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Coldiretti, Cinghiali: Abbattimenti insufficienti!

Novara - Serve un netto cambio di passo rispetto al numero di abbattimenti dei cinghiali per tutelare le imprese agricole, gli allevamenti e l’intera filiera suinicola E’ quanto afferma Coldiretti ancor più alla luce dei nuovi casi di peste suina africana in Piemonte. “Il problema riguarda sia i danni alle coltivazioni, che continuano a pesare sui bilanci delle aziende agricole, sia il rischio sanitario legato alla peste suina africana – evidenziano il Presidente di Coldiretti Novara-Vco Fabio Tofi e il Direttore Domenico Pautasso - Si temeva, con l’arrivo del caldo, una recrudescenza del virus, ed i recenti fatti, purtroppo, lo confermano. Seppur non si riscontrano nuovi casi nelle nostre province, risulta, quindi, fondamentale mantenere alta l’attenzione e rafforzare tutte le misure di prevenzione e controllo. La diffusione incontrollata dei cinghiali resta infatti uno dei principali fattori di pressione sulla biosicurezza degli allevamenti e sulla tenuta economica di una filiera strategica per il nostro territorio”. “Invece di aumentare il numero degli abbattimenti dei cinghiali – proseguono Tofi e Pautasso - è stata invertita la rotta nello scorso anno. Infatti, si è arrivati a poco oltre i 27 mila abbattimenti, ma il numero da raggiungere è di 41 mila. Indispensabile, quindi, vi sia un maggior impegno da parte di tutti gli attori interessati, a partire dagli ATC e i CA che è essenziale facciano davvero la loro parte, consentendo di arrivare a numeri ben più elevati: a rischio c’è l’intera filiera suinicola piemontese. Oltretutto, i mercati sono sconvolti dalla guerra che sta provocando ingenti rincari, con l’esplosione dei costi di produzione, per cui è necessario monitorare, oggi più che mai, che non avvengano speculazioni lungo la filiera”, concludono.