Trecate - Sabato 18 aprile nella cornice insolita del Salone degli eventi della Centrale idroelettrica Orlandi, organizzata dagli Amici della musica di Turbigo, per la rassegna Note sull’acqua, è andato in scena il dramma della bella gitana Carmen. Un pianoforte e le abili mani di Anna Bigliardi hanno sostituito l’orchestra. Per dar vita all’opera di G. Bizet si sono alternati, con grande vocalità e forza interpretativa, i solisti: Giorgia Gazzola, Danilo Formaggia, Annarita Taliento, Carlotta Linetti e Agnezsca Jurkovswka. Il coro San Gregorio Magno di Trecate ha eseguito e sottolineato, con la solita bravura, alcuni momenti della rappresentazione. Oratore e narratore della serata il maestro Mauro Trombetta, che ha sapientemente rivestito anche il ruolo di cantante, nella parte di Escamillo, e quella di direttore del coro. Il pubblico, rapito ed entusiasta, ha accolto con ammirazione tutti gli esecutori.
Per il coro una piccola fatica prima di affrontare, domenica, il grande concerto in San Gaudenzio a Novara. Nella serata di domenica 19 aprile l’appuntamento si è svolto nella Basilica novarese. Un evento esclusivo, “CandleVibes sotto la Cupola”,organizzato dalla delegazione Fai di Novara, in collaborazione con la Fondazione Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio, che ha mantenuto la promessa fatta di trasformare uno dei simboli della città in un palcoscenico unico, dove la musica si è fusa con un'atmosfera d'altri tempi. Un appuntamento straordinario che ha unito musica, arte e atmosfera, ed ha offerto al pubblico un’esperienza immersiva, a lume di candela, all’interno di uno dei luoghi simbolo della città. Protagonisti della serata,impegnati nell’esecuzione dei celebri Carmina Burana di Carl Orff, capolavoro di intensa forza espressiva, sono stati la Schola Cantorum San Gregorio Magno, preparata dal maestro Mauro Trombetta, e il Corpo Musicale Boffalorese. Voci soliste: Annarita Talliento, soprano, il maestro Mauro Trombetta, baritono e Giovanni Oldani, controtenore. Ha diretto il concerto il maestro Alberto Sala.Durante le prove musicisti e cantanti hanno potuto assaporare, in anteprima, lo spettacolo delle luci, ma con il calare delle ombre e l’arrivo del buio la magia è stata completa. Cinquemila candele hanno illuminato la Basilica e la cupola antonelliana ha fatto da cornice a un concerto di grande impatto emotivo.
Le navate di uno dei luoghi simbolo della città sono state invase dalla musica e l’allestimento scenografico ne ha esaltato i dettagli architettonici creando un dialogo suggestivo tra l’imponenza dello spazio architettonico e la potenza avvolgente del suono.
Un viaggio sonoro potente e senza tempo che si è concluso con l’ovazione del pubblico presente. I posti erano esauriti da giorni e la luce che, al termine del concerto, ha illuminato il pubblico numerosissimo, i volti compiaciuti e le mani che applaudivano, ha confermato il grande successo della serata.
M.D.