Novara - Radici Chimica ha incontrato oggi, martedì 21 luglio, le rappresentanze sindacali presso la sede di Confindustria Novara per presentare la propria valutazione in merito alla situazione dello stabilimento di Novara e le conseguenti decisioni, che ora si configurano come necessarie. Lo stabilimento di Novara ha registrato perdite significative per tre anni consecutivi. Il mercato europeo dell'acido adipico è stato strutturalmente impattato dall'espansione su larga scala della capacità produttiva in Asia, dai costi europei sempre più elevati dell'energia e delle materie prime e da una debolezza prolungata e strutturale della domanda proveniente dai settori automotive, tessile ed edile. Radici Chimica ha lavorato intensamente per difendere la propria posizione competitiva. Insieme ad altri operatori, ha mosso l’istanza che ha portato la Commissione Europea ad aprire, nel marzo 2025, un’indagine anti-dumping sulle importazioni di acido adipico dalla Cina, culminata in dazi che nel maggio 2026 hanno toccato il 42,3%. Misure che, tuttavia, non sono state sufficienti ad impedire alle importazioni cinesi di continuare a estendersi nel mercato europeo, esercitando pressione sui produttori europei. Su queste basi, l'azienda è giunta alla conclusione che non esiste un solido percorso per ripristinare la redditività della produzione di acido adipico a Novara; l'interruzione di tale produzione rappresenta pertanto una misura necessaria per arrestare anni di pesanti perdite a carico di tutte le attività dello stabilimento di Novara.
La capacità produttiva di acido adipico in Europa sta attraversando una contrazione strutturale. La pressione, inoltre, si estende oltre Radici Chimica: la prolungata debolezza della domanda europea ha gravato sull'intera filiera, di cui l'acido adipico rappresenta un anello a monte, come dimostrano le numerose recenti ristrutturazioni, insolvenze e riduzioni di capacità produttiva che hanno interessato diversi operatori lungo l'intera catena del valore. In tutto il settore, infatti, la capacità produttiva è stata attraversata da contrazioni in vari punti della filiera e, con essa, si è ristretto lo sbocco naturale per l'acido adipico europeo.
In questo contesto, Radici Chimica ritiene che la linea d'azione più responsabile non sia quella di prolungare l'attività di un reparto produttivo in forte perdita, soggetto alla normativa Seveso e in stretta prossimità di un importante centro urbano, bensì di concentrare i propri sforzi sul futuro del sito e delle persone coinvolte.
Nel corso dell'incontro odierno, l'azienda ha condiviso le tempistiche della procedura attivata, confermando che sono attualmente allo studio le misure per limitare le ricadute occupazionali ed economiche derivanti dalla decisione adottata (tra queste, percorsi di ricollocazione, riqualificazione professionale e l'adozione di ammortizzatori sociali), sulle quali ci sarà un periodico allineamento con le RSU.
Radici Chimica conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo costruttivo con le Organizzazioni Sindacali, il Comune di Novara, la Prefettura e Confindustria Novara, nella convinzione che l’individuazione di soluzioni condivise sia lo strumento più efficace per tutelare gli interessi dei dipendenti e della comunità locale. L'azienda fornirà aggiornamenti tempestivi sull'evolversi della situazione.