Novara - Il confronto militare e geopolitico in atto nell’area del Golfo proietta un’ombra di incertezza anche sull’economia dell’Alto Piemonte, territorio caratterizzato da una storica vocazione agli scambi internazionali. Nel 2025 le esportazioni verso i Paesi del Golfo e i mercati mediorientali, inclusi Turchia e Azerbaijan, hanno superato i 756 milioni di euro, valore che rappresenta il 5,8% delle vendite all’estero del quadrante, a fronte di una percentuale regionale del 5,4% e di una nazionale del 6,4%. È pur vero che un terzo di questo volume di esportazioni è veicolato verso la Turchia, Paese al momento estraneo al conflitto ma parte di un’area economica “ponte” tra Europa e Medioriente, con una notevole influenza geopolitica nell’area del Mediterraneo Orientale.
A livello provinciale è Vercelli a evidenziare l’esposizione maggiore: il 9,7% delle merci vercellesi vendute all’estero ha infatti destinazione Medioriente; seguono Biella, con un’incidenza del 6,9%, e Novara, con un 3,9%, mentre per il Verbano Cusio Ossola si riscontra una quota più contenuta, pari al 2,5%.
Per quanto riguarda i prodotti, la quasi totalità delle merci esportate verso i mercati mediorientali è riconducibile al comparto manifatturiero, in primis tessile-abbigliamento (che rappresenta il 44,7% delle vendite verso l’area) e macchinari (27,7%), unitamente a rubinetteria di alta gamma e valvolame industriale per l’industria estrattiva del petrolio.
«Siamo di fronte a uno scenario che impone attenzione per l’economia locale, dal momento che il nostro territorio ha storicamente costruito la propria forza sulla proiezione verso i mercati internazionali» ha dichiarato Angelo Santarella, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte. «Gli ultimi dati disponibili, aggiornati a fine 2025, non consentono di poter quantificare l’impatto diretto del conflitto, ma rendono comunque evidente la misura del valore in gioco. Oltre all’ambito commerciale vanno considerati anche i risvolti logistici: l'instabilità dell'area iraniana rischia infatti di soffocare le rotte terrestri e marittime verso i mercati del Golfo e dell'Asia Centrale, con un inevitabile aumento dei costi di trasporto e dei tempi di consegna. In questa fase delicata è fondamentale monitorare l’evoluzione degli equilibri geopolitici e delle rotte commerciali» continua Santarella. «Da parte nostra continueremo a fornire un monitoraggio costante dell’economia locale e un supporto alle imprese che già operano o desiderano espandere il proprio business all’estero, grazie anche all’attività della nostra Azienda Speciale Fedora».