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L’incertezza caratterizza le prospettive per l’industria a Novara e Vercelli

Previsioni congiunturali 2° trimestre 2026

Novara - Sono caratterizzate dall’incertezza le prospettive a breve termine per l’industria delle province di Novara e di Vercelli. Secondo le previsioni congiunturali di Confindustria Novara Vercelli Valsesia (CNVV) per il trimestre aprile-giugno 2026 (disponibili sul sito www.cnvv.it) il saldo tra la percentuale degli imprenditori che si dichiarano ottimisti e quella di coloro che sono pessimisti sull’incremento della produzione cala da 3,6 a 0,9 punti nel Novarese e risale da -6,3 a -4,2 punti in provincia di Vercelli, a fronte di una media regionale sostanzialmente stabile (da 3,2 a 3 punti). Anche i saldi ottimisti/pessimisti relativi agli ordini totali registrano un andamento contrastante, con un calo da 2,7 a -2,6 punti in provincia di Novara e un lieve incremento (da -3,1 a -2,8 punti) in quella di Vercelli, mentre i saldi sulle previsioni di esportazioni puntano decisamente verso il basso: da 5,1 a -2,9 punti nel territorio novarese e da -9,6 a -17,5 punti in provincia di Vercelli. La media piemontese passa, rispettivamente, da 1,5 a 0,9 e -5,3 a -5,5 punti.

«L’indagine congiunturale – commenta il presidente di CNVV, Carlo Robiglio – evidenzia una fase di rallentamento dell’attività industriale, con un novarese ancora positivo ma in contrazione e un vercellese che, pur restando debole, mostra segnali di recupero. Il dato più rilevante è il calo della domanda, soprattutto sui mercati esteri, accompagnato da un clima diffuso di incertezza che rende più prudenti le scelte delle imprese e più complessa la pianificazione nel medio-lungo periodo. Resta tuttavia un elemento positivo: la solidità complessiva del sistema, con imprese che tengono sul fronte occupazionale e confermano una buona capacità di resilienza. In questo scenario, diventa fondamentale continuare a sostenere la competitività e la capacità di adattamento del sistema produttivo».

A livello occupazionale il saldo tra ottimisti e pessimisti relativo alla volontà di fare nuove assunzioni rimane sostanzialmente stabile (da 5,5 a 5,3 punti) in provincia di Novara e risale lievemente (da -3,1 a -1,4 punti) in provincia di Vercelli (con la media regionale che si riduce da 6 a 5 punti), mentre la percentuale delle imprese che intendono fare ricorso alla cassa integrazione si riduce dall’8,3% al 5,3% nel Novarese e aumenta dal 15,6% al 17,1% in provincia di Vercelli (con un calo dal 10,9% all’8,8% in Piemonte).

La percentuale di imprese che ha in programma investimenti “significativi” cala dal 32,1% al 31,3% nel Novarese e aumenta dal 25% al 27,5% in provincia di Vercelli mentre quella relativa agli investimenti “sostitutivi” si conferma sostanzialmente stabile in provincia di Novara (passando dal 47,7% al 48,2%) e in calo (dal 48,4% al 43,5%) in quella di Vercelli. La media regionale registra, rispettivamente, una riduzione dal 25,3% al 23,9% e dal 51,8% al 50,7%.

«Nonostante il perdurare delle crisi – osserva il direttore di CNVV, Carlo Mezzano (foto) – stupisce positivamente la sostanziale tenuta delle previsioni di investimenti, sia di ampliamento sia di rinnovo degli impianti, che in una prospettiva di medio-lungo periodo potrà portare benefici strutturali al nostro sistema produttivo».

La percentuale di aziende che segnalano ritardi negli incassi rispetto ai tempi di pagamento pattuiti peggiora notevolmente in provincia di Vercelli (passando dal 12,9% al 23,9%) mentre in provincia di Novara cresce lievemente (dal 20,4% al 21,3%). La media del Piemonte rimane stabile (dal 24,4% al 24,3%).

I dati relativi ai principali settori, elaborati in forma aggregata e con media ponderata sulle due province, registrano, rispetto al trimestre precedente, un lieve peggioramento nelle previsioni di produzione e di ordini esteri per il metalmeccanico, dati contrastanti nella rubinetteria-valvolame e una conferma della crescita per il comparto chimico. L’incertezza caratterizza le prospettive del tessile-abbigliamento, mentre un peggioramento si segnala in quelle dell’alimentare.

Dichiarazione del presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto: «Al termine di settimane ad altissima tensione, arrivano segnali di una concreta e possibile stabilizzazione dello scenario in Medio Oriente. Nonostante tutte queste incognite, per ora l’impatto su occupazione e produzione è stato ridotto stando alle risposte arrivate dalle imprese di Confindustria. Il quadro resta comunque allarmante perché le conseguenze di quanto avvenuto saranno di lungo termine e ci vorranno mesi affinché il mercato globale e le quotazioni di petrolio e gas tornino a livelli gestibili sia per le imprese, che per la vita di tutti i giorni degli italiani. L’Europa, in questo contesto di maggiore distensione, ha strumenti economici e strutturali per ritagliarsi un vero ruolo da superpotenza ma servono velocità di decisione e unità politica, che solo dopo la pandemia abbiamo visto realizzarsi. È il momento di agire, non possiamo perdere nemmeno un minuto».