Barolo - Il Piemonte è una terra con un patrimonio enologico unico, una zona d'Italia dove la produzione del vino è da sempre gestita con una cura artigianale che troviamo in poche altre parti del mondo. I rossi in particolare sono famosi quando si parla del patrimonio di questa regione e il Barolo DOCG si distingue fra le varie etichette per la sua qualità, che lo rende una delle punte di diamante dell'enologia italiana nel mondo.
Lo vediamo spesso protagonista di momenti di convivialità destinati a essere ricordati. Grazie alla sua eleganza e alla struttura tanninica, si presta bene ad abbinamenti con formaggi stagionati e selvaggina, preparazioni che trovano posto sulla tavola in occasioni speciali come le cene che riuniscono tutta la famiglia o le serate romantiche.
Il suo successo è senza dubbio spinto dall'e-commerce. Al giorno d'oggi, basta visitare la sezione dedicata al barolo di shop online verticali come Tannico per trovare proposte di diverse cantine e scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.
Prima di arrivare alla fama che lo contraddistingue, il Barolo DOCG ha vissuto una storia con aneddoti che vale la pena conoscere.
Vino il cui percorso affonda le radici 2500 anni fa ai tempi dei Liguri Stazielli, una popolazione preromana che si era stabilita nella zona dell'attuale Monferrato, il Barolo deve la sua consacrazione definitiva alla lungimiranza di una donna.
Stiamo parlando della filantropa francese Juliette Colbert, moglie del marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo.
A lei, grande conoscitrice dell'enologia francese, si deve l'intuizione di chiamare l'allora celebre enologo Paolo Francesco Staglieno, entrato nei libri di storia anche per la sua carica di deputato del Regno di Sardegna che, portando in Italia alcune delle tecniche diffuse oltralpe, migliorò la qualità del Nebbiolo che si coltivava nella tenuta nobiliare e che aveva il problema di invecchiare male.
Siamo nel 1843, anno di nascita ufficiale di un nuovo vino a cui venne dato il nome Barolo. Tra i suoi estimatori spicca anche Camillo Benso Conte di Cavour. Anche il padre del Risorgimento italiano scelse di chiamare uno dei principali nomi dell'enologia dell'epoca, il francese Louis Oudart, per perfezionare ulteriormente un vino che di lì a poco sarebbe diventato una presenza fissa durante i ricevimenti presso la corte dei Savoia.
Le sue caratteristiche organolettiche possono variare in base alle peculiarità del terreno in cui viene coltivata l'uva. A renderne straordinario il profilo è anche il lungo affinamento, che parte dalla botte e arriva alla bottiglia.
Il Barolo è un vino simbolo del Piemonte anche per i numerosi abbinamenti con altre leccornie tipiche di questa terra, dai funghi al tartufo. Da non dimenticare è pure la carne, fatta eccezione per quella condita con ingredienti speziati.