Novara - Il conflitto in Iran sta scatenando un’ondata di rincari dei carburanti, mettendo a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento del Paese. L’aumento dei prezzi alla pompa in appena quattro giorni si traduce, secondo le stime di CNA Fita, in un aggravio di oltre 2.400 l’anno per un mezzo pesante che percorre 100mila km annui. Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare, si stima un ulteriore rincaro di 0,445 euro/litro (+25%) che significherebbe altri 13mila euro di spesa extra l’anno per ogni singolo automezzo.
“Chiediamo con urgenza con urgenza un credito d'imposta straordinario – afferma il presidente CNA FITA Piemonte Nord Massimo Pasteris - un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono arrivare dall'extragettito IVA, che va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Infine, non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro”.
Per CNA siamo di fronte a una tempesta perfetta. "Mentre le nostre imprese investono per adeguarsi alle nuove normative tecnologiche e ambientali – prosegue Pasteris - i costi operativi diventano insostenibili. Il peso della crisi energetica internazionale non può essere scaricato interamente sulle spalle degli autotrasportatori".
Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali e con veicoli che rispettano le ultime classi ambientali, il rimborso delle accise diventa sempre più vitale ma c’è un problema che si acuisce durante una crisi come quella in Iran: il rimborso viene chiesto trimestralmente e incassato mesi dopo. Se il prezzo sale di 20 centesimi, su 100mila km l'impresa deve "prestare" allo Stato circa 6mila euro in più all'anno per ogni camion, in attesa che il credito venga compensato. È per questo che CNA Fita richiede da anni la compensazione automatica al momento della presentazione della richiesta di rimborso.
CNA Fita ha inviato anche una segnalazione formale al Garante per la sorveglianza dei prezzi per accendere un faro su dinamiche dei listini che appaiono ingiustificate.
"Prevenire manovre speculative è necessario per salvaguardare un settore strategico - dichiara Pasteris - non possiamo permettere che l'instabilità internazionale si trasformi in opportunità di extra-profitto per alcuni a danno delle imprese e dei cittadini".
CNA Fita in particolare sottolinea il caso del biocarburante HVO. Nonostante goda di un’accisa agevolata e sia prodotto in Italia da fonti non legate direttamente al greggio mediorientale, il suo prezzo è salito parallelamente a quello del diesel fossile.
"È un'anomalia inaccettabile – spiega il direttore CNA Piemonte Nord Marco Pasquino - chi ha investito nella transizione ecologica non può essere penalizzato da rincari che non hanno alcun riscontro oggettivo nella filiera di produzione dei biocarburanti".
CNA Fita ha chiesto a 'Mr. Prezzi' di avviare verifiche puntuali sulla trasparenza dei listini, accertando che i prezzi alla pompa siano coerenti con i reali costi di acquisto delle scorte precedenti al conflitto. L'obiettivo è monitorare i flussi di distribuzione per prevenire qualsiasi anomalia nell'offerta e, se necessario, coinvolgere la Guardia di Finanza per garantire che il mercato operi in piena e libera concorrenza, a tutela delle imprese e dei consumatori.