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Lo stato di salute del Lago d’Orta: specie aliene in aumento

Tra le cause, l’aumento delle temperature

Orta San Giulio - Conservare, valorizzare e sostenere la biodiversità acquatica del Lago d’Orta: questi gli obiettivi del progetto “Cusio 2030”, avviato nel 2023 e conclusosi quest’anno, dedicato a rafforzare il processo di recupero dello stato ecologico del lago d’Orta, quinto lago del Nord Italia. Sono stati coinvolti: Provincia di Novara come ente capofila, Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, l’Istituto di Ricerca sulle Acque IRSA (CNR) di Verbania e l’Associazione Amici del Fermi. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Promosso grazie al bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta” della Fondazione Compagnia di San Paolo con un sostegno pari a 340 mila euro, il progetto ha raggiunto diversi risultati di ripristino e valorizzazione della biodiversità acquatica autoctona del Lago d’Orta creando le condizioni per conservarla nel tempo.

Dalle analisi compiute durante il triennio è emerso come l’incremento progressivo della temperatura dell’acqua, che dagli anni ‘70 è stato di 2 gradi, sia una delle condizioni che favorisce la proliferazione di specie aliene invasive tra cui il gambero della Louisiana, in grado di ledere l’ecosistema originale. L’analisi ha constatato un aumento dell’impatto antropico sulle zone costiere rispetto al primo censimento del 2010 e una riduzione progressiva delle zone umide e dei canneti che sono un habitat naturale per la nidificazione dei pesci. Infine, l’attività di ripopolamento ittico - supportata dal CNR IRSA di Verbania in collaborazione con le associazioni di pescatori - ha consentito il reinserimento di quattro specie ittiche scomparse da tempo (agone, trota marmorata, luccio italico e pigo) partendo da riproduttori provenienti dal grande bacino del Lago Maggiore, per un totale di  totale di 430.000 specie tra uova embrionate, avannotti e giovanili.

Grazie al posizionamento di diverse legnaie nel 2025, i pesci hanno potuto nidificare con più facilità o trovare un rifugio sicuro.  Infine, l’analisi delle microplastiche realizzata nei piccoli corsi d’acqua di immissione del lago ne conferma la presenza ma in quantità sotto la soglia di allarme, pari a quella presente in altri bacini italiani.

“Cusio 2030 dimostra che il recupero ambientale funziona quando scienza, istituzioni e comunità lavorano insieme”, sottolinea Giuseppe Maio per la Provincia di Novara. “Il Lago d’Orta è un unicum biologico europeo e oggi torna a essere un laboratorio a cielo aperto per la tutela degli ecosistemi acquatici”.

LE ATTIVITÀ SVOLTE E I RISULTATI

La presenza del gambero rosso e le conseguenze

Il gambero rosso della Louisiana e il gambero di fiume americano sono due specie aliene e invasive che nel Lago d’Orta hanno trovato un ambiente adatto per il loro sviluppo anche grazie all’assenza di predatori naturali in grado di contrastarli. In particolare, il gambero rosso, chiamato gambero killer, ha popolato in modo incontrollato diversi bacini italiani ed è dannoso per l’ecosistema lacustre poiché tende a depauperare il lago e i fiumi sia della componente vegetale (canneto e piante acquatiche) sia delle diverse specie autoctone in quanto si ciba dei medesimi alimenti e trasmette malattie. In particolare, è stato studiato il canneto di Gozzano e, grazie all'utilizzo di 13 gabbie posizionate in più siti provviste di esche, ne sono stati prelevati e rimossi diversi esemplari. Le due specie si sono distribuite naturalmente nelle aree meridionali e settentrionali del lago dove le sponde sono meno scoscese ed è forte la presenza dell’uomo. Le analisi confermano un aumento della presenza del gambero della Louisiana, la cui proliferazione è stata favorita anche dall’aumento generale della temperatura delle acque.

Analisi delle microplastiche
Sono state analizzate anche le microplastiche nei diversi affluenti del lago: è stata rilevata la presenza di frammenti e fibre di polietilene e polipropilene (le plastiche più in uso nell'industria, soprattutto del packaging) - seppur non particolarmente preoccupante - in tutti i corsi d’acqua. Il posizionamento di una rete di centraline per il rilevamento delle portate idriche, che monitora i valori idrologici dei corsi d’acqua anche a supporto delle analisi di sostanze potenzialmente inquinanti veicolate verso il lago, è ora in fase di calibrazione per la raccolta di altre informazioni. Quanto ricavato da queste centraline si aggiunge ai dati della boa limnologica che misura in tempo reale diversi parametri ambientali:  la temperatura, il pH, la clorofilla, la conducibilità elettrica, il vento e altre variabili in grado di condizionare lo sviluppo di fauna e flora.

La vegetazione sulle zone costiere
Il monitoraggio della qualità e della salute delle aree di riva è stato realizzato da un’imbarcazione che ha mappato 20 zone in riva al lago di diversa tipologia, valutando le modifiche degli habitat in seguito all’impatto antropico. La ricerca ha evidenziato una generale riduzione della presenza dei canneti e delle piante che vivono in zone umide e un aumento di prati naturali e vegetazione arbustiva. Inoltre, si è notato un maggiore sviluppo di elementi antropici rispetto all’indagine effettuata nel 2010. In generale le pressioni e l’uso del suolo lungo il perimetro del lago sono aumentate.

Il monitoraggio dei parametri ambientali effettuato in continuo mediante la boa limnologica dotata di sensori posata grazie al sostegno della Fondazione Cavaliere del Lavoro Alberto Giacomini nell’ambito del progetto, ed integrato con le informazioni periodiche registrate da ARPA ed CNR Irsa, ha confermato l’incremento di oltre 2°C della temperatura dell’acqua del lago a partire dagli anni ‘’70. Un aumento caratterizzato da oscillazioni periodiche (anche giornaliere come rilevato dalla boa), ma stabile nel tempo.

Questi monitoraggi sono stati di supporto alle attività di ripopolamento dei pesci e al ripristino degli habitat sommersi a favore della loro sopravvivenza. Nel primo caso l’attività è stata condotta con il supporto scientifico di IRSA CNR che ha provveduto ad un lavoro di selezione genetica del materiale ittico da ripopolamento e alle fasi di immissione per un totale di  310.000 uova embrionate e 120.000 avannotti delle diverse specie anche in collaborazione con le associazioni di pescatori operanti nell’area del Cusio. Queste attività sono state accompagnate dal posizionamento di sei grandi legnaie sommerse da parte della Provincia di Novara con la funzione di aumentare le aree di rifugio per i pesci. Il monitoraggio subacqueo condotto con droni e subacquei ha confermato la funzione di queste strutture seminaturali nella maggior parte dell’anno.

Queste attività si integrano con le azioni attivate con altri tre progetti del Contratto di Lago del Cusio: l’installazione di webcam in punti panoramici attorno al lago, l’uso di una speciale telecamera subacquea visionabile dal pubblico in grado di monitorare in tempo reale le attività dei pesci nei siti di nidificazione e il reinserimento della cozza di acqua dolce, grazie al progetto Ris-Orta, con finalità di bio-monitoraggio del livello di inquinamento del lago, in quanto particolarmente reattiva alla presenza di metalli pesanti nell’acqua.

Pietro Volta, coordinatore del progetto CUSIO 2030 per IRSA CNR, dichiara: “Il lago si presenta come un paziente speciale, un ambiente ancora molto delicato che non può essere lasciato a sé stesso. Tanto c’è ancora da fare, sia nel monitoraggio ambientale in un contesto di cambiamento climatico sempre più pressante sia negli interventi necessari per ripristinare una comunità di organismi resiliente che sappia affrontare i cambiamenti ambientali profondi che ci interesseranno nei prossimi anni coniugando conservazione della biodiversità e uso sostenibile delle risorse acquatiche. Un lago che sta bene è una risorsa per tutto il territorio.”

LE ATTIVITÀ DIDATTICHE E DIVULGATIVE A SUPPORTO DI CUSIO 2030

La tutela della biodiversità è garantita da un’attività di educazione alla cittadinanza,  a enti pubblici e privati per promuovere la consapevolezza sulle problematiche del lago e l’attuazione di misure volte ad evitare l'introduzione volontaria di specie invasive, lo sviluppo di normative stringenti e un buon sistema di sorveglianza nei punti di possibile immissione delle specie.

A tal proposito, nel corso del triennio 2024-2026, sono state realizzate attività di educazione ambientale con le scuole del territorio, e progetti divulgativi che hanno coinvolto cittadini e stakeholders,  gestiti da Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone insieme all’associazione “Amici del Fermi”. Un team di giovani professionisti in ambito ambientale ed educativo attivi sul territorio è stato coinvolto nella formazione continuativa di gruppi selezionati di studenti delle scuole superiori sulle specifiche tematiche connesse alle azioni del Progetto Cusio 2030. L’azione ha visto la partecipazione di un totale complessivo di 15 giovani professionisti, circa 2000 studenti, 40 docenti e 32 stagisti in alternanza scuola-lavoro.  Il progetto Cusio 2030 e tutti gli interventi previsti si collocano all’interno del “Contratto di Lago del  Cusio” uno dei più partecipati contratti di lago realizzati in Italia: ha coinvolto 140 realtà territoriali tra cui tutte le istituzioni, molte tra le più importanti aziende del territorio e tante associazioni, con cui si sono definiti obiettivi a lungo periodo e sinergie per la tutela del lago.

Giovanni De Bernardi, Presidente di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone dichiara: “La realizzazione di questo progetto rappresenta un importante passo in avanti per il riequilibrio della parte biologica del lago che è ancora bisognosa di cure dopo il liming. Oltre all'immissione di pesce autoctoni sono stati predisposti strumenti che riescono a garantire un miglior controllo del lago nel suo insieme. Molto altro rimane da fare e speriamo che nel futuro con altri progetti riusciremo a completare e a ristabilire un assetto della natura migliore di quanto c'è oggi”.

IL MONITORAGGIO DELL’IMPATTO SOCIO ECONOMICO

In parallelo all’esecuzione delle attività citate è stata realizzata un’azione di monitoraggio da parte di Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, per stimare i benefici economici generati dal Progetto a favore delle comunità locali in termini quantitativi. L’analisi, attraverso una raccolta dati di dettaglio con la partecipazione dei partner e delle diverse istituzioni coinvolte nella tutela e monitoraggio del lago, ha portato all’identificazione di settori socio-economici che beneficeranno in prospettiva in maniera significativa sul territorio, primo la pesca dilettantistica. Si è giunti ad una stima preliminare attestante che circa la metà del costo complessivo del Progetto Cusio 2030 verrà recuperata tramite l’emissione di licenze della sola pesca dilettantistica nei primi 10 anni dall’immissione delle quattro specie ittiche interessate. Si prevede un incremento medio del 15- 20% del valore totale della cifra attualmente incassata dalle licenze annuali della zona del Cusio.