da Giuseppe Lisca e Tiziana Arena, ha unito l’alto valore culturale dell’opera lirica alla missione sociale. Una nobile serata benefica a favore di Auser, associazione che da anni è impegnata nel supporto agli anziani e nel contrasto alla solitudine attraverso il progetto “Filo d’Argento”.
La produzione si è fregiata di una direzione artistica di alto profilo, guidata dal Maestro Mauro Trombetta sul podio, con la regia curata da Gianni Dal Bello e le indimenticabili voci soliste: Elena Cavallo (Leonora), Danilo Formaggia (Manrico), Giorgio Valerio (Conte di Luna), Giorgia Gazzola (Azucena), Gabriele Bolletta (Ferrando), Ekaterina Dukhovskaya (Ines), Agostino Sempio (Ruiz), Pietro Ceffa (un vecchio Zingaro) e Agostino Sempio (un messaggero).
La complessa partitura verdiana è stata affidata all’Orchestra dei Colli Morenici e alla innegabile forza e professionalità del Coro San Gregorio Magno di Trecate.
Il secondo appuntamento del coro trecatese con la lirica si terrà venerdì 15 e domenica 17 maggio, con L’italiana in Algeri, al teatro Coccia di Novara.
M.D.